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07 Giugno,2026
Tutti i gruppi@comINIDONEITA' E PROTUSIONI DISCALI - VINTA CAUTELARE
L’odierno ricorso trae origine da una triste vicenda che ha visto coinvolto il ricorrente, allievo/a del[] di appena 21 anni in servizio, che oggi corre il rischio di non poter proseguire la tanto desiderata carriera nelle forze armate.
Nello specifico il ricorrente, dopo aver vinto un primo concorso nel maggio 2021, lavorando proficuamente per due anni nella [] come VFP1, ed un secondo a maggio 2023 ne[] come VFP4, partecipava, vincendolo, al concorso indetto dal [] per il reclutamento di n. [] allievi []
Si tratta di un concorso certamente dispendioso a livello economico, dovendo sostenere i costi per raggiungere la sede delle prove ma, soprattutto, particolarmente arduo da superare, considerato il numero elevatissimo di partecipanti e le numerose fasi di selezione, tra cui la prova scritta preselettiva, gli accertamenti di idoneità attitudinale e, naturalmente, gli accertamenti di idoneità psico-fisica e le prove di efficienza fisica (salto in alto, corsa piana sui mille metri, corsa piana sui cento metri etc.).Inoltre, ai candidati è richiesto di effettuare la visita con un medico specializzato in medicina dello sport e di produrre il relativo certificato di idoneità all’attività sportiva agonistica, come avvenuto per il ricorrente. Ebbene, il ricorrente superava positivamente tutte le prove previste, compresi gli accertamenti di idoneità psico-fisica e le prove di efficienza fisica. Con Determinazione n. []del 2023, il ricorrente veniva quindi dichiarato vincitore e prendeva servizio presso la scuola allievi []
Senonché, nel mese di settembre di quest’anno, a causa di alcune semplicissime contratture muscolari, si recava presso l’infermeria presidiaria. Il medico dell’infermeria insisteva nel richiedere il referto di una risonanza magnetica lombare. L’allievo, essendo sprovvisto di esiti da risonanza magnetica lombare, per non disattendere l’ordine del superiore, presentava una risonanza di quasi due anni prima.
All’infermeria veniva fornito un referto medico del 2022, quindi precedente di quasi due anni, relativo ad una risonanza magnetica lombare cui si era sottoposta anni prima.
Nel referto erano state rilevate due “protrusioni discali in L3-L4 ed L4-L5. Canale vertebrale di ampiezza nei limiti. Nella norma il segnale del cono midollare”. Quindi agli inizi del 2022, le era stata diagnosticata una compressione dei dischi intervertebrali tra le vertebre L3-L4 ed L4-L5, sintomatologia comunissima nei soggetti di età adulta e certamente non in grado di causare limitazioni all’attività lavorativa, tant’è vero che non solo aveva conseguito l’idoneità fisica durante i vari concorsi sostenuti, compreso quello del 2023 per accedere al concorso, ma aveva anche superato brillantemente le prove di efficienza fisica.
L’infermeria presidiaria concludeva quindi con il seguente esito: “proposto alla commissione idoneo”, anche in considerazione che la contrattura muscolare accusata, nulla aveva a che vedere con la protusione lombare senza conseguenze funzionali. Successivamente, l’allievo veniva però convocata dalla Commissione medica di prima istanza presso il Dipartimento militare di medicina legale.
La Commissione non effettuava accertamenti strumentali ma solo una valutazione de visu, rilevandolo perfettamente nella norma.
Ciò nonostante, la Commissione medica faceva proprio il referto medico dei due anni precedenti e lo dichiarava inidoneo: “Assenza di segni radicolari in atto in pz con protrusioni discali in L3-L4, L4-L5, canale vertebrale di ampiezza nei limiti e segnale del cono midollare nella norma”.
La Commissione medica, quindi, anziché rilevare che il referto risaliva a quasi due anni prima e invece di chiedere al ricorrente di effettuare una nuova risonanza magnetica che accertasse l’attuale condizione clinica, sulla base del medesimo accertamento lo dichiarava non idonea al servizio.
Un modus operandi assurdo e certamente illegittimo anche in considerazione del fatto che l’organo medico ha anche applicato una direttiva tecnica totalmente inconferente, dichiarando l’inidoneità “per attribuzione del coefficiente 3 nella caratteristica LI del profilo sanitario, ai sensi del codice 220 della direttiva tecnica per delineare il profilo sanitario dei soggetti giudicati idonei al servizio militare di cui al decreto del Ministero della Difesa del 4 giugno 2014”. Tale direttiva non riguarda il concorso per cui il mio assistito ha partecipato e pur volendola considerare estensibile, comunque, la stessa indica le protrusioni quale causa di inidoneità soltanto “quando sono associate a segni clinici (o elettromiografici) di sofferenza radicolare”, circostanza esclusa dallo stesso organo medico nella motivazione del provvedimento!
