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26 Febbraio,2024

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SECONDO CONVEGNO IN ONORE DI UMBERTO PAOLILLO

22 Febbraio,2024

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22 Febbraio,2024

🧑‍⚖️ Jobs Act: con la sentenza n. 22 del 22 febbraio 2024 la Corte Costituzionale, afferma che la tutela reintegratoria si applica ai casi di nullità del licenziamento previsti dalla legge anche se non “espressamente”.

🔎 Nel dettaglio è stata dichiarata l'illegittimità costituzione dell’articolo 2, primo comma, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23, limitatamente alla parola “espressamente”. Tale disposizione, quindi, è stata ritenuta illegittima nella parte in cui, nel riconoscere la tutela reintegratoria, nei casi di nullità, previsti dalla legge, del licenziamento di lavoratori assunti con contratti a tutele crescenti (quindi a partire dal 7 marzo 2015), l’ha limitata alle nullità sancite “espressamente”.

Il comunicato della Corte Costituzionale 👇
bit.ly/comunicato-corte-costituzionale-sentenza-22-2024

📄 La sentenza completa 👉 bit.ly/sentenza-corte-costituzionale-22-2024

🌐 La giurisprudenza delle Alte Corti sul sito di AGI 👇
bit.ly/sito-agi-sentenze-alte-corti
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22 Febbraio,2024

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21 Febbraio,2024

Con la sentenza nr. 998/2013 la terza sezione del T.A.R di Lecce ha riconosciuto, e ribadito, il diritto a percepire le somme non corrisposte a titolo di retribuzione mensile durante il periodo di aspettativa in attesa di transito all'impiego civile. Nello specifico il Tar di Lecce si è pronunciato sul ricorso presentato da un Ufficiale in servizio permanente della Marina Militare che, a seguito di accertamenti sanitari venne dichiarato permanentemente non idoneo al servizio M.M. incondizionato ed idoneo al transito nelle corrispondenti aree funzionali del personale civile del Ministero della Difesa ai sensi della L. 266/99. A seguito di tale provvedimento il ricorrente fu collocato in aspettativa

in attesa di essere reintegrato nei ruoli del personale civile del Ministero della Difesa. A tal punto il lavoratore avanzò la propria istanza al Ministero per transitare nei ruoli del personale civile della Difesa in virtù dell'applicazione delle disposizioni dell'allora vigente art. 14, co. 5°, della 1. 28 luglio 1999, n. 266 (oggi identica disposizione è contenuta altresì nell'art. 930 del ed. Codice dell'ordinamento Militare, emanato con d.lgs. n. 66/2010) e dell' art. 1, del D.M. n. 22680 del 18 aprile 2002 che stabilivano che "il personale delle forze armate e dell'arma dei carabinieri giudicato non idoneo al servizio militare incondizionato per lesioni dipendenti o non da causa di servizio transita, a domanda, nelle corrispondenti aree funzionali del personale civile del Ministero della Difesa... omissis...
Laura Lieggi
… semprechè l'infermità accertata ne consenta l'ulteriore impiego". Poiché al momento della pronuncia del giudizio di non idoneità il ricorrente aveva già superato il limite massimo dei dodici mesi di aspettativa, il Ministero continuò a corrispondere al miliare la retribuzione, già decurtata del 50% così come previsto dall' art. 26 della Legge n. 187/1976, per tutto il periodo di aspettativa susseguente alla pronuncia del giudizio di non idoneità. Tuttavia, sebbene le norme che regolavano il transito all'impiego civile, ed in particolare l'art. 2 comma 4 del già citato D.M. del 18.04.2002 stabilivano che "l'amministrazione è tenuta a pronunciarsi entro centocinquanta giorni dalla data di ricevimento dell'istanza.

Qualora entro il predetto termine l'amministrazione non si sia pronunciata, l'istanza si intende accolta", e al successivo comma 7 che "in attesa delle determinazioni dell'amministrazione [150 giorni] in ordine all'accoglimento della domanda il personale è considerato in aspettativa, con il trattamento economico goduto all'atto del giudizio di non idoneità", al ricorrente veniva corrisposto il 50% dello stipendio dovuto, anche oltre il termine dei 150 giorni previsti affinchè si formasse il silenzio assenso in ordine all'accettazione della domanda di transito. L'amministrazione di fatto reintegrò il dipendente dopo ben diciotto mesi dalla ricezione della domanda di transito. La tesi quindi formulata dal ricorrente nel proprio ricorso era che, decorso il termine stabilito dalla stessa amministrazione stessa per la tacita accettazione della domanda, il lavoratore avrebbe dovuto essere reintegrato immediatamente nella propria attività lavorativa o, per lo meno, avrebbe dovuto percepire nuovamente lo stipendio per intero data la cessazione delle cause ostative al reintegro in servizio e che, pertanto, non poteva essere addebitata al dipendente anche l'inerzia dell'Amministrazione, mentre già subiva il duplice nocumento di dover condurre una vita forzatamente inoperosa e di dover affrontare la quotidianità con i propri mezzi di sostentamento dimezzati. Il ricorrente chiedeva quindi la restituzione delle somme non corrisposte a titolo di retribuzione dal giorno della pronuncia del giudizio di non idoneità al giorno della riassunzione nei ruoli del personale civile della Difesa o, in subordine la restituzione delle somme non corrisposte dalla data in cui la domanda di transito si intendeva tacitamente accolta. Tale tesi veniva accolta dal T.A.R. di Lecce che con la citata sentenza stabiliva che: il D.M. 18 Aprile 2002 ha espressamente individuato, all'art. 2 quarto comma, un meccanismo di "silenzio assenso" per quanto concerne l'accoglimento della domanda di transito nei ruoli civili. La norma recita "l'Amministrazione è tenuta a pronunciarsi entro centocinquanta giorni dalla data di ricevimento dell'istanza. Qualora entro il predetto termine l'Amministrazione non si sia pronunciata, l'istanza si intende accolta"… omissis…Questo significa che il dipendente si trova in una posizione di "attesa" e di "incertezza" per cinque mesi dalla data di presentazione della domanda. Ma nel momento in cui tale termine matura, la posizione del dipendente muta, posto che il pregresso rapporto, in attesa di trasformazione (nei ruoli civili), si modifica giuridicamente e strutturalmente, pur nell'attesa di ottenere l'individuazione della sede di assegnazione, con sottoscrizione del nuovo contratto. Ma se l'Amministrazione tarda (oltre un anno, come è avvenuto nel caso di specie) nel compiere tale fase esecutiva, il danno non può esser posto a carico del dipendente. Eventuali inerzie e/o inattività nella definizione della nuova collocazione non possono implicare il mantenimento, in capo all'interessato, del vecchio trattamento economico, che risentiva, evidentemente, di una "inidoneità", la quale però, dopo l'accettazione nei nuovi ruoli civili, non si giustifica più. Il Tribunale ritiene, quindi, che mentre [nel periodo compreso nei 150 giorni dalla non idoneità, ndr] è pienamente corretta la scelta dell'Amministrazione resistente di attribuire il trattamento economico decurtato al 50% (essendo il vecchio rapporto a proseguire), non così per il periodo successivo…, dove, con l'accettazione (tacita) al transito, il rapporto di lavoro si ricostituisce sotto altre forme e non può risentire dell'inidoneità, e neppure del corrispettivo a quella correlato. In definitiva il ricorso va accolto, solo in parte, limitatamente cioè alla richiesta di corrispettivo pieno (non decurtato) dal ….. (decorrente dallo spirare del termine di centocinquanta giorni, per l'accettazione del transito da parte della P.A.) fino alla concreta assegnazione avvenuta in data 15 Giugno 2011". Con tale pronuncia l'Amministrazione resistente è stata quindi condannata al pagamento del corrispettivo pieno (non decurtato) dalla decorrenza dei 150 giorni dalla data della non idoneità al servizio militare fino alla concreta assegnazione ai ruoli dei dipendenti civili.
Avv. Laura Lieggi
Tel.0805584348 - Cell. 3494442639
www.studioavvocatolieggi.com
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21 Febbraio,2024

Con la sentenza nr. 998/2013 la terza sezione del T.A.R di Lecce ha riconosciuto, e ribadito, il diritto a percepire le somme non corrisposte a titolo di retribuzione mensile durante il periodo di aspettativa in attesa di transito all'impiego civile. Nello specifico il Tar di Lecce si è pronunciato sul ricorso presentato da un Ufficiale in servizio permanente della Marina Militare che, a seguito di accertamenti sanitari venne dichiarato permanentemente non idoneo al servizio M.M. incondizionato ed idoneo al transito nelle corrispondenti aree funzionali del personale civile del Ministero della Difesa ai sensi della L. 266/99. A seguito di tale provvedimento il ricorrente fu collocato in aspettativa

in attesa di essere reintegrato nei ruoli del personale civile del Ministero della Difesa. A tal punto il lavoratore avanzò la propria istanza al Ministero per transitare nei ruoli del personale civile della Difesa in virtù dell'applicazione delle disposizioni dell'allora vigente art. 14, co. 5°, della 1. 28 luglio 1999, n. 266 (oggi identica disposizione è contenuta altresì nell'art. 930 del ed. Codice dell'ordinamento Militare, emanato con d.lgs. n. 66/2010) e dell' art. 1, del D.M. n. 22680 del 18 aprile 2002 che stabilivano che "il personale delle forze armate e dell'arma dei carabinieri giudicato non idoneo al servizio militare incondizionato per lesioni dipendenti o non da causa di servizio transita, a domanda, nelle corrispondenti aree funzionali del personale civile del Ministero della Difesa... omissis...
Laura Lieggi
… semprechè l'infermità accertata ne consenta l'ulteriore impiego". Poiché al momento della pronuncia del giudizio di non idoneità il ricorrente aveva già superato il limite massimo dei dodici mesi di aspettativa, il Ministero continuò a corrispondere al miliare la retribuzione, già decurtata del 50% così come previsto dall' art. 26 della Legge n. 187/1976, per tutto il periodo di aspettativa susseguente alla pronuncia del giudizio di non idoneità. Tuttavia, sebbene le norme che regolavano il transito all'impiego civile, ed in particolare l'art. 2 comma 4 del già citato D.M. del 18.04.2002 stabilivano che "l'amministrazione è tenuta a pronunciarsi entro centocinquanta giorni dalla data di ricevimento dell'istanza.

