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27 Gennaio,2023

CONVEGNO INTERFORZA 14 febbraio 2023 a Bari ... See MoreSee Less

CONVEGNO INTERFORZA 14 febbraio 2023 a Bari

18 Gennaio,2023

🧑‍⚖️ Con l’ordinanza 375/2023, la Corte di Cassazione, Sezione lavoro, fa chiarezza in merito alle responsabilità di committente e appaltatore nel caso di infortuni sul luogo di lavoro.

Nello specifico, la Corte sottolinea come, ferma restando la responsabilità dell’appaltatore, il committente sia solidarmente responsabile tranne se l’infortunio derivi da rischi specifici delle attività proprie dell’appaltatore o del lavoratore.

⛑ Il committente, anche nei casi di subappalto, è responsabile sia nella scelta dell’impresa subappaltatrice sia nel caso in cui non controlli che l’appaltatore abbia adottato tutte le misure generali di tutela della salute e della sicurezza, specie se tale inadeguatezza può essere percepita senza particolari approfondimenti.

I giudici inoltre si soffermano sulla posizione del direttore dei lavori, che può essere chiamato a rispondere dell’infortunio se sovrintende all’esecuzione dei lavori e impartisce ordini, in base al contratto di appalto o per fatti concludenti.

📄 Leggi l’ordinanza completa 👉 bit.ly/ordinanza-cassazione-375-2023

🌐 Consulta la giurisprudenza delle Alte Corti sul sito di AGI 👉 bit.ly/sito-agi-sentenze-alte-corti
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14 Gennaio,2023

🆕 La nuova legge di Bilancio integra la disciplina del trattamento economico del congedo parentale, prevedendo che una delle mensilità fruite entro il sesto anno di vita del figlio sia indennizzata all’80%, anziché al 30%, limitatamente ad uno dei due genitori.

La misura è esplicitata all’art. 1 della legge 197/2022, comma 359. Lo stesso trattamento, inoltre, è riservato ai genitori che, al 31 dicembre 2022, non abbiano ancora terminato di usufruire del congedo di maternità o di paternità.

Consulta la legge di Bilancio 👇
bit.ly/legge-finanziaria-2023
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11 Gennaio,2023

📌 L'assoggettamento del prestatore al potere direttivo, disciplinare e di controllo del datore di lavoro, che si può desumere da un insieme di circostanze, rappresenta elemento essenziale del rapporto lavorativo subordinato. Lo precisa la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con l’ordinanza 38182/2022.

I giudici sottolineano che tale assoggettamento si palesa non in un dato di fatto, ma in una modalità d’essere del rapporto, desumibile da un complesso di circostanze. Si può inoltre fare riferimento a elementi sussidiari con funzione indiziaria, come la continuità della prestazione e il rispetto di un orario predeterminato.

❗ Questi elementi, però, non hanno un valore decisivo per la qualificazione giuridica del rapporto: sono indizi idonei per integrare una prova presuntiva della subordinazione, se oggetto di una valutazione complessiva e globale.

📄 L’ordinanza 👉 bit.ly/ordinanza-cassazione-38182-2022

🌐 Consulta la giurisprudenza delle Alte Corti sul sito di AGI 👇
bit.ly/sito-agi-sentenze-alte-corti
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31 Dicembre,2022

🧑‍⚖️ L’avvio di un intervento di Cigs comporta l’insorgenza, per il datore di lavoro, di obblighi di indicazione e comunicazione alle organizzazioni sindacali sui criteri di scelta del personale da sospendere e sull’adozione dei meccanismi di rotazione della sospensione. Lo ribadisce la Corte di Cassazione con l’ordinanza 37021/2022.

❌ Se queste disposizioni vengono violate, sottolinea in merito la Corte, il provvedimento che concede l’integrazione salariale è da considerarsi illegittimo, così come la sospensione dei lavoratori: è il caso in cui i dipendenti da sospendere vengono individuati senza considerare i criteri di anzianità, carichi di famiglia ed esigenze organizzative.

I lavoratori hanno così la possibilità di far valere davanti al giudice l’accertamento dell’inadempimento del datore in merito all’obbligazione contributiva.

📄 Leggi l’ordinanza completa 👉 bit.ly/sentenza-cassazione-37021-2022

🌐 Consulta la giurisprudenza delle Alte Corti sul sito di AGI 👉 bit.ly/sito-agi-sentenze-alte-corti
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29 Dicembre,2022

💰 I problemi economici dell’azienda o del datore di lavoro non sono una giustificazione valida per il mancato pagamento delle sanzioni relative a irregolarità in tema di sicurezza sul lavoro.

🧑‍⚖ Lo ha stabilito la Cassazione, ribadendo che questo può avvenire solo nel caso in cui l’interessato non sia in grado di intendere e volere e neppure in grado di dare disposizioni ad altri per pagare.

Leggi la sentenza qui lnkd.in/d2yVmAXP
🌐 Consulta la giurisprudenza delle Alte Corti sul sito di AGI 👉 lnkd.in/dxbyzF9t
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29 Dicembre,2022

Adottato il Piano Nazionale per la lotta al lavoro sommerso 2023-2025.

📢 Il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha varato il nuovo Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso per il triennio 2023-2025, contenuto nel decreto n. 221 del 19 dicembre 2022 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 dicembre.

Tenendo conto delle considerazioni previste dal Pnrr, il Piano punta, tra le altre cose, a:
➡ migliorare le modalità di raccolta e condivisione dei dati sul lavoro sommerso;
➡ realizzare misure dirette e indirette per contrastare il fenomeno, migliorando ad esempio l’attività di vigilanza;
➡ introdurre una campagna informativa tra datori e lavoratori per mettere in luce i costi individuali e sociali del lavoro irregolare.

È prevista anche l’elaborazione di Indicatori Sintetici di Affidabilità Contributiva (ISAC) per individuare potenziali irregolarità fiscali, attraverso l’incrocio dei dati dell’Agenzia delle entrate e dell’Inps e con la collaborazione degli altri enti.

Il decreto completo www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7014180247294119936

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28 Dicembre,2022

📨 La comunicazione di inizio smart working, per i datori di lavoro privati, deve essere inviata al ministero del Lavoro entro i 5 giorni successivi dalla sua decorrenza, come confermato in una Faq pubblicata il 23 dicembre.

Già in un comunicato dello scorso agosto, lo stesso ministero aveva individuato la scadenza nei 5 giorni successivi all’inizio, ma di fronte alle tre proroghe che si sono succedute a partire da settembre del dl 73/2022, è giunta la nuova conferma, a pochi giorni dal 1° gennaio 2023, data entro cui effettuare la comunicazione con le nuova modalità.

💻 Per i datori di lavoro pubblici e per le agenzie di somministrazione, il termine di comunicazione è invece fissato al 20 del mese successivo a quello di inizio dello smart working, o in caso di proroga, della fine del periodo precedentemente comunicato.

📄 Leggi l’indicazione del ministero 👉 bit.ly/faq-ministero-lavoro-smart-working
🗂 La nuova modulistica di comunicazione 👇
bit.ly/file-excel-smartworking
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28 Dicembre,2022

❗️ Con la sentenza 15644/2022, il Tar del Lazio ricorda che la titolarità e la responsabilità del trattamento dei dati acquisiti con impianti audiovisivi, non possono fare capo a soggetti diversi dal datore di lavoro.

📼 Il principio viene espresso di fronte alla richiesta di una società di trasporto per conto terzi che, per adempiere agli obblighi assunti con il committente, aveva l’onere di installare sui propri mezzi degli impianti di videoregistrazione, le cui immagini erano nella disponibilità dell’appaltante.

Il Tar ha puntualizzato che, con tale sistema, la titolarità e la responsabilità del trattamento dei dati acquisiti farebbero capo a soggetti diversi dal datore di lavoro, disattendendo le finalità per cui tali impianti possono essere consentiti.