L’Alllievo, successivamente effettuava nuova RM da cui emergeva: “lieve non significativa protrusione discale posteriore a livello di L4-L5. Non alterazioni di segnale del collo midollare”; “si conferma che il paziente…presenta minime protrusioni lombari senza implicazioni clinico-funzionali sulla vita sociale, lavorativa e sportiva anche di natura agonistica”.
Inoltre il ricorrente, si sottoponeva ad esame elettromioneurografico dal quale emergeva :“reperti elettrofisiologici studiati nella norma”, con ciò escludendo definitivamente qualsivoglia problematica o limitazione funzionale.Il perito di parte spiegava, nella relazione depositata in giudizio che: “la situazione dell’allievo era nella norma e che è molto frequente che, in età adolescenziale, si riscontrino delle protusioni che non comportano alcuna conseguenza di tipo funzionale.
Esaminati gli atti del giudizio, il giudice stabiliva il rientro dal servizio autorizzando l’allievo a sottoporsi all’ultima sessione d’esame in attesa della verificazione e del merito.!!!!!
Per consultazioni e pareri legali relative al diritto militare, inviate un messaggio vocale al 3494442639, oppure una e-mail a legale@studioavvocatolieggi.com, riceverete una pronta risposta . ... See MoreSee Less
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23 Maggio,2026
QUANDO SI È PREDA DI UN GIUDIZIO SCELLERATO E DA UN ACCANIMENTO INGIUSTO ... See MoreSee Less
22 Maggio,2026
Tutti@itINIDONEITA' E PROTUSIONI DISCALI - VINTA CAUTELARE
L’odierno ricorso trae origine da una triste vicenda che ha visto coinvolto il ricorrente, allievo/a del[] di appena 21 anni in servizio, che oggi corre il rischio di non poter proseguire la tanto desiderata carriera nelle forze armate.
Nello specifico il ricorrente, dopo aver vinto un primo concorso nel maggio 2021, lavorando proficuamente per due anni nella [] come VFP1, ed un secondo a maggio 2023 ne[] come VFP4, partecipava, vincendolo, al concorso indetto dal [] per il reclutamento di n. [] allievi []
Si tratta di un concorso certamente dispendioso a livello economico, dovendo sostenere i costi per raggiungere la sede delle prove ma, soprattutto, particolarmente arduo da superare, considerato il numero elevatissimo di partecipanti e le numerose fasi di selezione, tra cui la prova scritta preselettiva, gli accertamenti di idoneità attitudinale e, naturalmente, gli accertamenti di idoneità psico-fisica e le prove di efficienza fisica (salto in alto, corsa piana sui mille metri, corsa piana sui cento metri etc.).Inoltre, ai candidati è richiesto di effettuare la visita con un medico specializzato in medicina dello sport e di produrre il relativo certificato di idoneità all’attività sportiva agonistica, come avvenuto per il ricorrente. Ebbene, il ricorrente superava positivamente tutte le prove previste, compresi gli accertamenti di idoneità psico-fisica e le prove di efficienza fisica. Con Determinazione n. []del 2023, il ricorrente veniva quindi dichiarato vincitore e prendeva servizio presso la scuola allievi []
Senonché, nel mese di settembre di quest’anno, a causa di alcune semplicissime contratture muscolari, si recava presso l’infermeria presidiaria. Il medico dell’infermeria insisteva nel richiedere il referto di una risonanza magnetica lombare. L’allievo, essendo sprovvisto di esiti da risonanza magnetica lombare, per non disattendere l’ordine del superiore, presentava una risonanza di quasi due anni prima.
All’infermeria veniva fornito un referto medico del 2022, quindi precedente di quasi due anni, relativo ad una risonanza magnetica lombare cui si era sottoposta anni prima.
Nel referto erano state rilevate due “protrusioni discali in L3-L4 ed L4-L5. Canale vertebrale di ampiezza nei limiti. Nella norma il segnale del cono midollare”. Quindi agli inizi del 2022, le era stata diagnosticata una compressione dei dischi intervertebrali tra le vertebre L3-L4 ed L4-L5, sintomatologia comunissima nei soggetti di età adulta e certamente non in grado di causare limitazioni all’attività lavorativa, tant’è vero che non solo aveva conseguito l’idoneità fisica durante i vari concorsi sostenuti, compreso quello del 2023 per accedere al concorso, ma aveva anche superato brillantemente le prove di efficienza fisica.