Qualora entro il predetto termine l'amministrazione non si sia pronunciata, l'istanza si intende accolta", e al successivo comma 7 che "in attesa delle determinazioni dell'amministrazione [150 giorni] in ordine all'accoglimento della domanda il personale è considerato in aspettativa, con il trattamento economico goduto all'atto del giudizio di non idoneità", al ricorrente veniva corrisposto il 50% dello stipendio dovuto, anche oltre il termine dei 150 giorni previsti affinchè si formasse il silenzio assenso in ordine all'accettazione della domanda di transito. L'amministrazione di fatto reintegrò il dipendente dopo ben diciotto mesi dalla ricezione della domanda di transito. La tesi quindi formulata dal ricorrente nel proprio ricorso era che, decorso il termine stabilito dalla stessa amministrazione stessa per la tacita accettazione della domanda, il lavoratore avrebbe dovuto essere reintegrato immediatamente nella propria attività lavorativa o, per lo meno, avrebbe dovuto percepire nuovamente lo stipendio per intero data la cessazione delle cause ostative al reintegro in servizio e che, pertanto, non poteva essere addebitata al dipendente anche l'inerzia dell'Amministrazione, mentre già subiva il duplice nocumento di dover condurre una vita forzatamente inoperosa e di dover affrontare la quotidianità con i propri mezzi di sostentamento dimezzati. Il ricorrente chiedeva quindi la restituzione delle somme non corrisposte a titolo di retribuzione dal giorno della pronuncia del giudizio di non idoneità al giorno della riassunzione nei ruoli del personale civile della Difesa o, in subordine la restituzione delle somme non corrisposte dalla data in cui la domanda di transito si intendeva tacitamente accolta. Tale tesi veniva accolta dal T.A.R. di Lecce che con la citata sentenza stabiliva che: il D.M. 18 Aprile 2002 ha espressamente individuato, all'art. 2 quarto comma, un meccanismo di "silenzio assenso" per quanto concerne l'accoglimento della domanda di transito nei ruoli civili. La norma recita "l'Amministrazione è tenuta a pronunciarsi entro centocinquanta giorni dalla data di ricevimento dell'istanza. Qualora entro il predetto termine l'Amministrazione non si sia pronunciata, l'istanza si intende accolta"… omissis…Questo significa che il dipendente si trova in una posizione di "attesa" e di "incertezza" per cinque mesi dalla data di presentazione della domanda. Ma nel momento in cui tale termine matura, la posizione del dipendente muta, posto che il pregresso rapporto, in attesa di trasformazione (nei ruoli civili), si modifica giuridicamente e strutturalmente, pur nell'attesa di ottenere l'individuazione della sede di assegnazione, con sottoscrizione del nuovo contratto. Ma se l'Amministrazione tarda (oltre un anno, come è avvenuto nel caso di specie) nel compiere tale fase esecutiva, il danno non può esser posto a carico del dipendente. Eventuali inerzie e/o inattività nella definizione della nuova collocazione non possono implicare il mantenimento, in capo all'interessato, del vecchio trattamento economico, che risentiva, evidentemente, di una "inidoneità", la quale però, dopo l'accettazione nei nuovi ruoli civili, non si giustifica più. Il Tribunale ritiene, quindi, che mentre [nel periodo compreso nei 150 giorni dalla non idoneità, ndr] è pienamente corretta la scelta dell'Amministrazione resistente di attribuire il trattamento economico decurtato al 50% (essendo il vecchio rapporto a proseguire), non così per il periodo successivo…, dove, con l'accettazione (tacita) al transito, il rapporto di lavoro si ricostituisce sotto altre forme e non può risentire dell'inidoneità, e neppure del corrispettivo a quella correlato. In definitiva il ricorso va accolto, solo in parte, limitatamente cioè alla richiesta di corrispettivo pieno (non decurtato) dal ….. (decorrente dallo spirare del termine di centocinquanta giorni, per l'accettazione del transito da parte della P.A.) fino alla concreta assegnazione avvenuta in data 15 Giugno 2011". Con tale pronuncia l'Amministrazione resistente è stata quindi condannata al pagamento del corrispettivo pieno (non decurtato) dalla decorrenza dei 150 giorni dalla data della non idoneità al servizio militare fino alla concreta assegnazione ai ruoli dei dipendenti civili.
Avv. Laura Lieggi
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Con la sentenza nr. 998/2013 la terza sezione del T.A.R di Lecce ha riconosciuto, e ribadito, il diritto a percepire le somme non corrisposte a titolo di retribuzione mensile durante il periodo di aspettativa in attesa di transito allimpiego civile. Nello specifico il Tar di Lecce si è pronunciato sul ricorso presentato da un Ufficiale in servizio permanente della Marina Militare che, a seguito di accertamenti sanitari venne dichiarato permanentemente non idoneo al servizio M.M. incondizionato ed idoneo al transito nelle corrispondenti aree funzionali del personale civile del Ministero della Difesa ai sensi della L. 266/99. A seguito di tale provvedimento il ricorrente fu collocato in aspettativa

in attesa di essere reintegrato nei ruoli del personale civile del Ministero della Difesa. A tal punto il lavoratore avanzò la propria istanza al Ministero per transitare nei ruoli del personale civile della Difesa in virtù dellapplicazione delle disposizioni dellallora vigente art. 14, co. 5°, della 1. 28 luglio 1999, n. 266 (oggi identica disposizione è contenuta altresì nellart. 930 del ed. Codice dellordinamento Militare, emanato con d.lgs. n. 66/2010) e dell art. 1, del D.M. n. 22680 del 18 aprile 2002 che stabilivano che il personale delle forze armate e dellarma dei carabinieri giudicato non idoneo al servizio militare incondizionato per lesioni dipendenti o non da causa di servizio transita, a domanda, nelle corrispondenti aree funzionali del personale civile del Ministero della Difesa... omissis...
Laura Lieggi
… semprechè linfermità accertata ne consenta lulteriore impiego. Poiché al momento della pronuncia del giudizio di non idoneità il ricorrente aveva già superato il limite massimo dei dodici mesi di aspettativa, il Ministero continuò a corrispondere al miliare la retribuzione, già decurtata del 50% così come previsto dall art. 26 della Legge n. 187/1976, per tutto il periodo di aspettativa susseguente alla pronuncia del giudizio di non idoneità. Tuttavia, sebbene le norme che regolavano il transito allimpiego civile, ed in particolare lart. 2 comma 4 del già citato D.M. del 18.04.2002 stabilivano che lamministrazione è tenuta a pronunciarsi entro centocinquanta giorni dalla data di ricevimento dellistanza.

Qualora entro il predetto termine lamministrazione non si sia pronunciata, listanza si intende accolta, e al successivo comma 7 che in attesa delle determinazioni dellamministrazione [150 giorni] in ordine allaccoglimento della domanda il personale è considerato in aspettativa, con il trattamento economico goduto allatto del giudizio di non idoneità, al ricorrente veniva corrisposto il 50% dello stipendio dovuto, anche oltre il termine dei 150 giorni previsti affinchè si formasse il silenzio assenso in ordine allaccettazione della domanda di transito. Lamministrazione di fatto reintegrò il dipendente dopo ben diciotto mesi dalla ricezione della domanda di transito. La tesi quindi formulata dal ricorrente nel proprio ricorso era che, decorso il termine stabilito dalla stessa amministrazione stessa per la tacita accettazione della domanda, il lavoratore avrebbe dovuto essere reintegrato immediatamente nella propria attività lavorativa o, per lo meno, avrebbe dovuto percepire nuovamente lo stipendio per intero data la cessazione delle cause ostative al reintegro in servizio e che, pertanto, non poteva essere addebitata al dipendente anche linerzia dellAmministrazione, mentre già subiva il duplice nocumento di dover condurre una vita forzatamente inoperosa e di dover affrontare la quotidianità con i propri mezzi di sostentamento dimezzati. Il ricorrente chiedeva quindi la restituzione delle somme non corrisposte a titolo di retribuzione dal giorno della pronuncia del giudizio di non idoneità al giorno della riassunzione nei ruoli del personale civile della Difesa o, in subordine la restituzione delle somme non corrisposte dalla data in cui la domanda di transito si intendeva tacitamente accolta. Tale tesi veniva accolta dal T.A.R. di Lecce che con la citata sentenza stabiliva che: il D.M. 18 Aprile 2002 ha espressamente individuato, allart. 2 quarto comma, un meccanismo di silenzio assenso per quanto concerne laccoglimento della domanda di transito nei ruoli civili. La norma recita lAmministrazione è tenuta a pronunciarsi entro centocinquanta giorni dalla data di ricevimento dellistanza. Qualora entro il predetto termine lAmministrazione non si sia pronunciata, listanza si intende accolta… omissis…Questo significa che il dipendente si trova in una posizione di attesa e di incertezza per cinque mesi dalla data di presentazione della domanda. Ma nel momento in cui tale termine matura, la posizione del dipendente muta, posto che il pregresso rapporto, in attesa di trasformazione (nei ruoli civili), si modifica giuridicamente e strutturalmente, pur nellattesa di ottenere lindividuazione della sede di assegnazione, con sottoscrizione del nuovo contratto. Ma se lAmministrazione tarda (oltre un anno, come è avvenuto nel caso di specie) nel compiere tale fase esecutiva, il danno non può esser posto a carico del dipendente. Eventuali inerzie e/o inattività nella definizione della nuova collocazione non possono implicare il mantenimento, in capo allinteressato, del vecchio trattamento economico, che risentiva, evidentemente, di una inidoneità, la quale però, dopo laccettazione nei nuovi ruoli civili, non si giustifica più. Il Tribunale ritiene, quindi, che mentre [nel periodo compreso nei 150 giorni dalla non idoneità, ndr] è pienamente corretta la scelta dellAmministrazione resistente di attribuire il trattamento economico decurtato al 50% (essendo il vecchio rapporto a proseguire), non così per il periodo successivo…, dove, con laccettazione (tacita) al transito, il rapporto di lavoro si ricostituisce sotto altre forme e non può risentire dellinidoneità, e neppure del corrispettivo a quella correlato. In definitiva il ricorso va accolto, solo in parte, limitatamente cioè alla richiesta di corrispettivo pieno (non decurtato) dal ….. (decorrente dallo spirare del termine di centocinquanta giorni, per laccettazione del transito da parte della P.A.) fino alla concreta assegnazione avvenuta in data 15 Giugno 2011. Con tale pronuncia lAmministrazione resistente è stata quindi condannata al pagamento del corrispettivo pieno (non decurtato) dalla decorrenza dei 150 giorni dalla data della non idoneità al servizio militare fino alla concreta assegnazione ai ruoli dei dipendenti civili.
Avv. Laura Lieggi
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10 Febbraio,2024

🇪🇺 È stato raggiunto un accordo a livello europeo tra il Parlamento e il Consiglio Ue sul testo della direttiva volta a potenziare le tutele di chi opera nella sharing economy, tra cui rider e figure simili.

🚴‍♀️ Tra gli obiettivi della normativa c'è l'intenzione di assicurare dei rapporti contrattuali in linea con le prestazioni svolte e di proteggere i lavoratori da licenziamenti dettati da decisioni prese in base a processi automatizzati.

L'avvocato giuslavorista Giampiero Falasca approfondisce gli ultimi sviluppi su Il Sole 24 Ore 👉 bit.ly/direttiva-lavoratori-digitali
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08 Febbraio,2024

❗ La libertà di iniziativa economica comporta la facoltà per il partecipante alla gara di ribassare il costo della manodopera rispetto a quello stimato dalla stazione appaltante, ma deve dimostrare che ciò è conseguenza di una organizzazione aziendale più efficiente ed anche che vengano rispettati i trattamenti salariali minimi.

Lo indica il Tar Toscana con la sentenza n. 120/2024 che rileva come il legislatore preveda espressamente che i concorrenti alle gare indichino nell’offerta economica i costi della manodopera e che una quantificazione troppo bassa determina una anomalia dell’offerta.

☝️ Il legislatore, proseguono i giudici, non ha voluto considerare questi costi come fissi e invariabili: è prevista la possibilità di dimostrare che il ribasso complessivo dipende da una organizzazione aziendale efficiente, ma nel rispetto dei trattamenti minimi salariali.

📄 La sentenza completa 👉 bit.ly/sentenza-tar-lazio-2024

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02 Febbraio,2024

🧑‍⚖️ Per quanto i lavoratori da licenziare vadano individuati tenendo conto del complesso aziendale, è consolidato l’orientamento che permette di limitare la platea dei dipendenti coinvolti dal licenziamento collettivo ai soli addetti ad un certo settore, reparto o sede territoriale.