📄 La sentenza completa 👉 bit.ly/tar-lazio-sentenza-15644-2022
🌐 Consulta la giurisprudenza di merito sul sito di AGI 👉 bit.ly/giurisprudenza-merito-sito-AGI
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16 Dicembre,2022

🧑‍⚖️ Attraverso la sentenza C-311/21 del 15 dicembre, la Corte di Giustizia dell’Unione europea si è pronunciata sulla corretta interpretazione della direttiva 2008/104/CE che riguarda il lavoro interinale.

Nell’esprimersi, la Corte ha ribadito che il principio di parità di trattamento dei lavoratori interinali impone agli Stati membri di vigilare su eventuali differenze introdotte dalla contrattazione collettiva: queste sono lecite solo a patto che siano bilanciate da adeguate compensazioni.

🔎 Nel dettaglio, se le parti sociali autorizzano, mediante contratto collettivo, delle differenze di trattamento in materia di condizioni di base e di occupazione a scapito degli interinali, lo stesso contratto deve “accordare loro vantaggi (...) tali da compensare la differenza di trattamento che subiscono”.

📄 La sentenza completa 👉 bit.ly/sentenza-corte-ue-c-311-21
📑 La direttiva 2008/104/CE 👉 bit.ly/direttiva-2008-104-ce
🌐 Consulta la giurisprudenza delle Alte Corti sul sito di AGI 👇
bit.ly/sito-agi-sentenze-alte-corti
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13 Dicembre,2022

www.facebook.com/101371991420492/posts/706442887580063/ ... See MoreSee Less

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Grazie mille Avvocato Lieggi e Avvocato La Scala per la vostra disponibilità ed il vostro supporto a questa importante causa che ad oggi non ha ancora avuto la giusta ed urgente importanza. Davvero grazie di cuore, vi sosterremo sempre

13 Dicembre,2022

Foto dal post di Gens Nova ... See MoreSee Less

12 Dicembre,2022

teams.live.com/meet/9479111494855
Domani martedì 13 dicembre alle ore 17:00 convegno Nazionale
accesso gratuito cliccando il link sopra evidenziato.
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12 Dicembre,2022

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Domani martedì 13 dicembre alle ore 17:00 convegno Nazionale
accesso gratuito cliccando il link sopra evidenziato.
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Domani martedì 13 dicembre alle ore 17:00 convegno Nazionale 
accesso gratuito cliccando il link sopra evidenziato.

10 Dicembre,2022

ALTRUISMO: Ciò di cui abbiamo bisogno. ... See MoreSee Less

28 Novembre,2022

teams.live.com/meet/9479111494855
ll suicidio non è la soluzione...
Martedì 13 dicembre 2022 alle ore 17:00 l'avvocato Antonio Maria La Scala e l'avvocato Laura Lieggi si confronteranno sull'annoso problema dei suicidi in divisa. L'inadeguatezza normativa, la cattiva organizzazione nelle caserme, l'abuso di potere di superiori gerarchici e il silenzio assordante delle parti coinvolte (compresi colleghi di lavoro), sono il motivo dell'aumento esponenziale del triste fenomeno. Il dibattito come punto di partenza di azioni concrete di cui l'associazione diritto e vita si farà promotrice.
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https://teams.live.com/meet/9479111494855
ll suicidio non è la soluzione... 
Martedì 13 dicembre 2022 alle ore 17:00 lavvocato Antonio Maria La Scala e lavvocato Laura Lieggi si confronteranno sullannoso problema dei suicidi in divisa. Linadeguatezza normativa, la cattiva organizzazione nelle caserme, labuso di potere di superiori gerarchici e il silenzio assordante delle parti coinvolte (compresi colleghi di lavoro), sono il motivo dellaumento esponenziale del triste fenomeno. Il dibattito come punto di partenza di azioni concrete di cui lassociazione diritto e vita si farà promotrice.

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04 Ottobre,2022

Stayin Alive for over a year! ... See MoreSee Less

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03 Ottobre,2022

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09 Settembre,2022

Anche se in divisa la Molestia va denunciata!

Si potrebbe pensare che chi lavora in divisa non conosce il triste fenomeno delle moleste sessuali durante l'espletamento dell'attività lavorativa. Ma purtroppo non e' così e ciò che rende più triste la faccenda e' che in pochi denunciano. L'ordine gerarchico e la soggezione legata ai differenti gradi possono creare delle situazioni di abuso, anche di tipo sessuale. Mi è capitato di difendere in giudizio donne che hanno dovuto subire palpeggiamenti, frasi sconvenienti, attenzioni non desiderate.
La paura di essere ghettizzate o di non essere riaffermate o ancora di non essere credute, spinge le vittime a non denunziare l'abuso subito.
Ma più la militare non denuncia, più chi abusa del suo potere rincara la dose e sfrutta la sottoposizione per aggravare le sue azioni moleste. Nella stragrande maggioranza dei casi sono le donne a subire, ma non è raro che anche gli uomini gerarchicamente sottoposti, siano costretti a subire attenzioni di tipo sessuale che non gradiscono.
Ultimamente ho assistito legalmente una donna, che ha avuto il coraggio di denunciare una tentata violenza da parte del suo superiore.
La denuncia è arrivata alla Procura militare. E' stato aperto un fascicolo per indagare sui gravi fatti. Durante le indagini, la vita della mia assistita in divisa non è stata affatto semplice. Si è cercato di sminuire l'accaduto o di farle credere di aver avuto una reazione esagerata. La Procura darà il suo verdetto che, si spera, dovrà essere esemplare.
Nessuno deve abusare della sua superiorità gerarchica per affossare, avvilire, mortificare chi vuole solo serenamente svolgere il proprio lavoro che, se è in divisa, implica anche una maggiore responsabilità.
Per saperne di più, mandare un messaggio vocale all'avvocato Laura Lieggi al 349 444 2639 o scrivere una mail a leqale@studioavvocatolieqqi.com.
Avv.Laura Lieggi
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09 Settembre,2022

Anche se in divisa la Molestia va denunciata!

Si potrebbe pensare che chi lavora in divisa non conosce il triste fenomeno delle moleste sessuali durante l'espletamento dell'attività lavorativa. Ma purtroppo non e' così e ciò che rende più triste la faccenda e' che in pochi denunciano. L'ordine gerarchico e la soggezione legata ai differenti gradi possono creare delle situazioni di abuso, anche di tipo sessuale. Mi è capitato di difendere in giudizio donne che hanno dovuto subire palpeggiamenti, frasi sconvenienti, attenzioni non desiderate.
La paura di essere ghettizzate o di non essere riaffermate o ancora di non essere credute, spinge le vittime a non denunziare l'abuso subito.
Ma più la militare non denuncia, più chi abusa del suo potere rincara la dose e sfrutta la sottoposizione per aggravare le sue azioni moleste. Nella stragrande maggioranza dei casi sono le donne a subire, ma non è raro che anche gli uomini gerarchicamente sottoposti, siano costretti a subire attenzioni di tipo sessuale che non gradiscono.
Ultimamente ho assistito legalmente una donna, che ha avuto il coraggio di denunciare una tentata violenza da parte del suo superiore.
La denuncia è arrivata alla Procura militare. E' stato aperto un fascicolo per indagare sui gravi fatti. Durante le indagini, la vita della mia assistita in divisa non è stata affatto semplice. Si è cercato di sminuire l'accaduto o di farle credere di aver avuto una reazione esagerata. La Procura darà il suo verdetto che, si spera, dovrà essere esemplare.
Nessuno deve abusare della sua superiorità gerarchica per affossare, avvilire, mortificare chi vuole solo serenamente svolgere il proprio lavoro che, se è in divisa, implica anche una maggiore responsabilità.
Per saperne di più, mandare un messaggio vocale all'avvocato Laura Lieggi al 349 444 2639 o scrivere una mail a leqale@studioavvocatolieqqi.com.
Avv.Laura Lieggi
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09 Settembre,2022

Anche se in divisa la Molestia va denunciata!