L’infermeria presidiaria concludeva quindi con il seguente esito: “proposto alla commissione idoneo”, anche in considerazione che la contrattura muscolare accusata, nulla aveva a che vedere con la protusione lombare senza conseguenze funzionali. Successivamente, l’allievo veniva però convocata dalla Commissione medica di prima istanza presso il Dipartimento militare di medicina legale.
La Commissione non effettuava accertamenti strumentali ma solo una valutazione de visu, rilevandolo perfettamente nella norma.
Ciò nonostante, la Commissione medica faceva proprio il referto medico dei due anni precedenti e lo dichiarava inidoneo: “Assenza di segni radicolari in atto in pz con protrusioni discali in L3-L4, L4-L5, canale vertebrale di ampiezza nei limiti e segnale del cono midollare nella norma”.
La Commissione medica, quindi, anziché rilevare che il referto risaliva a quasi due anni prima e invece di chiedere al ricorrente di effettuare una nuova risonanza magnetica che accertasse l’attuale condizione clinica, sulla base del medesimo accertamento lo dichiarava non idonea al servizio.
Un modus operandi assurdo e certamente illegittimo anche in considerazione del fatto che l’organo medico ha anche applicato una direttiva tecnica totalmente inconferente, dichiarando l’inidoneità “per attribuzione del coefficiente 3 nella caratteristica LI del profilo sanitario, ai sensi del codice 220 della direttiva tecnica per delineare il profilo sanitario dei soggetti giudicati idonei al servizio militare di cui al decreto del Ministero della Difesa del 4 giugno 2014”. Tale direttiva non riguarda il concorso per cui il mio assistito ha partecipato e pur volendola considerare estensibile, comunque, la stessa indica le protrusioni quale causa di inidoneità soltanto “quando sono associate a segni clinici (o elettromiografici) di sofferenza radicolare”, circostanza esclusa dallo stesso organo medico nella motivazione del provvedimento!
L’Alllievo, successivamente effettuava nuova RM da cui emergeva: “lieve non significativa protrusione discale posteriore a livello di L4-L5. Non alterazioni di segnale del collo midollare”; “si conferma che il paziente…presenta minime protrusioni lombari senza implicazioni clinico-funzionali sulla vita sociale, lavorativa e sportiva anche di natura agonistica”.
Inoltre il ricorrente, si sottoponeva ad esame elettromioneurografico dal quale emergeva :“reperti elettrofisiologici studiati nella norma”, con ciò escludendo definitivamente qualsivoglia problematica o limitazione funzionale.Il perito di parte spiegava, nella relazione depositata in giudizio che: “la situazione dell’allievo era nella norma e che è molto frequente che, in età adolescenziale, si riscontrino delle protusioni che non comportano alcuna conseguenza di tipo funzionale.
Esaminati gli atti del giudizio, il giudice stabiliva il rientro dal servizio autorizzando l’allievo a sottoporsi all’ultima sessione d’esame in attesa della verificazione e del merito.!!!!!
Per consultazioni e pareri legali relative al diritto militare, inviate un messaggio vocale al 3494442639, oppure una e-mail a legale@studioavvocatolieggi.com, riceverete una pronta risposta . ... See MoreSee Less
22 Maggio,2026
Tutti@it ... See MoreSee Less

Le molestie sessuali in divisa: :: studioavvocatolieggi
studioavvocatolieggi.webnode.it
Come in qualsiasi ambito lavorativo, anche il lavoro espletato con una divisa può essere occasione di molestie di tipo sessuale. L'ordine gerarchico e la soggezione legata ai differenti gradi possono...22 Maggio,2026
Tutti@itCOME AFFRONTARE LEGALMENTE UNA INIDONEITA'
La vicenda si sviluppa a seguito del proscioglimento di un cadetto di una scuola militare. Quest'ultimo, nonostante i proficui risultati ottenuti durante l'addestramento/formazione, veniva prosciolto a seguito di una neoplasia. Difatti durante il periodo di frequentazione della scuola cominciava ad accusare strani sintomi, ragion per cui decideva di sottoporsi a visite mediche specialistiche. Nel breve riceveva responso inequivocabile. I medici consigliavano un intervento chirurgico d'emergenza.