Lo rimarca la Corte di Cassazione nell’ordinanza n. 1972/2024, sottolineando che in ogni caso occorre che sussistano delle esigenze tecnico-produttive specifiche e coerenti con le indicazioni presenti nelle comunicazioni alle rappresentanze sindacali.

Nel decidere di circoscrivere la platea dei lavoratori, al datore di lavoro spetta il compito di comunicare le ragioni alla base della limitazione e quelle per cui non ritiene di ovviarvi trasferendo il personale in unità produttive vicine.

📄 L'ordinanza completa 👉 bit.ly/ordinanza-corte-cassazione-1972-2024

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05 Gennaio,2024

☝️ Chi fruisce, nell’ambito del lavoro privato, del congedo straordinario per assistere familiari con disabilità grave ha diritto ad una indennità che corrisponde all’ultima retribuzione precedente al congedo stesso. Lo precisa l’Inps con il messaggio n. 30 del 4 gennaio 2024.

💶 Il principio si applica a tutte le voci fisse e continuative dello stipendio, inclusi il rateo di tredicesima mensilità ed eventuali altre mensilità, gratifiche, indennità e premi. Restano escluse le voci variabili della retribuzione come quelle collegate, per esempio, alla presenza al lavoro.

Il periodo di congedo, aggiunge l’ente previdenziale, è coperto dai contributi figurativi per il diritto e la misura della pensione ed è valido per l’anzianità di servizio.

📄 Il messaggio completo 👉 bit.ly/messaggio-inps-30-2024
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05 Gennaio,2024

Inidoneità militare ... See MoreSee Less

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05 Gennaio,2024

PRESUNTE ANOMALIE CARDIACHE......ANCORA UNA VITTORIA PER LO STUDIO LIEGGI:
il TAR reintegra cautelarmente una corsista, dichiarata inidonea a causa di presunte anomalie cardiache.

Ad aprile di quest'anno la Direzione Generale
per il personale Militare del Ministero della Difesa pubblicava il bando di concorso per il reclutamento di VFP4 nell'Esercito, nella Marina Militare, compreso il corpo delle Capitanerie di Porto e nell'Aeronautica Militare, riservato ai volontari e ferma prefissata di un anno, a cui partecipava la ricorrente. Anche in questo concorso si richiedeva ai candidati di effettuare la visita con un medico specializzato in medicina dello sport e di produrre relativo certificato di idoneità all'attività sportiva agonistica. Dopo i vari esami previsti dal protocollo, tra cui l'elettrocardiogramma a seguito della prova da sforzo, alla ricorrente veniva rilasciato il certificato di idoneità all'attività sportiva agonistica con validità annuale. Dopo aver superato le prove a carattere culturale logico-deduttivo e professionale ed aver ottenuto l'idoneità agli accertamenti attitudinali, la ricorrente veniva convocata a visita medica per effettuare gli accertamenti psicofisici. La ricorrente era certa di poter superare tranquillamente tutti gli accertamenti psicofisici concorsuali perché qualche settimana prima si era sottoposta agli esami e risultava tutto perfettamente nella norma. Ed invece, sorprendentemente, con provvedimento veniva dichiarata inidonea al reclutamento per PR corto e QRS stretto codice 60 della DT 04/06/2014 con attribuzione per l'apparato cardiovascolare AC del coefficiente 4 del profilo somato funzionale. Le motivazioni di un PR corto e QRS stretto possono essere molteplici e questo la scienza medica lo sa benissimo, tale alterazione può essere data da uno stato di agitazione che non può essere considerato motivo di inidoneità, lo stato di agitazione non è un disvalore, ma è la spinta per una pronta reazione, punto di assoluta forza che il militare deve avere per rispondere prontamente all'imprevisto. Al contrario l’Amministrazione, che si costituiva in giudizio, asseriva che il militare non poteva, visto il suo status, provare degli stati emozionali che potevano essere registrati dagli apparecchi idonei. Si ribadisce che i militari prima ancora di essere tali sono uomini e donne portatori di emozioni, il fatto di provare un'emozione non li rende più deboli, anzi li rende più forti e pronti a superare gli imprevisti. A causa di questa falsa convinzione il militare rischiava di vedere svanito per sempre il suo sogno e cioè servire l’Esercito Italiano. In altre occasioni la medicina Militare si è espressa nel considerare che la presenza di un PR corto e un QRS stretto se non associato, come d'altronde asserito dalla direttiva tecnica, a gravi turbe del ritmo cardiaco non ha nessuna conseguenza di tipo funzionale. Dunque assolutamente inappropriato il giudizio di inidoneità. Questo, il TAR Lazio l'ha percepito perfettamente e ha permesso una reintegra fino alla verificazione che avverrà entro l'inizi dell'anno.
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PRESUNTE ANOMALIE CARDIACHE......ANCORA UNA VITTORIA PER LO STUDIO LIEGGI: 
il TAR reintegra cautelarmente una corsista,  dichiarata inidonea a causa di presunte anomalie cardiache.

Ad aprile di questanno la Direzione Generale 
per il personale Militare del Ministero della Difesa pubblicava il bando di concorso per il reclutamento di VFP4 nellEsercito, nella Marina Militare, compreso il corpo delle Capitanerie di Porto e nellAeronautica Militare, riservato ai volontari e ferma prefissata di un anno, a cui partecipava la ricorrente. Anche in questo concorso si richiedeva ai candidati di effettuare la visita con un medico specializzato in medicina dello sport e di produrre relativo certificato di idoneità allattività sportiva agonistica. Dopo i vari esami previsti dal protocollo, tra cui lelettrocardiogramma a seguito della prova da sforzo, alla ricorrente veniva rilasciato il certificato di idoneità allattività sportiva agonistica con validità annuale. Dopo aver superato le prove a carattere culturale logico-deduttivo e professionale ed  aver ottenuto lidoneità agli accertamenti attitudinali, la ricorrente veniva convocata a visita medica per effettuare gli accertamenti psicofisici. La ricorrente era certa di poter superare tranquillamente tutti gli accertamenti psicofisici concorsuali perché qualche settimana prima si era sottoposta agli esami e risultava tutto perfettamente nella norma.  Ed invece, sorprendentemente, con provvedimento veniva dichiarata inidonea al reclutamento per PR corto e QRS stretto codice 60 della DT 04/06/2014 con attribuzione per lapparato cardiovascolare AC del coefficiente 4 del profilo somato funzionale. Le motivazioni di un PR corto e QRS stretto possono essere molteplici e questo la scienza medica lo sa benissimo, tale alterazione può essere data da uno stato di agitazione che non può essere considerato motivo di inidoneità, lo stato di agitazione non è un disvalore, ma è la spinta per una pronta reazione, punto di assoluta forza che il militare deve avere per rispondere prontamente allimprevisto. Al contrario l’Amministrazione, che si costituiva in giudizio, asseriva che il militare non poteva, visto il suo status, provare degli stati emozionali che  potevano essere registrati dagli apparecchi idonei. Si ribadisce che i militari prima ancora di essere tali sono uomini e donne  portatori di emozioni, il fatto di provare unemozione non li rende più deboli, anzi li rende più forti e pronti a superare gli imprevisti.  A causa di questa falsa convinzione il militare rischiava di vedere svanito per sempre il suo sogno e cioè servire l’Esercito Italiano. In altre occasioni la medicina Militare si è espressa nel considerare che la presenza di un PR corto e un QRS stretto se non associato, come daltronde asserito dalla direttiva tecnica, a gravi turbe del ritmo cardiaco non ha nessuna conseguenza di tipo funzionale. Dunque assolutamente inappropriato il giudizio di inidoneità. Questo, il TAR Lazio lha percepito perfettamente e ha permesso una reintegra fino alla verificazione che avverrà entro linizi dellanno.Image attachment

30 Dicembre,2023

⚖ La retribuzione dovuta durante il godimento delle ferie annuali deve essere equiparabile a quella ordinaria, erogata nei periodi di lavoro. Lo sottolinea la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 35146/2023, richiamando l’articolo 7 della direttiva 2003/88/CE.

🇪🇺 Una riduzione della retribuzione corrisposta durante le ferie può infatti dissuadere il lavoratore dal loro godimento ed è incompatibile con gli obiettivi della normativa europea che punta ad assicurare ai lavoratori il beneficio di un riposo effettivo con ricadute positive anche sulla loro salute e sicurezza.

📄 Leggi l'ordinanza completa 👉 bit.ly/ordinanza-corte-cassazione-35146-2023

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28 Dicembre,2023

🧑‍⚖️ Il tempo che il lavoratore impiega per indossare la divisa aziendale deve essere considerato orario di lavoro se soggiace al potere di conformazione del datore di lavoro che lo regolamenta e dirige. Lo sancisce la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 33937/2023.

👷 I giudici rimarcano che l’eterodirezione sussiste non solo quando è presente una esplicita disciplina d’impresa in merito, ma anche quando questa risulta implicitamente dalla natura degli indumenti.

Aggiungono quindi che l’eterodirezione si evince inoltre dalla funzione specifica degli indumenti stessi e comunque sussiste se differiscono da quello che viene definito “criterio di normalità sociale dell’abbigliamento”.