Si potrebbe pensare che chi lavora in divisa non conosce il triste fenomeno delle moleste sessuali durante l'espletamento dell'attività lavorativa. Ma purtroppo non e' così e ciò che rende più triste la faccenda e' che in pochi denunciano. L'ordine gerarchico e la soggezione legata ai differenti gradi possono creare delle situazioni di abuso, anche di tipo sessuale. Mi è capitato di difendere in giudizio donne che hanno dovuto subire palpeggiamenti, frasi sconvenienti, attenzioni non desiderate.
La paura di essere ghettizzate o di non essere riaffermate o ancora di non essere credute, spinge le vittime a non denunziare l'abuso subito.
Ma più la militare non denuncia, più chi abusa del suo potere rincara la dose e sfrutta la sottoposizione per aggravare le sue azioni moleste. Nella stragrande maggioranza dei casi sono le donne a subire, ma non è raro che anche gli uomini gerarchicamente sottoposti, siano costretti a subire attenzioni di tipo sessuale che non gradiscono.
Ultimamente ho assistito legalmente una donna, che ha avuto il coraggio di denunciare una tentata violenza da parte del suo superiore.
La denuncia è arrivata alla Procura militare. E' stato aperto un fascicolo per indagare sui gravi fatti. Durante le indagini, la vita della mia assistita in divisa non è stata affatto semplice. Si è cercato di sminuire l'accaduto o di farle credere di aver avuto una reazione esagerata. La Procura darà il suo verdetto che, si spera, dovrà essere esemplare.
Nessuno deve abusare della sua superiorità gerarchica per affossare, avvilire, mortificare chi vuole solo serenamente svolgere il proprio lavoro che, se è in divisa, implica anche una maggiore responsabilità.
Per saperne di più, mandare un messaggio vocale all'avvocato Laura Lieggi al 349 444 2639 o scrivere una mail a leqale@studioavvocatolieqqi.com.
Avv.Laura Lieggi
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Anche se in divisa la Molestia va denunciata! 

Si potrebbe pensare che chi lavora in divisa non conosce il triste fenomeno delle moleste sessuali durante lespletamento dellattività lavorativa. Ma purtroppo non e così e ciò che rende più triste la faccenda e che in pochi denunciano. Lordine gerarchico e la soggezione legata ai differenti gradi possono creare delle situazioni di abuso, anche di tipo sessuale. Mi è capitato di difendere in giudizio donne che hanno dovuto subire palpeggiamenti, frasi sconvenienti, attenzioni non desiderate.
La paura di essere ghettizzate o di non essere riaffermate o ancora di non essere credute, spinge le vittime a non denunziare labuso subito.
Ma più la militare non denuncia, più chi abusa del suo potere rincara la dose e sfrutta la sottoposizione per aggravare le sue azioni moleste. Nella stragrande maggioranza dei casi sono le donne a subire, ma non è raro che anche gli uomini gerarchicamente sottoposti, siano costretti a subire attenzioni di tipo sessuale che non gradiscono.
Ultimamente ho assistito legalmente una donna, che ha avuto il coraggio di denunciare una tentata violenza da parte del suo superiore.
La denuncia è arrivata alla Procura militare. E stato aperto un fascicolo per indagare sui gravi fatti. Durante le indagini, la vita della mia assistita in divisa non è stata affatto semplice. Si è cercato di sminuire laccaduto o di farle credere di aver avuto una reazione esagerata. La Procura darà il suo verdetto che, si spera, dovrà essere esemplare.
Nessuno deve abusare della sua superiorità gerarchica per affossare, avvilire, mortificare chi vuole solo serenamente svolgere il proprio lavoro che, se è in divisa, implica anche una maggiore responsabilità.
Per saperne di più, mandare un messaggio vocale allavvocato Laura Lieggi al 349 444 2639 o scrivere una mail a leqale@studioavvocatolieqqi.com.
Avv.Laura Lieggi

08 Settembre,2022

I MILITARI E LE FORZE DELL'ORDINE POSSONO FARE UN SECONDO LAVORO?
ATTENZIONE AI PROCEDIMENTI DISCIPLINARI!

Chi non vorrebbe arrotondare il proprio stipendio facendo qualche lavoretto in più! L'ordinamento militare però, prevede delle limitazioni in questo campo. Analizziamo il tutto: le norme operanti sono l'articolo 894 del c.o.m, ľ'articolo 60 e seguenti del DPR n.3/1957 e anche l'articolo 53 del D.lgs. n.165/2001. La professione di militare è incompatibile con l'esercizio di ogni altra professione salvo casi previsti da disposizioni speciali.
L'articolo 895 c.o.m. prevede delle eccezioni alla regola su menzionata e ci dice che sono concessi: -
collaborazioni a giornali, riviste,enciclopedie; partecipazioni a convegni e seminari; incarichi per i
quali è corrisposto solo il rimborso delle spese documentate;l'utilizzazione economia da parte
dell'inventore di opere dell'ingegno di invenzioni industriali; le prestazioni nell'ambito della società e
associazioni sportive (articolo 90, comma 23, legge 27 dicembre 2002 n.289); la formazione diretta ai
dipendenti della PA (Pubblica Amministrazione);
Tutte queste attività devono ovviamente essere svolte fuori dal servizio e non devono condizionare
l'esecuzione dei doveri connessi con lo stato di militare. Appare importante sottolineare che è
necessaria l'autorizzazione ministeriale preventiva se il lavoro è retribuito, fatta eccezione per gli
incarichi previsti dall'articolo 895 c.o.m. e all'articolo 53 comma 7 del D.L.gs n.165/2001. Se si svolge
un'attività extraprofessionale senza l'autorizzazione, si è soggetti alle procedure menzionate
dall'articolo 898 del c.o.m. e dell'articolo 53 comma 7 e 7 bisdel D.lgs.n.165/2001.
Per saperne di più e per chiedere aiuto, inviate un vocale all'avvocato Laura Lieggi al 349 444 2639 oppure scrivete una mail a legale@studioavvocatolieggi.com.
ART 894 c.o.m.
“La professione di militare è incompatibile con l'esercizio di ogni altra professione, salvo i casi previsti da disposizioni speciali. È altresì incompatibile l'esercizio di un mestiere, di un'industria o di un commercio, la carica di amministratore, consigliere, sindaco o altra consimile, retribuita o non, in società costituite a fine di lucro.”
Avv.Laura Lieggi
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08 Settembre,2022

I MILITARI E LE FORZE DELL'ORDINE POSSONO FARE UN SECONDO LAVORO?
ATTENZIONE AI PROCEDIMENTI DISCIPLINARI!

Chi non vorrebbe arrotondare il proprio stipendio facendo qualche lavoretto in più! L'ordinamento militare però, prevede delle limitazioni in questo campo. Analizziamo il tutto: le norme operanti sono l'articolo 894 del c.o.m, ľ'articolo 60 e seguenti del DPR n.3/1957 e anche l'articolo 53 del D.lgs. n.165/2001. La professione di militare è incompatibile con l'esercizio di ogni altra professione salvo casi previsti da disposizioni speciali.
L'articolo 895 c.o.m. prevede delle eccezioni alla regola su menzionata e ci dice che sono concessi: -
collaborazioni a giornali, riviste,enciclopedie; partecipazioni a convegni e seminari; incarichi per i
quali è corrisposto solo il rimborso delle spese documentate;l'utilizzazione economia da parte
dell'inventore di opere dell'ingegno di invenzioni industriali; le prestazioni nell'ambito della società e
associazioni sportive (articolo 90, comma 23, legge 27 dicembre 2002 n.289); la formazione diretta ai
dipendenti della PA (Pubblica Amministrazione);
Tutte queste attività devono ovviamente essere svolte fuori dal servizio e non devono condizionare
l'esecuzione dei doveri connessi con lo stato di militare. Appare importante sottolineare che è
necessaria l'autorizzazione ministeriale preventiva se il lavoro è retribuito, fatta eccezione per gli
incarichi previsti dall'articolo 895 c.o.m. e all'articolo 53 comma 7 del D.L.gs n.165/2001. Se si svolge
un'attività extraprofessionale senza l'autorizzazione, si è soggetti alle procedure menzionate
dall'articolo 898 del c.o.m. e dell'articolo 53 comma 7 e 7 bisdel D.lgs.n.165/2001.
Per saperne di più e per chiedere aiuto, inviate un vocale all'avvocato Laura Lieggi al 349 444 2639 oppure scrivete una mail a legale@studioavvocatolieggi.com.
ART 894 c.o.m.
“La professione di militare è incompatibile con l'esercizio di ogni altra professione, salvo i casi previsti da disposizioni speciali. È altresì incompatibile l'esercizio di un mestiere, di un'industria o di un commercio, la carica di amministratore, consigliere, sindaco o altra consimile, retribuita o non, in società costituite a fine di lucro.”
Avv.Laura Lieggi
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I MILITARI E LE FORZE DELLORDINE POSSONO FARE UN SECONDO LAVORO?
ATTENZIONE AI PROCEDIMENTI DISCIPLINARI!