Sottopostosi all'intervento consigliato, il tumore veniva completamente eradicato senza lasciare conseguenza alcuna. Per fortuna, non veniva disposta alcuna chemioterapia e veniva da più medici confermato il buono stato di salute e la possibilità di ritornare ad una vita "normale" al pari del periodo anteriore alla sconcertante scoperta.
Nonostante tutto l'amministrazione decideva di prosciogliere il cadetto ai sensi dell'articolo 582 comma 1 lettera g del DPR 90/10 per inidoneità al servizio a causa della presenza di tumori maligni nonostante l'opposizione dello studio legale che a più riprese dimostrava l'assoluta inesistenza del tumore al momento della visita.
A seguito del Proscioglimento, lo studio promuoveva azione cautelare chiedendo il ripristino immediato dell'attività lavorativa. La sezione prima del Tar Lazio, accoglieva l'istanza cautelare e ordinava la sospensione del provvedimento con la ripresa della frequentazione del Corso in attesa della pronuncia sul merito del giudizio.
Secondo il Tar se non vi è neoplasia non vi è inidoneità.
• Per consultazioni e pareri legali relative al diritto militare, inviate un messaggio vocale al 3494442639, oppure una e-mail a legale@studioavvocatolieggi.com, riceverete una pronta risposta. ... See MoreSee Less
22 Maggio,2026
Tutti@.itIL PROSCIOGLIMENTO DEVE ESSERE IMPUGNATO IN TEMPI BREVI
La vicenda si sviluppa a seguito del proscioglimento di un cadetto di una scuola militare. Quest'ultimo, nonostante i proficui risultati ottenuti durante l'addestramento/formazione, veniva prosciolto a seguito di una neoplasia. Difatti durante il periodo di frequentazione della scuola cominciava ad accusare strani sintomi, ragion per cui decideva di sottoporsi a visite mediche specialistiche. Nel breve riceveva responso inequivocabile. I medici consigliavano un intervento chirurgico d'emergenza.
Sottopostosi all'intervento consigliato, il tumore veniva completamente eradicato senza lasciare conseguenza alcuna. Per fortuna, non veniva disposta alcuna chemioterapia e veniva da più medici confermato il buono stato di salute e la possibilità di ritornare ad una vita "normale" al pari del periodo anteriore alla sconcertante scoperta.
Nonostante tutto l'amministrazione decideva di prosciogliere il cadetto ai sensi dell'articolo 582 comma 1 lettera g del DPR 90/10 per inidoneità al servizio a causa della presenza di tumori maligni nonostante l'opposizione dello studio legale che a più riprese dimostrava l'assoluta inesistenza del tumore al momento della visita.
A seguito del Proscioglimento, lo studio promuoveva azione cautelare chiedendo il ripristino immediato dell'attività lavorativa. La sezione prima del Tar Lazio, accoglieva l'istanza cautelare e ordinava la sospensione del provvedimento con la ripresa della frequentazione del Corso in attesa della pronuncia sul merito del giudizio.
Secondo il Tar se non vi è neoplasia non vi è inidoneità.
• Per consultazioni e pareri legali relative al diritto militare, inviate un messaggio vocale al 3494442639, oppure una e-mail a legale@studioavvocatolieggi.com, riceverete una pronta risposta. ... See MoreSee Less
02 Maggio,2026
Tutti@.irCOME AFFRONTARE LEGALMENTE UNA INIDONEITA'
La vicenda si sviluppa a seguito del proscioglimento di un cadetto di una scuola militare. Quest'ultimo, nonostante i proficui risultati ottenuti durante l'addestramento/formazione, veniva prosciolto a seguito di una neoplasia. Difatti durante il periodo di frequentazione della scuola cominciava ad accusare strani sintomi, ragion per cui decideva di sottoporsi a visite mediche specialistiche. Nel breve riceveva responso inequivocabile. I medici consigliavano un intervento chirurgico d'emergenza.
Sottopostosi all'intervento consigliato, il tumore veniva completamente eradicato senza lasciare conseguenza alcuna. Per fortuna, non veniva disposta alcuna chemioterapia e veniva da più medici confermato il buono stato di salute e la possibilità di ritornare ad una vita "normale" al pari del periodo anteriore alla sconcertante scoperta.
Nonostante tutto l'amministrazione decideva di prosciogliere il cadetto ai sensi dell'articolo 582 comma 1 lettera g del DPR 90/10 per inidoneità al servizio a causa della presenza di tumori maligni nonostante l'opposizione dello studio legale che a più riprese dimostrava l'assoluta inesistenza del tumore al momento della visita.