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20 Dicembre,2023

L’odierno ricorso trae origine da una triste vicenda che ha visto coinvolto il ricorrente, allievo/a del [] di appena 21 anni in servizio, che oggi corre il rischio di non poter proseguire la tanto desiderata carriera nelle forze armate.
Nello specifico il ricorrente, dopo aver vinto un primo concorso nel maggio 2021, lavorando proficuamente per due anni nella [] come VFP1, ed un secondo a maggio 2023 ne [] come VFP4, partecipava, vincendolo, al concorso indetto dal [] per il reclutamento di n. [] allievi []
Si tratta di un concorso certamente dispendioso a livello economico, dovendo sostenere i costi per raggiungere la sede delle prove ma, soprattutto, particolarmente arduo da superare, considerato il numero elevatissimo di partecipanti e le numerose fasi di selezione, tra cui la prova scritta preselettiva, gli accertamenti di idoneità attitudinale e, naturalmente, gli accertamenti di idoneità psico-fisica e le prove di efficienza fisica (salto in alto, corsa piana sui mille metri, corsa piana sui cento metri etc.).Inoltre, ai candidati è richiesto di effettuare la visita con un medico specializzato in medicina dello sport e di produrre il relativo certificato di idoneità all’attività sportiva agonistica, come avvenuto per il ricorrente. Ebbene, il ricorrente superava positivamente tutte le prove previste, compresi gli accertamenti di idoneità psico-fisica e le prove di efficienza fisica. Con Determinazione n. [] del 2023, il ricorrente veniva quindi dichiarato vincitore e prendeva servizio presso la scuola allievi []
Senonché, nel mese di settembre di quest’anno, a causa di alcune semplicissime contratture muscolari, si recava presso l’infermeria presidiaria. Il medico dell’infermeria insisteva nel richiedere il referto di una risonanza magnetica lombare. L’allievo, essendo sprovvisto di esiti da risonanza magnetica lombare, per non disattendere l’ordine del superiore, presentava una risonanza di quasi due anni prima.
All’infermeria veniva fornito un referto medico del 2022, quindi precedente di quasi due anni, relativo ad una risonanza magnetica lombare cui si era sottoposta anni prima.
Nel referto erano state rilevate due “protrusioni discali in L3-L4 ed L4-L5. Canale vertebrale di ampiezza nei limiti. Nella norma il segnale del cono midollare”. Quindi agli inizi del 2022, le era stata diagnosticata una compressione dei dischi intervertebrali tra le vertebre L3-L4 ed L4-L5, sintomatologia comunissima nei soggetti di età adulta e certamente non in grado di causare limitazioni all’attività lavorativa, tant’è vero che non solo aveva conseguito l’idoneità fisica durante i vari concorsi sostenuti, compreso quello del 2023 per accedere al concorso, ma aveva anche superato brillantemente le prove di efficienza fisica.
L’infermeria presidiaria concludeva quindi con il seguente esito: “proposto alla commissione idoneo”, anche in considerazione che la contrattura muscolare accusata, nulla aveva a che vedere con la protusione lombare senza conseguenze funzionali. Successivamente, l’allievo veniva però convocata dalla Commissione medica di prima istanza presso il Dipartimento militare di medicina legale.
La Commissione non effettuava accertamenti strumentali ma solo una valutazione de visu, rilevandolo perfettamente nella norma.
Ciò nonostante, la Commissione medica faceva proprio il referto medico dei due anni precedenti e lo dichiarava inidoneo: “Assenza di segni radicolari in atto in pz con protrusioni discali in L3-L4, L4-L5, canale vertebrale di ampiezza nei limiti e segnale del cono midollare nella norma”.
La Commissione medica, quindi, anziché rilevare che il referto risaliva a quasi due anni prima e invece di chiedere al ricorrente di effettuare una nuova risonanza magnetica che accertasse l’attuale condizione clinica, sulla base del medesimo accertamento lo dichiarava non idonea al servizio.
Un modus operandi assurdo e certamente illegittimo anche in considerazione del fatto che l’organo medico ha anche applicato una direttiva tecnica totalmente inconferente, dichiarando l’inidoneità “per attribuzione del coefficiente 3 nella caratteristica LI del profilo sanitario, ai sensi del codice 220 della direttiva tecnica per delineare il profilo sanitario dei soggetti giudicati idonei al servizio militare di cui al decreto del Ministero della Difesa del 4 giugno 2014”. Tale direttiva non riguarda il concorso per cui il mio assistito ha partecipato e pur volendola considerare estensibile, comunque, la stessa indica le protrusioni quale causa di inidoneità soltanto “quando sono associate a segni clinici (o elettromiografici) di sofferenza radicolare”, circostanza esclusa dallo stesso organo medico nella motivazione del provvedimento!
L’Alllievo, successivamente effettuava nuova RM da cui emergeva: “lieve non significativa protrusione discale posteriore a livello di L4-L5. Non alterazioni di segnale del collo midollare”; “si conferma che il paziente…presenta minime protrusioni lombari senza implicazioni clinico-funzionali sulla vita sociale, lavorativa e sportiva anche di natura agonistica”.
Inoltre il ricorrente, si sottoponeva ad esame elettromioneurografico dal quale emergeva: “reperti elettrofisiologici studiati nella norma”, con ciò escludendo definitivamente qualsivoglia problematica o limitazione funzionale. Il perito di parte spiegava, nella relazione depositata in giudizio che: “la situazione dell’allievo era nella norma e che è molto frequente che, in età adolescenziale, si riscontrino delle protusioni che non comportano alcuna conseguenza di tipo funzionale.
Esaminati gli atti del giudizio, il giudice stabiliva il rientro dal servizio autorizzando l’allievo a sottoporsi all’ultima sessione d’esame in attesa della verificazione e del merito.!!!!!
Per consultazioni e pareri legali relative al diritto militare, inviate un messaggio vocale al 3494442639, oppure una e-mail a legale@studioavvocatolieggi.com, riceverete una pronta risposta.
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Nello specifico il ricorrente, dopo aver vinto un primo concorso nel maggio 2021, lavorando proficuamente per due anni nella [] come VFP1, ed un secondo a maggio 2023 ne [] come VFP4, partecipava, vincendolo, al concorso indetto dal [] per il reclutamento di n. [] allievi []
Si tratta di un concorso certamente dispendioso a livello economico, dovendo sostenere i costi per raggiungere la sede delle prove ma, soprattutto, particolarmente arduo da superare, considerato il numero elevatissimo di partecipanti e le numerose fasi di selezione, tra cui la prova scritta preselettiva, gli accertamenti di idoneità attitudinale e, naturalmente, gli accertamenti di idoneità psico-fisica e le prove di efficienza fisica (salto in alto, corsa piana sui mille metri, corsa piana sui cento metri etc.).Inoltre, ai candidati è richiesto di effettuare la visita con un medico specializzato in medicina dello sport e di produrre il relativo certificato di idoneità all’attività sportiva agonistica, come avvenuto per il ricorrente. Ebbene, il ricorrente superava positivamente tutte le prove previste, compresi gli accertamenti di idoneità psico-fisica e le prove di efficienza fisica. Con Determinazione n. [] del 2023, il ricorrente veniva quindi dichiarato vincitore e prendeva servizio presso la scuola allievi []
Senonché, nel mese di settembre di quest’anno, a causa di alcune semplicissime contratture muscolari, si recava presso l’infermeria presidiaria. Il medico dell’infermeria insisteva nel richiedere il referto di una risonanza magnetica lombare. L’allievo, essendo sprovvisto di esiti da risonanza magnetica lombare, per non disattendere l’ordine del superiore, presentava una risonanza di quasi due anni prima.
All’infermeria veniva fornito un referto medico del 2022, quindi precedente di quasi due anni, relativo ad una risonanza magnetica lombare cui si era sottoposta anni prima.
Nel referto erano state rilevate due “protrusioni discali in L3-L4 ed L4-L5. Canale vertebrale di ampiezza nei limiti. Nella norma il segnale del cono midollare”. Quindi agli inizi del 2022, le era stata diagnosticata una compressione dei dischi intervertebrali tra le vertebre L3-L4 ed L4-L5, sintomatologia comunissima nei soggetti di età adulta e certamente non in grado di causare limitazioni all’attività lavorativa, tant’è vero che non solo aveva conseguito l’idoneità fisica durante i vari concorsi sostenuti, compreso quello del 2023 per accedere al concorso, ma aveva anche superato brillantemente le prove di efficienza fisica.
L’infermeria presidiaria concludeva quindi con il seguente esito: “proposto alla commissione idoneo”, anche in considerazione che la contrattura muscolare accusata, nulla aveva a che vedere con la protusione lombare senza conseguenze funzionali. Successivamente, l’allievo veniva però convocata dalla Commissione medica di prima istanza presso il Dipartimento militare di medicina legale.
La Commissione non effettuava accertamenti strumentali ma solo una valutazione de visu, rilevandolo perfettamente nella norma.
Ciò nonostante, la Commissione medica faceva proprio il referto medico dei due anni precedenti e lo dichiarava inidoneo: “Assenza di segni radicolari in atto in pz con protrusioni discali in L3-L4, L4-L5, canale vertebrale di ampiezza nei limiti e segnale del cono midollare nella norma”.
La Commissione medica, quindi, anziché rilevare che il referto risaliva a quasi due anni prima e invece di chiedere al ricorrente di effettuare una nuova risonanza magnetica che accertasse l’attuale condizione clinica, sulla base del medesimo accertamento lo dichiarava non idonea al servizio.
Un modus operandi assurdo e certamente illegittimo anche in considerazione del fatto che l’organo medico ha anche applicato una direttiva tecnica totalmente inconferente, dichiarando l’inidoneità “per attribuzione del coefficiente 3 nella caratteristica LI del profilo sanitario, ai sensi del codice 220 della direttiva tecnica per delineare il profilo sanitario dei soggetti giudicati idonei al servizio militare di cui al decreto del Ministero della Difesa del 4 giugno 2014”. Tale direttiva non riguarda il concorso per cui il mio assistito ha partecipato e pur volendola considerare estensibile, comunque, la stessa indica le protrusioni quale causa di inidoneità soltanto “quando sono associate a segni clinici (o elettromiografici) di sofferenza radicolare”, circostanza esclusa dallo stesso organo medico nella motivazione del provvedimento!
L’Alllievo, successivamente effettuava nuova RM da cui emergeva: “lieve non significativa protrusione discale posteriore a livello di L4-L5. Non alterazioni di segnale del collo midollare”; “si conferma che il paziente…presenta minime protrusioni lombari senza implicazioni clinico-funzionali sulla vita sociale, lavorativa e sportiva anche di natura agonistica”.
Inoltre il ricorrente, si sottoponeva ad esame elettromioneurografico dal quale emergeva: “reperti elettrofisiologici studiati nella norma”, con ciò escludendo definitivamente qualsivoglia problematica o limitazione funzionale. Il perito di parte spiegava, nella relazione depositata in giudizio che: “la situazione dell’allievo era nella norma e che è molto frequente che, in età adolescenziale, si riscontrino delle protusioni che non comportano alcuna conseguenza di tipo funzionale.
Esaminati gli atti del giudizio, il giudice stabiliva il rientro dal servizio autorizzando l’allievo a sottoporsi all’ultima sessione d’esame in attesa della verificazione e del merito.!!!!!
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20 Dicembre,2023

🆕 Entrerà in vigore il prossimo 2 gennaio la legge 193/2023, introdotta per tutelare il cosiddetto diritto all’oblio oncologico, che avrà importanti effetti anche nell’ambito del mondo del lavoro.

🤝 Per quanto riguarda infatti la regolamentazione per l’accesso alle procedure concorsuali e selettive, al lavoro e alla formazione professionale, sarà vietato richiedere informazioni sullo stato di salute concernenti patologie oncologiche da cui le persone coinvolte siano state affette e il cui trattamento si sia concluso, senza episodi di recidiva, da più di dieci anni.

In particolare l’articolo 2 della norma vieta la richiesta di informazioni su pregresse patologie oncologiche non solo per stipulare o rinnovare contratti per servizi bancari, finanziari e assicurativi: vale anche per ogni tipo di altro contratto, anche esclusivamente tra privati.

Le legge in Gazzetta ufficiale 👉 bit.ly/legge-193-2023
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19 Dicembre,2023

INIDONEITA' E PROTUSIONI DISCALI - VINTA CAUTELARE
L’odierno ricorso trae origine da una triste vicenda che ha visto coinvolto il ricorrente, allievo/a del[] di appena 21 anni in servizio, che oggi corre il rischio di non poter proseguire la tanto desiderata carriera nelle forze armate.

Nello specifico il ricorrente, dopo aver vinto un primo concorso nel maggio 2021, lavorando proficuamente per due anni nella [] come VFP1, ed un secondo a maggio 2023 ne[] come VFP4, partecipava, vincendolo, al concorso indetto dal [] per il reclutamento di n. [] allievi []

Si tratta di un concorso certamente dispendioso a livello economico, dovendo sostenere i costi per raggiungere la sede delle prove ma, soprattutto, particolarmente arduo da superare, considerato il numero elevatissimo di partecipanti e le numerose fasi di selezione, tra cui la prova scritta preselettiva, gli accertamenti di idoneità attitudinale e, naturalmente, gli accertamenti di idoneità psico-fisica e le prove di efficienza fisica (salto in alto, corsa piana sui mille metri, corsa piana sui cento metri etc.).Inoltre, ai candidati è richiesto di effettuare la visita con un medico specializzato in medicina dello sport e di produrre il relativo certificato di idoneità all’attività sportiva agonistica, come avvenuto per il ricorrente. Ebbene, il ricorrente superava positivamente tutte le prove previste, compresi gli accertamenti di idoneità psico-fisica e le prove di efficienza fisica. Con Determinazione n. []del 2023, il ricorrente veniva quindi dichiarato vincitore e prendeva servizio presso la scuola allievi []

Senonché, nel mese di settembre di quest’anno, a causa di alcune semplicissime contratture muscolari, si recava presso l’infermeria presidiaria. Il medico dell’infermeria insisteva nel richiedere il referto di una risonanza magnetica lombare. L’allievo, essendo sprovvisto di esiti da risonanza magnetica lombare, per non disattendere l’ordine del superiore, presentava una risonanza di quasi due anni prima.