Chi non vorrebbe arrotondare il proprio stipendio facendo qualche lavoretto in più! Lordinamento militare però, prevede delle limitazioni in questo campo. Analizziamo il tutto: le norme operanti sono larticolo 894 del c.o.m, ľarticolo 60 e seguenti del DPR n.3/1957 e anche larticolo 53 del D.lgs. n.165/2001. La professione di militare è incompatibile con lesercizio di ogni altra professione salvo casi previsti da disposizioni speciali.
Larticolo 895 c.o.m. prevede delle eccezioni alla regola su menzionata e ci dice che sono concessi: -
collaborazioni a giornali, riviste,enciclopedie; partecipazioni a convegni e seminari; incarichi per i
quali è corrisposto solo il rimborso delle spese documentate;lutilizzazione economia da parte
dellinventore di opere dellingegno di invenzioni industriali; le prestazioni nellambito della società e
associazioni sportive (articolo 90, comma 23, legge 27 dicembre 2002 n.289); la formazione diretta ai
dipendenti della PA (Pubblica Amministrazione);
Tutte queste attività devono ovviamente essere svolte fuori dal servizio e non devono condizionare
lesecuzione dei doveri connessi con lo stato di militare. Appare importante sottolineare che è
necessaria lautorizzazione ministeriale preventiva se il lavoro è retribuito, fatta eccezione per gli
incarichi previsti dallarticolo 895 c.o.m. e allarticolo 53 comma 7 del D.L.gs n.165/2001. Se si svolge
unattività extraprofessionale senza lautorizzazione, si è soggetti alle procedure menzionate
dallarticolo 898 del c.o.m. e dellarticolo 53 comma 7 e 7 bisdel D.lgs.n.165/2001.
Per saperne di più e per chiedere aiuto, inviate un vocale allavvocato Laura Lieggi al 349 444 2639 oppure scrivete una mail a legale@studioavvocatolieggi.com.
ART 894 c.o.m.
“La professione di militare è incompatibile con lesercizio di ogni altra professione, salvo i casi previsti da disposizioni speciali. È altresì incompatibile lesercizio di un mestiere, di unindustria o di un commercio, la carica di amministratore, consigliere, sindaco o altra consimile, retribuita o non, in società costituite a fine di lucro.”
Avv.Laura Lieggi

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Un amico in crisi economica un separato 2100 stipendio 700 mutuo 500 affitto 450 mantenimento se mangiasse alla Caritas sarebbe lesivo al prestigio e punibile?

30 Agosto,2022

BASTA SUICIDI E BASTA MOBBING NEI LUOGHI DI LAVORO!

È NATA DA OGGI L'ASSOCIAZIONE " DIRITTO È VITA" CHE MI VEDE SOCIO FONDATRICE E PROTAGONISTA CON L' AVV. ANTONIO LA SCALA E CHE AVRÀ COME PRESIDENTE ROSANNA PESCE MADRE DI UMBERTO PAOLILLO, APPARTENENTE ALLA POLIZIA PENITENZIARIA, CHE 18 MESI FA SI È TOLTO LA VITA!!!!!
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BASTA SUICIDI E BASTA MOBBING NEI LUOGHI DI LAVORO!

È NATA DA OGGI  LASSOCIAZIONE  DIRITTO È VITA CHE MI VEDE SOCIO FONDATRICE E PROTAGONISTA CON L AVV. ANTONIO LA SCALA E CHE AVRÀ COME PRESIDENTE ROSANNA PESCE MADRE DI UMBERTO PAOLILLO, APPARTENENTE ALLA POLIZIA PENITENZIARIA,  CHE 18 MESI FA SI È TOLTO LA VITA!!!!!Image attachmentImage attachment

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Diritto e Vita ❤️🙏 sempre ed ovunque 🙏❤️

🍾 in bocca al lupo e buon lavoro

Complimenti

30 Agosto,2022

BASTA SUICIDI E BASTA MOBBING NEI LUOGHI DI LAVORO! È NATA DA OGGI L'ASSOCIAZIONE " DIRITTO È VITA" CHE MI VEDE SOCIO FONDATRICE E PROTAGONISTA CON L' AVV. ANTONIO LA SCALA E CHE AVRÀ COME PRESIDENTE ROSANNA PESCE MADRE DI UMBERTO PAOLILLO, APPARTENENTE ALLA POLIZIA PENITENZIARIA, CHE 18 MESI FA SI È TOLTO LA VITA!!!!! ... See MoreSee Less

BASTA SUICIDI E BASTA MOBBING NEI LUOGHI DI LAVORO! È NATA DA OGGI  LASSOCIAZIONE  DIRITTO È VITA CHE MI VEDE SOCIO FONDATRICE E PROTAGONISTA CON L AVV. ANTONIO LA SCALA E CHE AVRÀ COME PRESIDENTE ROSANNA PESCE MADRE DI UMBERTO PAOLILLO, APPARTENENTE ALLA POLIZIA PENITENZIARIA,  CHE 18 MESI FA SI È TOLTO LA VITA!!!!!

30 Agosto,2022

LE MOLESTIE DI TIPO SESSUALI IN DIVISA

Come in qualsiasi ambito lavorativo, anche il lavoro espletato con una divisa può essere occasione di molestie di tipo sessuale. L'ordine gerarchico e la soggezione legata ai differenti gradi possono creare delle situazioni di abuso, anche di tipo sessuale. Mi è capitato di difendere in giudizio donne che hanno dovuto subire palpeggiamenti, frasi sconvenienti, attenzioni non desiderate.
La paura di essere ghettizzate o di non essere riaffermate o ancora di non essere credute, spinge le vittime a non denunziare l'abuso subito.
Ma più la militare non denuncia, più chi abusa del suo potere rincara la dose e sfrutta la sottoposizione per aggravare le sue azioni moleste. Nella stragrande maggioranza dei casi sono le donne a subire, ma non è raro che anche gli uomini gerarchicamente sottoposti, siano costretti a subire attenzioni di tipo sessuale che non gradiscono.
Ultimamente ho assistito legalmente una donna, che ha avuto il coraggio di denunciare una tentata violenza da parte del suo superiore.
La denuncia è arrivata alla Procura militare. E’ stato aperto un fascicolo per indagare sui gravi fatti. Durante le indagini, la vita della mia assistita in divisa non è stata affatto semplice. Si è cercato di sminuire l'accaduto o di farle credere di aver avuto una reazione esagerata. La Procura darà il suo verdetto che, si spera, dovrà essere esemplare.
Nessuno deve abusare della sua superiorità gerarchica per affossare, avvilire, mortificare chi vuole solo serenamente svolgere il proprio lavoro che, se è in divisa, implica anche una maggiore responsabilità.
Per saperne di più, mandare un messaggio vocale all'avvocato Laura Lieggi al 349 444 2639 o scrivere una mail a legale@studioavvocatolieggi.com.
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LE MOLESTIE DI TIPO SESSUALI IN DIVISA 

