Impugnazione sanzione disciplinare nel pubblico impiego

Il Ministero del Lavoro con interpello n. 11 del 10 aprile 2012, si è pronunciato in merito all' impugnazione delle sanzioni disciplinari nei confronti dei dipendenti pubblici. L' istanza di interpello era stata presentata dal NURSIND - Sindacato delle Professioni Infermieristiche in relazione all'inapplicabilità dell'art. 7 della legge n. 300/1970 ed il vigente art. 55, comma 3 del D.Lgs. n. 150/2009 (riforma Brunetta).

 

La legge n. 183/2010 (Collegato lavoro) ha abrogato gli articoli 65 e 66 del D.Lgs. n. 165/2001, quindi le procedure di conciliazione ed arbitrato di cui agli artt. 410 e 412 c.p.c. sono esperibili anche da parte dei dipendenti del settore pubblico in relazione alle controversie di lavoro.

Il D.Lgs. n. 150/2009 (Riforma Brunetta), aveva profondamente modificato il Dlgs 165/2001 stabilendo, tra l'altro, il divieto per la contrattazione collettiva di istituire procedure di impugnazione dei provvedimenti disciplinari (art. 55, c. 3 d.lgs 165/01, come modificato dal comma 1 dell’art.68D.Lgs. 27 ottobre 2009, n. 150).

Con la risposta all'istanza di interpello, il Ministero ha affermato che, alla luce della legislazione attualmente vigente, le controversie relative all’impugnazione delle sanzioni disciplinari, irrogate nell’ambito di rapporti di lavoro di pubblico impiego, possono essere impugnate sia mediante l’esperimento del tentativo facoltativo di conciliazione dinanzi alle Commissioni di conciliazione, sia attraverso le procedure arbitrali, ferma restando l’esperibilità dell’azione giudiziaria negli ordinari termini prescrizionali.