All’infermeria veniva fornito un referto medico del 2022, quindi precedente di quasi due anni, relativo ad una risonanza magnetica lombare cui si era sottoposta anni prima.

Nel referto erano state rilevate due “protrusioni discali in L3-L4 ed L4-L5. Canale vertebrale di ampiezza nei limiti. Nella norma il segnale del cono midollare”. Quindi agli inizi del 2022, le era stata diagnosticata una compressione dei dischi intervertebrali tra le vertebre L3-L4 ed L4-L5, sintomatologia comunissima nei soggetti di età adulta e certamente non in grado di causare limitazioni all’attività lavorativa, tant’è vero che non solo aveva conseguito l’idoneità fisica durante i vari concorsi sostenuti, compreso quello del 2023 per accedere al concorso, ma aveva anche superato brillantemente le prove di efficienza fisica.

L’infermeria presidiaria concludeva quindi con il seguente esito: “proposto alla commissione idoneo”, anche in considerazione che la contrattura muscolare accusata, nulla aveva a che vedere con la protusione lombare senza conseguenze funzionali. Successivamente, l’allievo veniva però convocata dalla Commissione medica di prima istanza presso il Dipartimento militare di medicina legale.

La Commissione non effettuava accertamenti strumentali ma solo una valutazione de visu, rilevandolo perfettamente nella norma.

Ciò nonostante, la Commissione medica faceva proprio il referto medico dei due anni precedenti e lo dichiarava inidoneo: “Assenza di segni radicolari in atto in pz con protrusioni discali in L3-L4, L4-L5, canale vertebrale di ampiezza nei limiti e segnale del cono midollare nella norma”.

La Commissione medica, quindi, anziché rilevare che il referto risaliva a quasi due anni prima e invece di chiedere al ricorrente di effettuare una nuova risonanza magnetica che accertasse l’attuale condizione clinica, sulla base del medesimo accertamento lo dichiarava non idonea al servizio.

Un modus operandi assurdo e certamente illegittimo anche in considerazione del fatto che l’organo medico ha anche applicato una direttiva tecnica totalmente inconferente, dichiarando l’inidoneità “per attribuzione del coefficiente 3 nella caratteristica LI del profilo sanitario, ai sensi del codice 220 della direttiva tecnica per delineare il profilo sanitario dei soggetti giudicati idonei al servizio militare di cui al decreto del Ministero della Difesa del 4 giugno 2014”. Tale direttiva non riguarda il concorso per cui il mio assistito ha partecipato e pur volendola considerare estensibile, comunque, la stessa indica le protrusioni quale causa di inidoneità soltanto “quando sono associate a segni clinici (o elettromiografici) di sofferenza radicolare”, circostanza esclusa dallo stesso organo medico nella motivazione del provvedimento!

L’Alllievo, successivamente effettuava nuova RM da cui emergeva: “lieve non significativa protrusione discale posteriore a livello di L4-L5. Non alterazioni di segnale del collo midollare”; “si conferma che il paziente…presenta minime protrusioni lombari senza implicazioni clinico-funzionali sulla vita sociale, lavorativa e sportiva anche di natura agonistica”.

Inoltre il ricorrente, si sottoponeva ad esame elettromioneurografico dal quale emergeva :“reperti elettrofisiologici studiati nella norma”, con ciò escludendo definitivamente qualsivoglia problematica o limitazione funzionale.Il perito di parte spiegava, nella relazione depositata in giudizio che: “la situazione dell’allievo era nella norma e che è molto frequente che, in età adolescenziale, si riscontrino delle protusioni che non comportano alcuna conseguenza di tipo funzionale.

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19 Dicembre,2023

INIDONEITA' E PROTUSIONI DISCALI - VINTA CAUTELARE
L’odierno ricorso trae origine da una triste vicenda che ha visto coinvolto il ricorrente, allievo/a del[] di appena 21 anni in servizio, che oggi corre il rischio di non poter proseguire la tanto desiderata carriera nelle forze armate.

Nello specifico il ricorrente, dopo aver vinto un primo concorso nel maggio 2021, lavorando proficuamente per due anni nella [] come VFP1, ed un secondo a maggio 2023 ne[] come VFP4, partecipava, vincendolo, al concorso indetto dal [] per il reclutamento di n. [] allievi []

Si tratta di un concorso certamente dispendioso a livello economico, dovendo sostenere i costi per raggiungere la sede delle prove ma, soprattutto, particolarmente arduo da superare, considerato il numero elevatissimo di partecipanti e le numerose fasi di selezione, tra cui la prova scritta preselettiva, gli accertamenti di idoneità attitudinale e, naturalmente, gli accertamenti di idoneità psico-fisica e le prove di efficienza fisica (salto in alto, corsa piana sui mille metri, corsa piana sui cento metri etc.).Inoltre, ai candidati è richiesto di effettuare la visita con un medico specializzato in medicina dello sport e di produrre il relativo certificato di idoneità all’attività sportiva agonistica, come avvenuto per il ricorrente. Ebbene, il ricorrente superava positivamente tutte le prove previste, compresi gli accertamenti di idoneità psico-fisica e le prove di efficienza fisica. Con Determinazione n. []del 2023, il ricorrente veniva quindi dichiarato vincitore e prendeva servizio presso la scuola allievi []

Senonché, nel mese di settembre di quest’anno, a causa di alcune semplicissime contratture muscolari, si recava presso l’infermeria presidiaria. Il medico dell’infermeria insisteva nel richiedere il referto di una risonanza magnetica lombare. L’allievo, essendo sprovvisto di esiti da risonanza magnetica lombare, per non disattendere l’ordine del superiore, presentava una risonanza di quasi due anni prima.

All’infermeria veniva fornito un referto medico del 2022, quindi precedente di quasi due anni, relativo ad una risonanza magnetica lombare cui si era sottoposta anni prima.

Nel referto erano state rilevate due “protrusioni discali in L3-L4 ed L4-L5. Canale vertebrale di ampiezza nei limiti. Nella norma il segnale del cono midollare”. Quindi agli inizi del 2022, le era stata diagnosticata una compressione dei dischi intervertebrali tra le vertebre L3-L4 ed L4-L5, sintomatologia comunissima nei soggetti di età adulta e certamente non in grado di causare limitazioni all’attività lavorativa, tant’è vero che non solo aveva conseguito l’idoneità fisica durante i vari concorsi sostenuti, compreso quello del 2023 per accedere al concorso, ma aveva anche superato brillantemente le prove di efficienza fisica.

L’infermeria presidiaria concludeva quindi con il seguente esito: “proposto alla commissione idoneo”, anche in considerazione che la contrattura muscolare accusata, nulla aveva a che vedere con la protusione lombare senza conseguenze funzionali. Successivamente, l’allievo veniva però convocata dalla Commissione medica di prima istanza presso il Dipartimento militare di medicina legale.

La Commissione non effettuava accertamenti strumentali ma solo una valutazione de visu, rilevandolo perfettamente nella norma.

Ciò nonostante, la Commissione medica faceva proprio il referto medico dei due anni precedenti e lo dichiarava inidoneo: “Assenza di segni radicolari in atto in pz con protrusioni discali in L3-L4, L4-L5, canale vertebrale di ampiezza nei limiti e segnale del cono midollare nella norma”.

La Commissione medica, quindi, anziché rilevare che il referto risaliva a quasi due anni prima e invece di chiedere al ricorrente di effettuare una nuova risonanza magnetica che accertasse l’attuale condizione clinica, sulla base del medesimo accertamento lo dichiarava non idonea al servizio.

Un modus operandi assurdo e certamente illegittimo anche in considerazione del fatto che l’organo medico ha anche applicato una direttiva tecnica totalmente inconferente, dichiarando l’inidoneità “per attribuzione del coefficiente 3 nella caratteristica LI del profilo sanitario, ai sensi del codice 220 della direttiva tecnica per delineare il profilo sanitario dei soggetti giudicati idonei al servizio militare di cui al decreto del Ministero della Difesa del 4 giugno 2014”. Tale direttiva non riguarda il concorso per cui il mio assistito ha partecipato e pur volendola considerare estensibile, comunque, la stessa indica le protrusioni quale causa di inidoneità soltanto “quando sono associate a segni clinici (o elettromiografici) di sofferenza radicolare”, circostanza esclusa dallo stesso organo medico nella motivazione del provvedimento!

L’Alllievo, successivamente effettuava nuova RM da cui emergeva: “lieve non significativa protrusione discale posteriore a livello di L4-L5. Non alterazioni di segnale del collo midollare”; “si conferma che il paziente…presenta minime protrusioni lombari senza implicazioni clinico-funzionali sulla vita sociale, lavorativa e sportiva anche di natura agonistica”.

Inoltre il ricorrente, si sottoponeva ad esame elettromioneurografico dal quale emergeva :“reperti elettrofisiologici studiati nella norma”, con ciò escludendo definitivamente qualsivoglia problematica o limitazione funzionale.Il perito di parte spiegava, nella relazione depositata in giudizio che: “la situazione dell’allievo era nella norma e che è molto frequente che, in età adolescenziale, si riscontrino delle protusioni che non comportano alcuna conseguenza di tipo funzionale.

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Nello specifico il ricorrente, dopo aver vinto un primo concorso nel maggio 2021, lavorando proficuamente per due anni nella [] come VFP1, ed un secondo a maggio 2023 ne[] come VFP4, partecipava, vincendolo, al concorso indetto dal [] per il reclutamento di n. [] allievi []

Si tratta di un concorso certamente dispendioso a livello economico, dovendo sostenere i costi per raggiungere la sede delle prove ma, soprattutto, particolarmente arduo da superare, considerato il numero elevatissimo di partecipanti e le numerose fasi di selezione, tra cui la prova scritta preselettiva, gli accertamenti di idoneità attitudinale e, naturalmente, gli accertamenti di idoneità psico-fisica e le prove di efficienza fisica (salto in alto, corsa piana sui mille metri, corsa piana sui cento metri etc.).Inoltre, ai candidati è richiesto di effettuare la visita con un medico specializzato in medicina dello sport e di produrre il relativo certificato di idoneità all’attività sportiva agonistica, come avvenuto per il ricorrente. Ebbene, il ricorrente superava positivamente tutte le prove previste, compresi gli accertamenti di idoneità psico-fisica e le prove di efficienza fisica. Con Determinazione n. []del  2023, il ricorrente veniva quindi dichiarato vincitore e prendeva servizio presso la scuola allievi []

Senonché, nel mese di settembre di quest’anno, a causa di alcune semplicissime contratture muscolari, si recava presso l’infermeria presidiaria. Il medico dell’infermeria insisteva nel richiedere il referto di una risonanza magnetica lombare. L’allievo, essendo sprovvisto di esiti da risonanza magnetica lombare, per non disattendere l’ordine del superiore, presentava una risonanza di quasi due anni prima.

All’infermeria veniva fornito un referto medico del 2022, quindi precedente di quasi due anni, relativo ad una risonanza magnetica lombare cui si era sottoposta anni prima.