Come in qualsiasi ambito lavorativo, anche il lavoro espletato con una divisa può essere occasione di molestie di tipo sessuale. Lordine gerarchico e la soggezione legata ai differenti gradi possono creare delle situazioni di abuso, anche di tipo sessuale. Mi è capitato di difendere in giudizio donne che hanno dovuto subire palpeggiamenti, frasi sconvenienti, attenzioni non desiderate.
 La paura di essere ghettizzate o di non essere riaffermate o ancora di non essere credute, spinge le vittime a non denunziare labuso subito. 
Ma più la militare non denuncia, più chi abusa del suo potere rincara la dose e sfrutta la sottoposizione per aggravare le sue azioni moleste. Nella stragrande maggioranza dei casi sono le donne a subire, ma non è raro che anche gli uomini gerarchicamente sottoposti, siano costretti a subire attenzioni di tipo sessuale che non gradiscono.
Ultimamente ho assistito legalmente una donna, che ha avuto il coraggio di denunciare una tentata violenza da parte del suo superiore.
La denuncia è arrivata alla Procura militare. E’ stato aperto un fascicolo per indagare sui gravi fatti. Durante le indagini, la vita della mia assistita in divisa non è stata affatto semplice. Si è cercato di sminuire laccaduto o di farle credere di aver avuto una reazione esagerata. La Procura darà il suo verdetto che, si spera, dovrà essere esemplare.
 Nessuno deve abusare della sua superiorità gerarchica per affossare, avvilire, mortificare chi vuole solo serenamente svolgere il proprio lavoro che, se è in divisa, implica anche una maggiore responsabilità. 
Per saperne di più, mandare un messaggio vocale allavvocato Laura Lieggi al 349 444 2639 o scrivere una mail a legale@studioavvocatolieggi.com.Image attachment

01 Agosto,2022

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28 Luglio,2022

L'importanza degli accordi tra datore di lavoro e sindacati. ... See MoreSee Less

Limportanza degli accordi tra datore di lavoro e sindacati.

15 Luglio,2022

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28 Giugno,2022

La liquidazione (il TFR) e' un diritto.. ... See MoreSee Less

La liquidazione (il TFR) e un diritto..

27 Giugno,2022

Urgente comunicato per associazioni sindacali Militari : URGE CONVEGNO NAzionale x la DISCUSSIONE sulle discutibili recenti pronunce del Tribunale amministrativo....al tavolo devono essere invitati i giudici e i ministri....chi prende l'iniziativa mi contatti immediatamente, non possiamo più perdere tempo.....3494442639...condividi il più possibile !!!!!!! ... See MoreSee Less

Urgente comunicato per associazioni sindacali Militari : URGE CONVEGNO NAzionale x la DISCUSSIONE sulle discutibili recenti  pronunce  del Tribunale amministrativo....al tavolo devono essere invitati i giudici e i ministri....chi prende liniziativa mi contatti immediatamente, non possiamo più perdere tempo.....3494442639...condividi il più possibile !!!!!!!

26 Giugno,2022

I militari e il secondo lavoro ... See MoreSee Less

I militari e il secondo lavoro

24 Giugno,2022

MILITARE....Un procedimento disciplinare che non segue le regole e' nullo !! ... See MoreSee Less

MILITARE....Un procedimento disciplinare  che non segue le regole e nullo !!

22 Giugno,2022

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07 Aprile,2022

INDENNITA' DI TRASFERIMENTO
www.studioavvocatolieggi.com/vinta-nuova-caus…di-trasferimento/ ‎
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INDENNITA DI TRASFERIMENTO
 https://www.studioavvocatolieggi.com/vinta-nuova-caus…di-trasferimento/ ‎

09 Marzo,2022

PERCHE’ BISOGNA IMPUGNARE LE SANZIONI DISCIPLINARI
www.studioavvocatolieggi.com/perche-bisogna-i…oni-disciplinari/ ‎
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PERCHE’ BISOGNA IMPUGNARE LE SANZIONI DISCIPLINARI
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Quanto tempo fa e' accaduto?

Ho denunciato tutto 24h prima di andare in quiescenza, ho saputo dopo poco tempo che hanno chiuso l'intero ente distaccato. Tutti sapevano delle mie decisioni, il mio ufficio è stato luogo di pellegrinaggio di tanti colleghi ufficiali e sottufficiali. Nell'ultimo periodo del mio onorato servizio sono stato minacciato e ghettizzato. Non auguro a nessuno la mia amara esperienza.

09 Marzo,2022

IL PROCEDIMENTO PENALE VA COMUNICATO www.studioavvocatolieggi.com/il-procedimento-…le-va-comunicato/ ... See MoreSee Less

IL PROCEDIMENTO PENALE VA COMUNICATO  https://www.studioavvocatolieggi.com/il-procedimento-…le-va-comunicato/

09 Marzo,2022

OBBLIGO DI COMUNICARE LA MALATTIA EX ART.748 C.O.M
www.studioavvocatolieggi.com/obbligo-di-comun…ex-art-748-c-o-m/ ‎
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OBBLIGO DI COMUNICARE LA MALATTIA EX ART.748 C.O.M
 https://www.studioavvocatolieggi.com/obbligo-di-comun…ex-art-748-c-o-m/ ‎

09 Marzo,2022

MAI SOTTOVALUTARE LE NOTE CARATTERISTICHE www.studioavvocatolieggi.com/mai-sottovalutar…-caratteristiche/ ... See MoreSee Less

MAI SOTTOVALUTARE LE NOTE CARATTERISTICHE https://www.studioavvocatolieggi.com/mai-sottovalutar…-caratteristiche/

10 Febbraio,2022

Procedimento disciplinare: pericolose note difensive

Durante il procedimento disciplinare si richiede al militare di argomentare circa un addebito a cui verrà sottoposto. Il militare dunque dovrà esaminare quanto accaduto e giustificare il suo comportamento. Molte volte gli articoli citati nelle contestazioni disciplinari si riferiscono a situazioni differenti rispetto alla situazione, oppure la contestazione disciplinare potrebbe non avere i requisiti previsti dal codice dell'ordinamento militare o semplicemente non essere abbastanza precisa e dettagliata. Tutte queste situazioni potrebbero portare all'annullamento del procedimento disciplinare. Tuttavia, il militare, ignorando inconsapevolmente gli errori esposti prima, fornisce le sue giustificazioni, le quali vanno a sanare tutte i vizi del procedimento disciplinare. Tale situazione potrebbe compromettere il militare anche in fase di difesa durante il processo di impugnazione della sanzione disciplinare innanzi al Tribunale amministrativo. Il giudice farà particolarmente attenzione a quanto espresso nelle note difensive poiché da questo dipende la maturazione del suo convincimento e quindi la redazione finale della sentenza. Tutto questo sta a sottolineare l'importanza di una corretta stesura delle note difensive. Le note difensive saranno trascritte correttamente non se lunghe o troppo dettagliate ma solo se mettono in evidenza quei vizi contrari all'ordinamento militare ed espongono solo le circostanze utili al fine della difesa.
Se ritieni che questo articolo possa essere utile a qualcuno condividi e metti mi piace
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Procedimento disciplinare: pericolose note  difensive
 
Durante il procedimento disciplinare si richiede al militare di argomentare circa un addebito a cui verrà sottoposto. Il militare dunque dovrà esaminare quanto accaduto e giustificare il suo comportamento. Molte volte gli articoli citati nelle contestazioni disciplinari si riferiscono a situazioni differenti rispetto alla situazione, oppure la contestazione disciplinare potrebbe non avere i requisiti previsti dal codice dellordinamento militare o semplicemente non essere abbastanza precisa e dettagliata. Tutte queste situazioni potrebbero portare allannullamento del procedimento disciplinare. Tuttavia, il militare, ignorando inconsapevolmente gli errori esposti prima, fornisce le sue giustificazioni, le quali  vanno a sanare tutte i vizi del procedimento disciplinare. Tale situazione potrebbe compromettere il militare anche in fase di difesa durante il processo di impugnazione della sanzione disciplinare innanzi al Tribunale amministrativo. Il giudice farà particolarmente attenzione a quanto espresso nelle note difensive poiché da questo dipende la maturazione del suo convincimento e quindi la redazione finale della sentenza. Tutto questo sta a sottolineare limportanza di una corretta stesura delle note difensive. Le note difensive saranno trascritte correttamente non se lunghe o troppo dettagliate ma solo se mettono in evidenza quei vizi contrari allordinamento militare ed espongono solo le circostanze utili al fine della difesa. 
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10 Febbraio,2022

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10 Febbraio,2022

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25 Gennaio,2022

QUANDO IL TRASFERIMENTO D'AUTORITÀ E' IMPOSTO. DIRITTO DI PERCEPIRE L'INDENNITÀ DI TRASFERIMENTO

Smascheriamo i trasferimenti di autorità.
Lo scrivente Studio legale ha vinto un'altra sentenza (n. 7062/2021)che ha stabilito dovuta l'indennità prevista dall'art. 1 legge numero 86/2001 per il riconoscimento al trattamento economico a seguito di trasferimento d'autorità. Nello specifico a seguito di trasferimento di un comando in una località distante più di 10 km, l'amministrazione chiedeva a tutti gli ufficiali, sottufficiali e volontari in servizio permanente di sottoscrivere un modulo prestampato dove venivano fittiziamente indicati dei luoghi di gradimento dove i militari avrebbero voluto essere trasferiti. Inoltre il modulo riportava la dicitura che il trasferimento non avrebbe comportato oneri per l'amministrazione. In verità l'amministrazione era ben consapevole che la caserma sarebbe stata chiusa, che il trasferimento sarebbe avvenuto in una altra caserma Specifica e che in base a quanto stabilito dall'articolo 1 legge 86/2001 ( ricordata come legge 100) il militare avrebbe avuto diritto a percepire l'indennità di trasferimento. Avvenuto il trasferimento l'amministrazione non riconosceva la suddetta indennità. Con ricorso depositato dallo studio LIEGGI si otteneva sentenza favorevole che stabiliva che non solo tale trasferimento non poteva essere considerato richiesto dal militare ma anche che a questi spettava il previsto trattamento economico RICONOSCENDO A ciascun militare da un minimo di €9000 a un massimo di €13000 e dichiarava assolutamente inconferente la dichiarazione di rinuncia del militare a percepire le predette somme.
Avv. Laura Lieggl

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Un vocale al 349 444 2639

Buogiorno, per avere info a riguardo ?

Ma i VFP4 sposati ne hanno Diritto?

17 Gennaio,2022

A chi spetta la NASpI...? E come funziona?Avv Cinzia De Tullio

Sei stato licenziato? Ti spetta la Naspi se...

La NASPI spetta ai lavoratori con un rapporto di lavoro subordinato e che abbiano perso involontariamente l’occupazione, compresi:
– apprendisti;
– soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative;
– personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
– dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni (ad esempio, docente supplente).

Quali sono i requisiti per richiedere la NASpI?
Puoi richiedere la NASpI se:
– il tuo rapporto di lavoro subordinato è cessato involontariamente;
– hai almeno 13 settimane di contributi contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti la cessazione.

Quando e come posso presentare la domanda di NASpI?
Puoi presentare la domanda di NASPI entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro esclusivamente in modalità telematica, o attraverso un patronato

Attenzione! Puoi presentare la domanda solo dopo la chiusura del rapporto di lavoro.

Da quando ho diritto a percepire l’indennità?
La NASpI ti spetta dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del tuo rapporto di lavoro, se presenti la domanda entro i primi otto giorni dalla data di cessazione (cd. periodo di carenza). Se invece presenti la domanda successivamente, decorre dal giorno in cui invii la domanda.

Cosa devo fare dopo aver presentato la domanda di NASpI?
La presentazione della domanda di NASPI equivale al rilascio della Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva. Però entro i 15 giorni successivi alla presentazione della domanda, devi recarti presso il Centro per l’impiego per la stipula del patto di servizio personalizzato. Se non ti presenti di tua iniziativa, sarai convocato dal centro per l’impiego.

Come posso sapere quando la domanda è stata accolta?
Quando la tua domanda è stata definita, l’Istituto ti invia un SMS, con invito a verificarne l’esito nella tua area personale MyINPS. Oppure puoi accedere alla sezione Prestazioni e servizi>Servizi, digitando “NASpI” nel campo “Testo libero” e cliccando su NASpI: Consultazione domande.
La lettera che l’INPS ti invia sarà sempre disponibile nel servizio “Cassetta postale on line”, sempre a tua disposizione sul sito per controllare le lettere che l’Istituto ti ha inviato per posta al tuo indirizzo di residenza.

Come posso sapere quanto prenderò di NASpI e per quanto tempo?
Puoi verificare l’importo della tua indennità NASpI e la durata con il servizio NASpI: Consultazione domande, che ti permette di visualizzare e scaricare il prospetto di calcolo con l’importo mensile lordo.

Che devo fare se trovo un nuovo lavoro mentre prendo la NASpI?
Per mantenere il diritto alla NASpI devi comunicare l’assunzione tramite il servizio NASPI -COM: invio comunicazione reperibile sul sito INPS, nella sezione Prestazioni e servizi>Servizi, digitando “ NASpI ” nel campo “Testo libero” e cliccando su NASpI -COM: invio comunicazione.

Quando INPS mi paga la NASpI versa anche dei contributi nel mio Estratto contributivo?
Si, senza alcun onere a tuo carico l’INPS accredita contributi figurativi, utili sia per maturare il diritto alla pensione sia per determinare il suo importo.

Che devo fare se cambio residenza, IBAN o ho un reddito da lavoro autonomo?
Per mantenere il diritto alla NASpI devi comunicare ogni variazione relativa al cambio di residenza, domicilio, IBAN e alla situazione lavorativa e reddituale, tramite il servizio NASpI -Com: invio comunicazione, reperibile sul sito INPS.

Durante la percezione della NASpI posso andare all’estero alla ricerca di lavoro?
Puoi andare alla ricerca di lavoro in un altro Stato dell’UE, senza perdere il diritto all’indennità, solo se rispetti le condizioni di seguito descritte:
– prima della partenza devi essere iscritto almeno per un giorno al centro per l’impiego;
– devi comunicare l’indisponibilità al Centro per l’impiego e cancellarti;
– devi richiedere personalmente, previo appuntamento alla sede INPS territorialmente competente, il rilascio del documento portatile U2, che attesta il mantenimento del diritto alle prestazioni, e del documento portatile U1, che attesta invece i periodi di assicurazione;
– devi iscriverti entro sette giorni come persona in cerca di occupazione presso gli uffici del lavoro dello Stato membro in cui ti rechi e devi presentare all’istituzione di tale Stato il documento portatile U2;
– devi sottoporti ai controlli e rispettare le condizioni previste dalla legislazione in materia vigente nello Stato di arrivo.
La NASpI viene sospesa finché l’ufficio del lavoro dello Stato membro in cui ti sei recato non comunica all’INPS l’avvenuta iscrizione e la relativa data. Ricevuta tale comunicazione, l’INPS riprenderà a pagarti la prestazione dovuta per un massimo di tre mesi dalla data di partenza dall’Italia. Durante questo periodo non sarai soggetto alle regole di condizionalità in materia di NASpl.
Dal primo giorno del quarto mese, se non rientri in Italia, continuerai a percepire la prestazione ma sarai nuovamente soggetto alle regole di condizionalità previste per tutti i percettori di NASpl.

Durante il periodo di fruizione della NASpI, posso percepire altre prestazioni?
Durante il periodo di fruizione della NASpI puoi percepire:
– pensione ai superstiti;
– pensione di invalidità;
– Reddito di Cittadinanza (Attenzione: la NASPI costituisce reddito imponibile e rileva ai fini ISEE);
– indennità Covid-19, ad eccezione dei lavoratori stagionali e somministrati del turismo.