Nel referto erano state rilevate due “protrusioni discali in L3-L4 ed L4-L5. Canale vertebrale di ampiezza nei limiti. Nella norma il segnale del cono midollare”. Quindi agli inizi del 2022, le era stata diagnosticata una compressione dei dischi intervertebrali tra le vertebre L3-L4 ed L4-L5, sintomatologia comunissima nei soggetti di età adulta e certamente non in grado di causare limitazioni all’attività lavorativa, tant’è vero che non solo aveva conseguito l’idoneità fisica durante i vari concorsi sostenuti, compreso quello del 2023 per accedere al concorso, ma aveva anche superato brillantemente le prove di efficienza fisica.

L’infermeria presidiaria concludeva quindi con il seguente esito: “proposto alla commissione idoneo”, anche in considerazione che la contrattura muscolare accusata, nulla aveva a che vedere con la protusione lombare senza conseguenze funzionali. Successivamente, l’allievo veniva però convocata dalla Commissione medica di prima istanza presso il Dipartimento militare di medicina legale.

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Ciò nonostante, la Commissione medica faceva proprio il referto medico dei due anni precedenti e lo dichiarava inidoneo: “Assenza di segni radicolari in atto in pz con protrusioni discali in L3-L4, L4-L5, canale vertebrale di ampiezza nei limiti e segnale del cono midollare nella norma”.

La Commissione medica, quindi, anziché rilevare che il referto risaliva a quasi due anni prima e invece di chiedere al ricorrente di effettuare una nuova risonanza magnetica che accertasse l’attuale condizione clinica, sulla base del medesimo accertamento lo dichiarava non idonea al servizio.

Un modus operandi assurdo e certamente illegittimo anche in considerazione del fatto che l’organo medico ha anche applicato una direttiva tecnica totalmente inconferente, dichiarando l’inidoneità “per attribuzione del coefficiente 3 nella caratteristica LI del profilo sanitario, ai sensi del codice 220 della direttiva tecnica per delineare il profilo sanitario dei soggetti giudicati idonei al servizio militare di cui al decreto del Ministero della Difesa del 4 giugno 2014”. Tale direttiva non riguarda il concorso per cui il mio assistito ha partecipato e pur volendola considerare estensibile, comunque, la stessa indica le protrusioni quale causa di inidoneità soltanto “quando sono associate a segni clinici (o elettromiografici) di sofferenza radicolare”, circostanza esclusa dallo stesso organo medico nella motivazione del provvedimento!

L’Alllievo, successivamente effettuava nuova RM da cui emergeva: “lieve non significativa protrusione discale posteriore a livello di L4-L5. Non alterazioni di segnale del collo midollare”; “si conferma che il paziente…presenta minime protrusioni lombari senza implicazioni clinico-funzionali sulla vita sociale, lavorativa e sportiva anche di natura agonistica”.

Inoltre il ricorrente, si sottoponeva ad esame elettromioneurografico dal quale emergeva :“reperti elettrofisiologici studiati nella norma”, con ciò escludendo definitivamente qualsivoglia problematica o limitazione funzionale.Il perito di parte spiegava, nella relazione depositata in giudizio che: “la situazione dell’allievo era nella norma e che è molto frequente che, in età adolescenziale, si riscontrino delle protusioni che non comportano alcuna conseguenza di tipo funzionale.

Esaminati gli atti del giudizio, il giudice stabiliva il rientro dal servizio autorizzando l’allievo a sottoporsi all’ultima sessione d’esame in attesa della verificazione e del merito.!!!!!

Per consultazioni e pareri legali relative al diritto militare, inviate un messaggio vocale al 3494442639, oppure una e-mail a legale@studioavvocatolieggi.com, riceverete una pronta risposta .

17 Dicembre,2023

Domani lunedì 18 dicembre, alle ore 15.30, nel padiglione 152 della Fiera del Levante di Bari (padiglione istituzionale Regione Puglia) il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano presenterà i risultati dell’attività ispettiva del NIRS – Nucleo ispettivo regionale sanitario, coordinato dall’avv. Antonio La Scala, e le prospettive future.

Nell’occasione, il presidente ringrazierà personalmente gli ispettori per la dedizione e la professionalità profusa.

All’evento sono stati invitati tutti gli ispettori del Nirs, le direzioni strategiche delle aziende sanitarie e chi ha istituzionalmente collaborato con le attività del Nirs.

Michele Emiliano
Fiera Del Levante
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15 Dicembre,2023

Le sanzioni, l'abbassamento delle note caratteristiche, i trasferimenti d'autorità....e i mezzi d'impugnazione ... See MoreSee Less

Le sanzioni, labbassamento delle note caratteristiche, i trasferimenti dautorità....e i mezzi dimpugnazione

15 Dicembre,2023

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30 Novembre,2023

COME AFFRONTARE LEGALMENTE UNA INIDONEITA'
La vicenda si sviluppa a seguito del proscioglimento di un cadetto di una scuola militare. Quest'ultimo, nonostante i proficui risultati ottenuti durante l'addestramento/formazione, veniva prosciolto a seguito di una neoplasia. Difatti durante il periodo di frequentazione della scuola cominciava ad accusare strani sintomi, ragion per cui decideva di sottoporsi a visite mediche specialistiche. Nel breve riceveva responso inequivocabile. I medici consigliavano un intervento chirurgico d'emergenza.
Sottopostosi all'intervento consigliato, il tumore veniva completamente eradicato senza lasciare conseguenza alcuna. Per fortuna, non veniva disposta alcuna chemioterapia e veniva da più medici confermato il buono stato di salute e la possibilità di ritornare ad una vita "normale" al pari del periodo anteriore alla sconcertante scoperta.
Nonostante tutto l'amministrazione decideva di prosciogliere il cadetto ai sensi dell'articolo 582 comma 1 lettera g del DPR 90/10 per inidoneità al servizio a causa della presenza di tumori maligni nonostante l'opposizione dello studio legale che a più riprese dimostrava l'assoluta inesistenza del tumore al momento della visita.
A seguito del Proscioglimento, lo studio promuoveva azione cautelare chiedendo il ripristino immediato dell'attività lavorativa. La sezione prima del Tar Lazio, accoglieva l'istanza cautelare e ordinava la sospensione del provvedimento con la ripresa della frequentazione del Corso in attesa della pronuncia sul merito del giudizio.
Secondo il Tar se non vi è neoplasia non vi è inidoneità.
• Per consultazioni e pareri legali relative al diritto militare, inviate un messaggio vocale al 3494442639, oppure una e-mail a legale@studioavvocatolieggi.com, riceverete una pronta risposta.
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COME AFFRONTARE LEGALMENTE UNA INIDONEITA
La vicenda si sviluppa a seguito del proscioglimento di un cadetto di una scuola militare. Questultimo, nonostante i proficui risultati ottenuti durante laddestramento/formazione, veniva prosciolto a seguito di una neoplasia. Difatti durante il periodo di frequentazione della scuola cominciava ad accusare strani sintomi, ragion per cui decideva di sottoporsi a visite mediche specialistiche. Nel breve riceveva responso inequivocabile. I medici consigliavano un intervento chirurgico demergenza. 
Sottopostosi allintervento consigliato, il tumore veniva completamente eradicato senza lasciare conseguenza alcuna. Per fortuna, non veniva disposta alcuna chemioterapia e veniva da più medici confermato il buono stato di salute e la possibilità di ritornare ad una vita normale al pari del periodo anteriore alla sconcertante scoperta. 
Nonostante tutto lamministrazione decideva di prosciogliere il cadetto ai sensi dellarticolo 582 comma 1 lettera g del DPR 90/10 per inidoneità al servizio a causa della presenza di tumori maligni nonostante lopposizione dello studio legale che a più riprese dimostrava lassoluta inesistenza del tumore al momento della visita.
A seguito del Proscioglimento, lo studio promuoveva azione cautelare chiedendo il ripristino immediato dellattività lavorativa. La sezione prima del Tar Lazio, accoglieva listanza cautelare e ordinava la sospensione del provvedimento con la ripresa della frequentazione del Corso in attesa della pronuncia sul merito del giudizio.
Secondo il Tar se non vi è neoplasia non vi è inidoneità.
• Per consultazioni e pareri legali relative al diritto militare, inviate un messaggio vocale al 3494442639, oppure una e-mail a legale@studioavvocatolieggi.com, riceverete una pronta risposta.

28 Novembre,2023

Il dottor Leonardo Vincenti si avvicina al letto della paziente, 42enne, durante una visita e la vede parlare con la sua figlioletta in videochiamata. “Quello ci ha dato un’ulteriore motivazione per fare qualcosa di importante”. La donna aveva una grande massa tumorale al centro del fegato. Si era rivolta a diversi ospedali, anche fuori regione, ma nessuno la voleva operare. “Era un caso ai limiti dell’impossibile, e senza intervento sarebbe morta”, spiega il chirurgo. Poi è andata all’ospedale De Bellis di Castellana Grotte: otto ore in sala operatoria, e ora è tornata a casa, dove ha potuto riabbracciare la sua figlioletta, finalmente dal vivo.

L’articolo di Gennaro Totorizzo su Repubblica Bari
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17 Novembre,2023

CONSULENZA SUL DIRITTO DEI MILITARI
contatta subito lo studio Lieggi per maggiori informazioni
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17 Novembre,2023

CONSULENZA SUL DIRITTO DEI MILITARI
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CONSULENZA SUL DIRITTO DEI MILITARI
contatta subito lo studio Lieggi per maggiori informazioni

14 Novembre,2023

Ingiusta inidoneita'' che ha come conseguenza un ingiusto proscioglimentoIMPUGNAZIONE D'URGENZA PER MILITARE PROSCIOLTO
La vicenda si sviluppa a seguito del proscioglimento di un cadetto di una scuola militare. Quest'ultimo, nonostante i proficui risultati ottenuti durante l'addestramento/formazione, veniva prosciolto a seguito di una neoplasia. Difatti durante il periodo di frequentazione della scuola cominciava ad accusare strani sintomi, ragion per cui decideva di sottoporsi a visite mediche specialistiche. Nel breve riceveva responso inequivocabile. I medici consigliavano un intervento chirurgico d'emergenza.
Sottopostosi all'intervento consigliato, il tumore veniva completamente eradicato senza lasciare conseguenza alcuna. Per fortuna, non veniva disposta alcuna chemioterapia e veniva da più medici confermato il buono stato di salute e la possibilità di ritornare ad una vita "normale" al pari del periodo anteriore alla sconcertante scoperta.
Nonostante tutto l'amministrazione decideva di prosciogliere il cadetto ai sensi dell'articolo 582 comma 1 lettera g del DPR 90/10 per inidoneità al servizio a causa della presenza di tumori maligni nonostante l'opposizione dello studio legale che a più riprese dimostrava l'assoluta inesistenza del tumore al momento della visita.
A seguito del Proscioglimento, lo studio promuoveva azione cautelare chiedendo il ripristino immediato dell'attività lavorativa. La sezione prima del Tar Lazio, accoglieva l'istanza cautelare e ordinava la sospensione del provvedimento con la ripresa della frequentazione del Corso in attesa della pronuncia sul merito del giudizio.
Secondo il Tar se non vi è neoplasia non vi è inidoneità.
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Ingiusta inidoneita che ha come conseguenza un ingiusto proscioglimento