Quali prestazioni non sono compatibili con la NASpI?
Durante il periodo di fruizione della NASpI non puoi percepire:
– pensione di vecchiaia o anticipata;
– assegno ordinario di invalidità;
– pensione di inabilità;
– indennità di maternità/paternità, malattia, trattamenti antitubercolari (IPS) o infortunio, CIG, mobilità,
– indennità di mancato preavviso (contratti a tempo indeterminato);
– indennità di malattia successiva allo sbarco, nel caso di lavoratori marittimi, ex IPSEMA.

I contributi che ho nella Gestione Separata sono utili per la NASpI?
No. I periodi di iscrizione alla Gestione Separata non sono utili per il diritto, la durata e la misura dell’indennità NASpI.

La sola iscrizione alla Gestione Separata impedisce di ottenere la NASpI?
La sola iscrizione alla Gestione Separata non è ostativa al diritto alla prestazione.
Anche qualora non sussistano più da molto tempo contratti di collaborazione, deve comunque essere obbligatoriamente compilato il campo reddito presunto, inserendo il valore “zero”, perché l’iscrizione alla Gestione Separata non si può cancellare.

L’iscrizione alla Gestione Separata e contestuale iscrizione a un Albo/Cassa professionale mi impedisce di ottenere la NASpI?
L’iscrizione ad un Albo professionale, in assenza di attività e di reddito, non ti priva diritto alla NASpI. Devi però ricordarti di comunicare nell’apposito campo della domanda di NASpI il reddito da lavoro autonomo previsto pari a “zero”.

Sono iscritto alla Gestione Separata ma non svolgo alcuna attività di collaborazione o da libero professionista e non verso contributi da anni. Devo dichiarare nella domanda di NASpI il reddito da lavoro autonomo previsto?
Sì, nella domanda di NASpI deve essere sempre dichiarato il reddito presunto per l’anno in corso, anche se pari a “zero”, per non perdere il diritto all’indennità.
Per rendere più veloce la liquidazione della NASpI , la dichiarazione può essere resa direttamente nella domanda. In alternativa, può essere effettuata entro 30 giorni dalla domanda o dall’avvio dell’attività, attraverso il servizio NASpI -Com: invio comunicazione. Il reddito presunto deve essere comunicato entro il 31 gennaio di ogni anno.

La prestazione di lavoro accessorio è compatibile con la NASpI?
Se percepisci già la NASpI , puoi svolgere attività lavorativa di natura occasionale (lavoro accessorio) solo in caso di lavori sporadici e saltuari, remunerati tramite il Libretto famiglia, nel limite complessivo di 5mila euro annui.
Nel caso in cui i compensi non superino detto limite, il beneficiario dell’indennità NASpI non è tenuto a comunicare all’INPS il compenso derivante da tale attività.

Se il disoccupato percepisce la NASpI e frequenta tirocini formativi ha diritto alla NASpI o all’indennità di tirocinio?
Nell’ipotesi in cui il tirocinante percepisca la NASpI, l’indennità di tirocinio non può essere corrisposta salvo diversa previsione della normativa regionale sulla indennità di sua competenza.

Cosa succede se trovo una nuova occupazione dopo aver inviato la domanda di NASPI?
Nell’ipotesi in cui il richiedente si rioccupi, con contratto di lavoro subordinato, nei primi otto giorni successivi alla data di cessazione del rapporto di lavoro (cd. periodo di carenza) o durante il periodo di preavviso, l’indennità NASpI non spetta. Per poter beneficiare dell’indennità, dovrai quindi presentare una nuova domanda a seguito della cessazione del nuovo rapporto di lavoro.
In caso di rioccupazione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a sei mesi e/o con un reddito annuo presunto superiore a 8.145 euro, la prestazione decade.
In caso di rioccupazione con contratto di lavoro subordinato inferiore a sei mesi e con un reddito annuo presunto inferiore a 8.145 euro, hai diritto alla prestazione a condizione che venga comunicato all’INPS il reddito annuo presunto. Se richiedi il “cumulo” potrai continuare a percepire la NASpI ridotta in misura pari all’80% del reddito presunto; in caso contrario, la prestazione viene sospesa per tutta la durata del nuovo rapporto di lavoro.

Cosa posso fare in caso di decadenza della NASpI a seguito di rioccupazione con contratto di lavoro subordinato superiore a sei mesi e cessato anticipatamente?
In caso di rioccupazione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a sei mesi, la prestazione decade. Tuttavia, se il nuovo rapporto di lavoro cessa anticipatamente (ad esempio, per mancato superamento del periodo di prova), puoi presentare una nuova domanda di NASpI . Non puoi chiedere, invece, il ripristino del pagamento della precedente prestazione perché decaduta.

Sono residente in Italia ma ho svolto l’ultima attività lavorativa dipendente all’estero. Posso presentare domanda di NASpI ?
No. La prestazione di disoccupazione non compete all’Italia a meno che non si tratti di lavoratore frontaliero o di un lavoratore diverso dal frontaliero (lavoratori marittimi, persone che esercitano normalmente attività nel territorio di almeno due Stati membri, i membri degli equipaggi di condotta e di cabina addetti al trasporto aereo, passeggeri o merci, persone cui si applica un accordo Comunitario relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale) o di lavoratore stagionale.

Cosa fare se una domanda di NASpI viene respinta per mancata comunicazione del reddito presunto da attività preesistente?
Nell’ipotesi in cui la domanda di NASpI sia stata respinta per mancata comunicazione – entro 30 giorni dalla data della domanda – del reddito derivante da attività lavorativa autonoma preesistente, puoi presentare una nuova domanda entro i 68 giorni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro comunicando il reddito presunto dell’attività in essere.

In caso di malattia non indennizzata, la NASpI viene sospesa?
No. In caso di malattia non indennizzata perché insorta oltre il sessantesimo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro, la NASpI non è sospesa.

In caso di svolgimento di attività lavorativa autonoma, spetta la NASpI?
In caso di attività lavorativa autonoma, spetta la NASpI a condizione che il reddito annuo presunto non sia superiore a 4.800 euro. Se l’attività era preesistente, il reddito annuo presunto, anche se pari a “zero”, deve essere comunicato, per non perdere il diritto, entro 30 giorni dall’invio della domanda, oppure entro 30 giorni dall’inizio della nuova attività. Il richiedente potrà beneficiare della prestazione con l’abbattimento in misura pari all’80% del reddito presunto.

Come titolare di Partita IVA sono obbligato a dichiarare il reddito previsto nell’anno?
Sì. I titolari di una partita IVA attiva devono dichiarare il reddito presunto in corso d’anno, anche se pari a “zero”.
Per rendere più veloce la liquidazione della NASpI, la dichiarazione può essere resa nell’apposito campo della domanda. In alternativa, la dichiarazione può essere effettuata entro 30 giorni dalla domanda o dall’avvio dell’attività, tramite il servizio NASpI -Com: invio comunicazione. In ogni caso, il reddito presunto deve essere comunicato entro il 31 gennaio di ogni anno.

Quali requisiti devo avere per richiedere la NASpI anticipata?
Se hai avuto già accolta la domanda di NASpI , puoi chiedere la liquidazione dell’indennità in un’unica soluzione nel caso in cui tu intenda:
– avviare un’attività lavorativa autonoma;
– avviare un’impresa individuale;
– sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa con rapporto mutualistico di attività lavorativa da parte del socio;
– sviluppare a tempo pieno e in modo autonomo l’attività autonoma già iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente che, essendo cessato, ha dato luogo alla NASpI.
Nella domanda da inviare all’INPS dovrai documentare l’avvio di questa attività.

Come fare domanda di NASpI anticipata?
Dopo aver ottenuto la NASpI , puoi presentare domanda online entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma, dell’impresa individuale o dalla sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa.
Se l’attività è iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente che, essendo cessato, ha dato luogo alla prestazione NASpI , devi inviare la domanda di anticipazione entro 30 giorni dalla domanda di indennità NASpI .

I liberi professionisti non iscritti all’INPS possono richiedere la NASpI anticipata?
Sì. I liberi professionisti non iscritti a gestioni previdenziali INPS bensì a specifiche casse professionali, possono richiedere la NASpI anticipata.

Gli iscritti alla Gestione Separata possono richiedere la NASpI anticipata?
No. Non possono richiedere la NASpI anticipata gli iscritti alla Gestione Separata se collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto.

I soci accomandanti possono richiedere la NASpI anticipata?
No. Non possono richiedere la NASpI anticipata i soci accomandanti, ad eccezione di coloro che rivestono la posizione di coadiutore.

Si può avere diritto alla NASpI in caso di più rapporti di lavoro part time?
Nel caso in cui il richiedente abbia contemporaneamente più rapporti di lavoro part time, alla cessazione di uno di essi può presentare domanda di NASpI a condizione che venga comunicato il reddito presunto per l’attività rimasta in essere, che deve essere pari o inferiore a 8.145 euro. Il richiedente potrà beneficiare della prestazione con l’abbattimento in misura pari all’80% del reddito presunto.

In caso di soggiorno all’estero, si continua a percepire la NASpI?
Sì, ma solo per brevi periodi dovuti a matrimonio, malattia propria o del congiunto, lutto o ad altri motivi familiari.
Il beneficiario deve produrre, tramite il servizio NASpI -Com: invio comunicazione, idonea documentazione attestante i motivi del soggiorno (certificato medico, certificato di morte, certificato di matrimonio, ecc.).

Cosa succede se il beneficiario espatria in via definitiva durante la fruizione della NASpI?
In caso di espatrio in via definitiva per rientro nel paese di origine o per accettazione di un lavoro all’estero, la prestazione decade dalla data di espatrio.

L’INPS riconosce la NASpI ai soggetti percettori dell’indennità di cui alla legge 210/1992?
Sì. L’indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati, di cui alla legge 210/1992, è compatibile con ogni altro emolumento a qualunque titolo, come previsto espressamente dall’art.2, comma 1, della predetta legge n. 210 del 1992.

Ho indicato nella domanda di NASpI un IBAN che non è intestato a me. Potrò ricevere in quel conto l’indennità?
No. L’INPS non può pagare con accredito su IBAN non intestati o cointestati a chi richiede la NASpI . Nella domanda deve essere sempre indicato un IBAN intestato/cointestato a chi richiede la prestazione.
L’utente deve sempre comunicare all’Istituto, tramite il servizio NASpI -Com: invio comunicazione, reperibile sul sito INPS accedendo con SPID, CIE o CNS, eventuali variazioni di codice fiscale o di IBAN. Non è più prevista la presentazione del modello SR163.

Ho un ruolo in una società di persone/capitali. Devo dichiarare il reddito presunto per l’anno in corso?
Sì. La dichiarazione del reddito presunto, anche se pari a “zero”, per chi riveste cariche societarie (amministratore, sindaco, revisore) è prevista a pena di decadenza della NASpI. La dichiarazione non è prevista per la sola partecipazione agli utili societari.
Per rendere più veloce la liquidazione della NASpI, la dichiarazione può essere resa nella domanda, anche qualora sia pari a “zero”, altrimenti può essere effettuata entro 30 giorni dalla domanda o dall’inizio dell’attività, tramite il servizio NASpI -Com: invio comunicazione. Il reddito presunto deve essere comunicato entro il 31 gennaio di ogni anno.

Sono iscritto alla Gestione Artigiani e Commercianti. Devo dichiarare il reddito previsto per l’anno in corso?
Sì. Gli iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti devono dichiarare, a pena di decadenza, il reddito previsto per l’anno in corso anche se pari a “zero”.

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A chi spetta la NASpI...? E come funziona?

15 Dicembre,2021

Vi ricordo che domani 18 dicembre alle ore 16:30 su piattaforma Teams si terrà il Convegno su come difendersi dal mobbing e dalle false accuse di mobbing.
Per accedere cliccare direttamente sul link
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Vi ricordo che domani 18 dicembre alle ore 16:30 su piattaforma Teams si terrà il Convegno su come difendersi dal mobbing e dalle false accuse di mobbing.
Per accedere cliccare direttamente sul link
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07 Dicembre,2021

Vi ricordo il Convegno GRATUITO online sulle DIVISE PRIVATE sulle problematiche lavorative da queste riscontrate, questa sera alle ore 19:00 sulla piattaforma Teams.
Basterà copiare il link che trovate sulla locandina.
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07 Dicembre,2021

Vi ricordo il Convegno GRATUITO online sulle DIVISE PRIVATE sulle problematiche lavorative da queste riscontrate, questa sera alle ore 19:00 sulla piattaforma Teams.
Basterà copiare il link che trovate sulla locandina.
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Vi ricordo il Convegno GRATUITO online sulle DIVISE PRIVATE sulle problematiche lavorative da queste riscontrate, questa sera alle ore 19:00 sulla piattaforma Teams.
Basterà copiare il link che trovate sulla locandina.

30 Novembre,2021

Per chi fosse interessato, martedì 7 dicembre 2021 alle ore 19:00 parleremo delle tutele nel rapporto di lavoro tra imprese/ cooperative/ agenzie/ istituti e i vigilanti e le guardie private.
Per accedere dovete copiare il link indicato nella locandina, silenziare il microfono e assistere gratuitamente al convegno.
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Per chi fosse interessato, martedì 7 dicembre 2021 alle ore 19:00 parleremo delle tutele nel rapporto di lavoro tra imprese/ cooperative/ agenzie/ istituti e i vigilanti e le guardie private.
Per accedere dovete copiare il link indicato nella locandina, silenziare il microfono e assistere gratuitamente al convegno.

25 Novembre,2021

News informa24ore CoSP
Convegno Dibattito con la partecipazione dell'avvocato Laura Lieggi del Foro di Bari sui Suicidi nelle forze Armate e di Polizia, le aggressioni contro i poliziotti e le criticità lavorative. 18 Dicembre 2021 non mancate(!)
Si confronteranno Sergio Scalzo segretario generale nazionale polizia di stato, Luca Massimiliano Comellini Associazione Sindacato dei Militari e Domenico MASTRULLI segretario generale nazionale del Cosp polizia penitenziaria ma non si esclude la partecipazione del Sindacato Militare della guardia di finanza e dei carabinieri..
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News informa24ore CoSP
Convegno Dibattito con la partecipazione dellavvocato Laura Lieggi del Foro di Bari sui Suicidi  nelle forze Armate e di Polizia, le aggressioni contro i poliziotti e le criticità lavorative.  18 Dicembre 2021 non mancate(!)
Si confronteranno Sergio Scalzo segretario generale nazionale polizia di stato, Luca Massimiliano Comellini Associazione Sindacato dei Militari e Domenico MASTRULLI segretario generale nazionale del Cosp polizia penitenziaria ma non si esclude la partecipazione del Sindacato Militare della guardia di finanza e dei carabinieri..

25 Novembre,2021

In questo convegno, in materia di pari opportunità e discriminazione di genere, parlerò dell'auspicabile abolizione dell'Art. 54 del Decreto Legislativo 151 del 2000, sull'incentivo alla rinuncia del posto di lavoro offerta alle donne e della ineguatezza del processo in materia discriminatoria così come previsto dagli art. 37 e 38 del Testo Unico sulle pari opportunità. ... See MoreSee Less

In questo convegno, in materia di pari opportunità e discriminazione di genere, parlerò dellauspicabile abolizione dellArt. 54 del Decreto Legislativo 151 del 2000, sullincentivo alla rinuncia del posto di lavoro offerta alle donne e della ineguatezza del processo in materia discriminatoria così come previsto dagli art. 37 e 38 del Testo Unico sulle pari opportunità.

09 Giugno,2021

Il contratto di lavoro nelle reti d'impresa
Oggi alle 15.30 webinar organizzato dall'ordine degli avvocati di Bari
Relatori avv. Serena Triggiani, avv. Danilo Piscopo e avv. Laura Lieggi
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20 Agosto,2019

youtu.be/rWbXNB2B1_0 ... See MoreSee Less

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