10 Novembre,2023

IMPUGNAZIONE D'URGENZA PER MILITARE PROSCIOLTO
La vicenda si sviluppa a seguito del proscioglimento di un cadetto di una scuola militare. Quest'ultimo, nonostante i proficui risultati ottenuti durante l'addestramento/formazione, veniva prosciolto a seguito di una neoplasia. Difatti durante il periodo di frequentazione della scuola cominciava ad accusare strani sintomi, ragion per cui decideva di sottoporsi a visite mediche specialistiche. Nel breve riceveva responso inequivocabile. I medici consigliavano un intervento chirurgico d'emergenza.
Sottopostosi all'intervento consigliato, il tumore veniva completamente eradicato senza lasciare conseguenza alcuna. Per fortuna, non veniva disposta alcuna chemioterapia e veniva da più medici confermato il buono stato di salute e la possibilità di ritornare ad una vita "normale" al pari del periodo anteriore alla sconcertante scoperta.
Nonostante tutto l'amministrazione decideva di prosciogliere il cadetto ai sensi dell'articolo 582 comma 1 lettera g del DPR 90/10 per inidoneità al servizio a causa della presenza di tumori maligni nonostante l'opposizione dello studio legale che a più riprese dimostrava l'assoluta inesistenza del tumore al momento della visita.
A seguito del Proscioglimento, lo studio promuoveva azione cautelare chiedendo il ripristino immediato dell'attività lavorativa. La sezione prima del Tar Lazio, accoglieva l'istanza cautelare e ordinava la sospensione del provvedimento con la ripresa della frequentazione del Corso in attesa della pronuncia sul merito del giudizio.
Secondo il Tar se non vi è neoplasia non vi è inidoneità.
• Per consultazioni e pareri legali relative al diritto militare, inviate un messaggio vocale al 3494442639, oppure una e-mail a legale@studioavvocatolieggi.com, riceverete una pronta risposta.
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IMPUGNAZIONE DURGENZA PER MILITARE PROSCIOLTO
La vicenda si sviluppa a seguito del proscioglimento di un cadetto di una scuola militare. Questultimo, nonostante i proficui risultati ottenuti durante laddestramento/formazione, veniva prosciolto a seguito di una neoplasia. Difatti durante il periodo di frequentazione della scuola cominciava ad accusare strani sintomi, ragion per cui decideva di sottoporsi a visite mediche specialistiche. Nel breve riceveva responso inequivocabile. I medici consigliavano un intervento chirurgico demergenza. 
Sottopostosi allintervento consigliato, il tumore veniva completamente eradicato senza lasciare conseguenza alcuna. Per fortuna, non veniva disposta alcuna chemioterapia e veniva da più medici confermato il buono stato di salute e la possibilità di ritornare ad una vita normale al pari del periodo anteriore alla sconcertante scoperta. 
Nonostante tutto lamministrazione decideva di prosciogliere il cadetto ai sensi dellarticolo 582 comma 1 lettera g del DPR 90/10 per inidoneità al servizio a causa della presenza di tumori maligni nonostante lopposizione dello studio legale che a più riprese dimostrava lassoluta inesistenza del tumore al momento della visita.
A seguito del Proscioglimento, lo studio promuoveva azione cautelare chiedendo il ripristino immediato dellattività lavorativa. La sezione prima del Tar Lazio, accoglieva listanza cautelare e ordinava la sospensione del provvedimento con la ripresa della frequentazione del Corso in attesa della pronuncia sul merito del giudizio.
Secondo il Tar se non vi è neoplasia non vi è inidoneità.
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Avanti tutta...

Il soldato nel momento dell'arruolamento era sano e' questo che conta del poi non vi e' certezza per nessuno ne per I primi e ne per gli ultimi

Avvocato del diavolo

10 Novembre,2023

IL PROSCIOGLIMENTO DEVE ESSERE IMPUGNATO IN TEMPI BREVI
La vicenda si sviluppa a seguito del proscioglimento di un cadetto di una scuola militare. Quest'ultimo, nonostante i proficui risultati ottenuti durante l'addestramento/formazione, veniva prosciolto a seguito di una neoplasia. Difatti durante il periodo di frequentazione della scuola cominciava ad accusare strani sintomi, ragion per cui decideva di sottoporsi a visite mediche specialistiche. Nel breve riceveva responso inequivocabile. I medici consigliavano un intervento chirurgico d'emergenza.
Sottopostosi all'intervento consigliato, il tumore veniva completamente eradicato senza lasciare conseguenza alcuna. Per fortuna, non veniva disposta alcuna chemioterapia e veniva da più medici confermato il buono stato di salute e la possibilità di ritornare ad una vita "normale" al pari del periodo anteriore alla sconcertante scoperta.
Nonostante tutto l'amministrazione decideva di prosciogliere il cadetto ai sensi dell'articolo 582 comma 1 lettera g del DPR 90/10 per inidoneità al servizio a causa della presenza di tumori maligni nonostante l'opposizione dello studio legale che a più riprese dimostrava l'assoluta inesistenza del tumore al momento della visita.
A seguito del Proscioglimento, lo studio promuoveva azione cautelare chiedendo il ripristino immediato dell'attività lavorativa. La sezione prima del Tar Lazio, accoglieva l'istanza cautelare e ordinava la sospensione del provvedimento con la ripresa della frequentazione del Corso in attesa della pronuncia sul merito del giudizio.
Secondo il Tar se non vi è neoplasia non vi è inidoneità.
• Per consultazioni e pareri legali relative al diritto militare, inviate un messaggio vocale al 3494442639, oppure una e-mail a legale@studioavvocatolieggi.com, riceverete una pronta risposta.
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IL PROSCIOGLIMENTO DEVE ESSERE IMPUGNATO IN TEMPI BREVI
La vicenda si sviluppa a seguito del proscioglimento di un cadetto di una scuola militare. Questultimo, nonostante i proficui risultati ottenuti durante laddestramento/formazione, veniva prosciolto a seguito di una neoplasia. Difatti durante il periodo di frequentazione della scuola cominciava ad accusare strani sintomi, ragion per cui decideva di sottoporsi a visite mediche specialistiche. Nel breve riceveva responso inequivocabile. I medici consigliavano un intervento chirurgico demergenza. 
Sottopostosi allintervento consigliato, il tumore veniva completamente eradicato senza lasciare conseguenza alcuna. Per fortuna, non veniva disposta alcuna chemioterapia e veniva da più medici confermato il buono stato di salute e la possibilità di ritornare ad una vita normale al pari del periodo anteriore alla sconcertante scoperta. 
Nonostante tutto lamministrazione decideva di prosciogliere il cadetto ai sensi dellarticolo 582 comma 1 lettera g del DPR 90/10 per inidoneità al servizio a causa della presenza di tumori maligni nonostante lopposizione dello studio legale che a più riprese dimostrava lassoluta inesistenza del tumore al momento della visita.
A seguito del Proscioglimento, lo studio promuoveva azione cautelare chiedendo il ripristino immediato dellattività lavorativa. La sezione prima del Tar Lazio, accoglieva listanza cautelare e ordinava la sospensione del provvedimento con la ripresa della frequentazione del Corso in attesa della pronuncia sul merito del giudizio.
Secondo il Tar se non vi è neoplasia non vi è inidoneità.
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30 Ottobre,2023

🇪🇺 È contraria al diritto comunitario la normativa interna che prevede che il dipendente part-time sia obbligato a svolgere un numero di ore di lavoro extra pari a quello richiesto ai lavoratori a tempo pieno per ottenere una maggiorazione retributiva.

A stabilirlo è la Corte di Giustizia dell’Unione europea con la sentenza relativa alla causa C-660/20 dello scorso 19 ottobre, rilevando che se i lavoratori a tempo parziale esercitano le stesse mansioni o occupano lo stesso posto di quelli full-time, le due categorie sono comparabili.

L’esistenza di soglie identiche per avere una remunerazione supplementare costituisce per i dipendenti part-time la necessità di effettuare un numero di ore di servizio più lungo rispetto ai colleghi comparabili a tempo pieno.

🧑‍⚖️ Ciò dà quindi luogo ad un trattamento sfavorevole per chi è a tempo parziale, richiedendo maggiori difficoltà per soddisfare la condizione: elemento contrario al diritto comunitario.

📄 La sentenza completa 👉 bit.ly/sentenza-c-660-20-corte-giustizia-ue

🌐 La giurisprudenza delle Alte Corti sul sito di AGI 👇
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24 Ottobre,2023

IL PROSCIOGLIMENTO VA IMPUGNATO TEMPESTIVAMENTE
La vicenda si sviluppa a seguito del proscioglimento di un cadetto di una scuola militare. Quest'ultimo, nonostante i proficui risultati ottenuti durante l'addestramento/formazione, veniva prosciolto a seguito di una neoplasia. Difatti durante il periodo di frequentazione della scuola cominciava ad accusare strani sintomi, ragion per cui decideva di sottoporsi a visite mediche specialistiche. Nel breve riceveva responso inequivocabile. I medici consigliavano un intervento chirurgico d'emergenza.
Sottopostosi all'intervento consigliato, il tumore veniva completamente eradicato senza lasciare conseguenza alcuna. Per fortuna, non veniva disposta alcuna chemioterapia e veniva da più medici confermato il buono stato di salute e la possibilità di ritornare ad una vita "normale" al pari del periodo anteriore alla sconcertante scoperta.
Nonostante tutto l'amministrazione decideva di prosciogliere il cadetto ai sensi dell'articolo 582 comma 1 lettera g del DPR 90/10 per inidoneità al servizio a causa della presenza di tumori maligni nonostante l'opposizione dello studio legale che a più riprese dimostrava l'assoluta inesistenza del tumore al momento della visita.
A seguito del Proscioglimento, lo studio promuoveva azione cautelare chiedendo il ripristino immediato dell'attività lavorativa. La sezione prima del Tar Lazio, accoglieva l'istanza cautelare e ordinava la sospensione del provvedimento con la ripresa della frequentazione del Corso in attesa della pronuncia sul merito del giudizio.
Secondo il Tar se non vi è neoplasia non vi è inidoneità.
• Per consultazioni e pareri legali relative al diritto militare, inviate un messaggio vocale al 3494442639, oppure una e-mail a legale@studioavvocatolieggi.com, riceverete una pronta risposta.
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IL PROSCIOGLIMENTO VA IMPUGNATO TEMPESTIVAMENTE
La vicenda si sviluppa a seguito del proscioglimento di un cadetto di una scuola militare. Questultimo, nonostante i proficui risultati ottenuti durante laddestramento/formazione, veniva prosciolto a seguito di una neoplasia. Difatti durante il periodo di frequentazione della scuola cominciava ad accusare strani sintomi, ragion per cui decideva di sottoporsi a visite mediche specialistiche. Nel breve riceveva responso inequivocabile. I medici consigliavano un intervento chirurgico demergenza. 
Sottopostosi allintervento consigliato, il tumore veniva completamente eradicato senza lasciare conseguenza alcuna. Per fortuna, non veniva disposta alcuna chemioterapia e veniva da più medici confermato il buono stato di salute e la possibilità di ritornare ad una vita normale al pari del periodo anteriore alla sconcertante scoperta. 
Nonostante tutto lamministrazione decideva di prosciogliere il cadetto ai sensi dellarticolo 582 comma 1 lettera g del DPR 90/10 per inidoneità al servizio a causa della presenza di tumori maligni nonostante lopposizione dello studio legale che a più riprese dimostrava lassoluta inesistenza del tumore al momento della visita.
A seguito del Proscioglimento, lo studio promuoveva azione cautelare chiedendo il ripristino immediato dellattività lavorativa. La sezione prima del Tar Lazio, accoglieva listanza cautelare e ordinava la sospensione del provvedimento con la ripresa della frequentazione del Corso in attesa della pronuncia sul merito del giudizio.
Secondo il Tar se non vi è neoplasia non vi è inidoneità.
• Per consultazioni e pareri legali relative al diritto militare, inviate un messaggio vocale al 3494442639, oppure una e-mail a legale@studioavvocatolieggi.com, riceverete una pronta risposta.

24 Ottobre,2023

il TAR accoglie il Ricorso ... See MoreSee Less

il TAR accoglie il Ricorso

12 Ottobre,2023

⚖️ Va disapplicato il contratto collettivo quando il salario netto è di poco superiore alla soglia di povertà, anche se sottoscritto dalle sigle sindacali più rappresentative. Lo stabilisce la Corte di Cassazione con la sentenza n. 28320/2023.

I giudici tornano ad esprimersi su salario equo ed efficiente e richiamano il principio stabilito dall’art. 36 della Costituzione, che “ha accolto infatti una nozione di remunerazione della prestazione di lavoro non come prezzo di mercato, ma come retribuzione sufficiente ossia adeguata ad assicurare un tenore di vita dignitoso, non interamente rimessa all'autodeterminazione delle parti individuali né dei soggetti collettivi”.

🧑‍⚖️ Diventa così definitiva la decisione di merito per cui un salario netto inferiore ai mille euro al mese per un guardiano notturne non garantisce al lavoratore un diritto ad una “esistenza libera”, soprattutto se si considera che i turni di notte impediscono lo svolgimento di un’altra attività.

📄 La sentenza completa 👉 bit.ly/sentenza-corte-cassazione-28320-2023

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11 Ottobre,2023

Vi siete mai chiesti il significato del Cristo Velato? Quest’incredibile scultura, una delle più famose al mondo, ha una storia ancora più incredibile dietro.

Guardate il velo che lo ricopre. Dà i brividi vero? È così morbido e realistico che non sembra possibile che sia fatto di marmo. Sembra addirittura che il lenzuolo si muova, come sospinto da un lieve soffio di vento. O da un respiro. Per secoli si credette che la sua incredibile trasparenza fosse opera dei poteri di Raimondo De Sangro, il quale avrebbe adagiato sulla statua un vero e proprio velo che si sarebbe marmorizzato attraverso un processo alchemico.

Adesso osservate il corpo di Cristo. È disteso su un materasso marmoreo, le ginocchia contratte, scavate dalla fatica e dal dolore, la testa sollevata sui cuscini, gli occhi socchiusi. Se guardate con attenzione, vedrete delle lacrime che tremolano sulle sue palpebre. Io ogni volta che la osservo provo un senso di commozione. E ho visto persone piangere e inginocchiarsi davanti a questa statua. Perché in questa scultura c’è tutta la sofferenza dell’uomo umiliato, percosso e trafitto.

Se però lo osservate con più attenzione, noterete un dettaglio che a molti sfugge. Sulla tempia di Cristo vedrete una vena che sembra ancora pulsare. E guardate i suoi arti. Sembrano ancora contratti, come se potessero muoversi da un momento all’altro. Perché? Perché quest’incredibile scultura non raffigura, come molti credono, un uomo morente, che ha appena esalato il suo ultimo respiro, ma un uomo che è sul punto di risvegliarsi e di emetterne uno nuovo: quello della rinascita dopo la morte!

Il Cristo Velato racchiude un messaggio di speranza e di riscatto, è il simbolo della rinascita alla quale l’anima, dopo aver attraversato la sofferenza (simboleggiata dalla Croce), può aspirare. Ed ecco anche perché il Cristo è velato. Il velo nasconde i misteri dell’esistenza agli occhi dei viventi. Cos'è la morte, sembra dirvi lo scultore, se non un leggerissimo velo, quasi impalpabile, che non attende altro che essere svelato?
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07 Ottobre,2023

⚖️ Il rapporto di lavoro subordinato può essere risolto per dimissioni solo se siano state eseguite le modalità telematiche previste, pena l’inefficacia. Lo afferma la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 27311/2023.

Ciò a seguito dell’introduzione del dlgs. 151/2015 (Jobs Act) per cui le dimissioni devono intervenire in via esclusiva con modalità telematiche, attraverso i moduli messi a disposizione del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

📄 L'ordinanza completa 👉 bit.ly/ordinanza-corte-cassazione-27311-2023

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26 Settembre,2023

IL TAR DA RAGIONE AL MILITARE -
MILITARE RIFORMATO INGIUSTAMENTE -
IMPUGNAZIONE (con azione cautelare ) ENTRO 10 GIORNI
La vicenda si sviluppa a seguito del proscioglimento di un cadetto di una scuola militare. Quest'ultimo, nonostante i proficui risultati ottenuti durante l'addestramento/formazione, veniva prosciolto a seguito di una neoplasia. Difatti durante il periodo di frequentazione della scuola cominciava ad accusare strani sintomi, ragion per cui decideva di sottoporsi a visite mediche specialistiche. Nel breve riceveva responso inequivocabile. I medici consigliavano un intervento chirurgico d'emergenza.

Sottopostosi all'intervento consigliato, il tumore veniva completamente eradicato senza lasciare conseguenza alcuna. Per fortuna, non veniva disposta alcuna chemioterapia e veniva da più medici confermato il buono stato di salute e la possibilità di ritornare ad una vita "normale" al pari del periodo anteriore alla sconcertante scoperta.

Nonostante tutto l'amministrazione decideva di prosciogliere il cadetto ai sensi dell'articolo 582 comma 1 lettera g del DPR 90/10 per inidoneità al servizio a causa della presenza di tumori maligni nonostante l'opposizione dello studio legale che a più riprese dimostrava l'assoluta inesistenza del tumore al momento della visita.

A seguito del Proscioglimento, lo studio promuoveva azione cautelare chiedendo il ripristino immediato dell'attività lavorativa. La sezione prima del Tar Lazio, accoglieva l'istanza cautelare e ordinava la sospensione del provvedimento con la ripresa della frequentazione del Corso in attesa della pronuncia sul merito del giudizio.

Secondo il Tar se non vi è neoplasia non vi è inidoneità.

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IL TAR DA RAGIONE AL MILITARE - 
MILITARE RIFORMATO INGIUSTAMENTE - 
IMPUGNAZIONE (con azione cautelare ) ENTRO 10 GIORNI
La vicenda si sviluppa a seguito del proscioglimento di un cadetto di una scuola militare. Questultimo, nonostante i proficui risultati ottenuti durante laddestramento/formazione, veniva prosciolto a seguito di una neoplasia. Difatti durante il periodo di frequentazione della scuola cominciava ad accusare strani sintomi, ragion per cui decideva di sottoporsi a visite mediche specialistiche. Nel breve riceveva responso inequivocabile. I medici consigliavano un intervento chirurgico demergenza. 

Sottopostosi allintervento consigliato, il tumore veniva completamente eradicato senza lasciare conseguenza alcuna. Per fortuna, non veniva disposta alcuna chemioterapia e veniva da più medici confermato il buono stato di salute e la possibilità di ritornare ad una vita normale al pari del periodo anteriore alla sconcertante scoperta. 

Nonostante tutto lamministrazione decideva di prosciogliere il cadetto ai sensi dellarticolo 582 comma 1 lettera g del DPR 90/10 per inidoneità al servizio a causa della presenza di tumori maligni nonostante lopposizione dello studio legale che a più riprese dimostrava lassoluta inesistenza del tumore al momento della visita.

A seguito del Proscioglimento, lo studio promuoveva azione cautelare chiedendo il ripristino immediato dellattività lavorativa. La sezione prima del Tar Lazio, accoglieva listanza cautelare e ordinava la sospensione del provvedimento con la ripresa della frequentazione del Corso in attesa della pronuncia sul merito del giudizio.

Secondo il Tar se non vi è neoplasia non vi è inidoneità.

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25 Settembre,2023

Guido Barbujani a Quante Storie ... See MoreSee Less

20 Settembre,2023

⚖️ Il trasferimento del lavoratore nella sede più vicina al familiare con handicap convivente è legittimo se l’azienda non prova una lesione consistente delle esigenze economiche, organizzative e produttive. Lo prevede l’ordinanza n. 26343/2023 della Corte di Cassazione.

Secondo i giudici, anche il lavoratore che non è in graduatoria ha diritto al trasferimento nella sede più vicina al familiare a cui presta assistenza, in quanto titolare dei benefici della legge 104, nell’ambito del pubblico impiego.

❗ Il diritto al trasferimento deve comunque essere bilanciato con le esigenze aziendali. A tal proposito, il datore di lavoro deve dimostrare chiaramente che detto trasferimento potrebbe avere effetti negativi sull’organizzazione e sulla produzione aziendale per opporsi.

📄 Leggi l'ordinanza completa 👉 bit.ly/ordinanza-corte-cassazione-26343-2023

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16 Settembre,2023

🔍 L’avvocata giuslavorista Aurora Notarianni approfondisce, per la sezione NT+Lavoro del Sole 24 Ore, il tema della disciplina dei contratti di lavoro a tempo determinato, alla luce del provvedimento della Corte europea dei Diritti dell’Uomo dello scorso 25 aprile 2023.

Il pronunciamento fa riferimento al risarcimento del danno per la nullità del termine e l’abuso nella reiterazione dei contratti successivi, riaprendo la discussione sulla indennità risarcitoria onnicomprensiva, prevista dall’art. 32 della legge 183/2010.

💶 Come conseguenza della retroattività della norma, lavoratrici e lavoratori a tempo determinato si sono visti ridurre il risarcimento del danno che era stato riconosciuto dal giudice e commisurato alle retribuzioni e contribuzione maturata negli intervalli di tempo non lavorati tra un contratto e l'altro.

I ricorrenti e le ricorrenti hanno così denunciato la violazione della convenzione europea dei diritti dell'uomo perché l'applicazione retroattiva della norma costituisce un’ingerenza del legislatore nel godimento dei crediti di cui erano entrati in possesso, con una legittima aspettativa di mantenerli permanentemente.

La Corte europea sarà così chiamata ad esprimersi se lo Stato italiano non troverà un accordo sulla misura del risarcimento materiale e delle spese già quantificate.

📄 Il provvedimento completo 👉 bit.ly/corte-europea-diritti-uomo-domanda-76462-12

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04 Settembre,2023

❗️ Una clausola sociale all’interno di un bando di gara che richiede l’assorbimento dei dipendenti dell’impresa uscente da parte di quella che subentra, genera un vincolo tendenziale: il nuovo gestore non deve quindi impegnarsi ad assumere tutti i lavoratori già impiegati nell’appalto.

⚖️ È quanto affermato dal TAR Lazio, con la sentenza n. 13442/2023 dello scorso 25 agosto, che richiama l’orientamento della giurisprudenza per cui, in sede di gara pubblica, una clausola sociale non comporta per l’impresa subentrante “un obbligo assoluto (...) di assumere a tempo indeterminato e in forma automatica e generalizzata” tutto il personale già utilizzato.

📄 Leggi la sentenza 👉 bit.ly/sentenza-tar-lazio-13442-2023

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01 Settembre,2023

🧑‍⚖️ Con l’ordinanza n. 25477/2023, la Corte di Cassazione afferma che il tempo per il passaggio di consegne nel cambio turno degli infermieri va remunerato, dal momento che rientra nel tempo lavorativo.

🏥 I giudici sottolineano che il cambio di consegne nel passaggio di turno “è riferibile ai tempi di una diligente effettiva prestazione di lavoro”. Per tale motivo “va considerato, di per se stesso, meritevole di ricompensa economica, quale espressione della regola deontologica, avente dignità giuridica, della continuità assistenziale".

Viene dunque ribadito che questo momento lavorativo è strettamente “connesso alle peculiarità del servizio sanitario”, volto ad assicurare la continuità terapeutica del paziente che viene preso in carico.

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