A seguito del Proscioglimento, lo studio promuoveva azione cautelare chiedendo il ripristino immediato dell'attività lavorativa. La sezione prima del Tar Lazio, accoglieva l'istanza cautelare e ordinava la sospensione del provvedimento con la ripresa della frequentazione del Corso in attesa della pronuncia sul merito del giudizio.
Secondo il Tar se non vi è neoplasia non vi è inidoneità.
• Per consultazioni e pareri legali relative al diritto militare, inviate un messaggio vocale al 3494442639, oppure una e-mail a legale@studioavvocatolieggi.com, riceverete una pronta risposta. ... See MoreSee Less
02 Maggio,2026
Tutti@.itL’odierno ricorso trae origine da una triste vicenda che ha visto coinvolto il ricorrente, allievo/a del [] di appena 21 anni in servizio, che oggi corre il rischio di non poter proseguire la tanto desiderata carriera nelle forze armate.
Nello specifico il ricorrente, dopo aver vinto un primo concorso nel maggio 2021, lavorando proficuamente per due anni nella [] come VFP1, ed un secondo a maggio 2023 ne [] come VFP4, partecipava, vincendolo, al concorso indetto dal [] per il reclutamento di n. [] allievi []
Si tratta di un concorso certamente dispendioso a livello economico, dovendo sostenere i costi per raggiungere la sede delle prove ma, soprattutto, particolarmente arduo da superare, considerato il numero elevatissimo di partecipanti e le numerose fasi di selezione, tra cui la prova scritta preselettiva, gli accertamenti di idoneità attitudinale e, naturalmente, gli accertamenti di idoneità psico-fisica e le prove di efficienza fisica (salto in alto, corsa piana sui mille metri, corsa piana sui cento metri etc.).Inoltre, ai candidati è richiesto di effettuare la visita con un medico specializzato in medicina dello sport e di produrre il relativo certificato di idoneità all’attività sportiva agonistica, come avvenuto per il ricorrente. Ebbene, il ricorrente superava positivamente tutte le prove previste, compresi gli accertamenti di idoneità psico-fisica e le prove di efficienza fisica. Con Determinazione n. [] del 2023, il ricorrente veniva quindi dichiarato vincitore e prendeva servizio presso la scuola allievi []
Senonché, nel mese di settembre di quest’anno, a causa di alcune semplicissime contratture muscolari, si recava presso l’infermeria presidiaria. Il medico dell’infermeria insisteva nel richiedere il referto di una risonanza magnetica lombare. L’allievo, essendo sprovvisto di esiti da risonanza magnetica lombare, per non disattendere l’ordine del superiore, presentava una risonanza di quasi due anni prima.
All’infermeria veniva fornito un referto medico del 2022, quindi precedente di quasi due anni, relativo ad una risonanza magnetica lombare cui si era sottoposta anni prima.
Nel referto erano state rilevate due “protrusioni discali in L3-L4 ed L4-L5. Canale vertebrale di ampiezza nei limiti. Nella norma il segnale del cono midollare”. Quindi agli inizi del 2022, le era stata diagnosticata una compressione dei dischi intervertebrali tra le vertebre L3-L4 ed L4-L5, sintomatologia comunissima nei soggetti di età adulta e certamente non in grado di causare limitazioni all’attività lavorativa, tant’è vero che non solo aveva conseguito l’idoneità fisica durante i vari concorsi sostenuti, compreso quello del 2023 per accedere al concorso, ma aveva anche superato brillantemente le prove di efficienza fisica.
L’infermeria presidiaria concludeva quindi con il seguente esito: “proposto alla commissione idoneo”, anche in considerazione che la contrattura muscolare accusata, nulla aveva a che vedere con la protusione lombare senza conseguenze funzionali. Successivamente, l’allievo veniva però convocata dalla Commissione medica di prima istanza presso il Dipartimento militare di medicina legale.
La Commissione non effettuava accertamenti strumentali ma solo una valutazione de visu, rilevandolo perfettamente nella norma.
Ciò nonostante, la Commissione medica faceva proprio il referto medico dei due anni precedenti e lo dichiarava inidoneo: “Assenza di segni radicolari in atto in pz con protrusioni discali in L3-L4, L4-L5, canale vertebrale di ampiezza nei limiti e segnale del cono midollare nella norma”.
La Commissione medica, quindi, anziché rilevare che il referto risaliva a quasi due anni prima e invece di chiedere al ricorrente di effettuare una nuova risonanza magnetica che accertasse l’attuale condizione clinica, sulla base del medesimo accertamento lo dichiarava non idonea al servizio.
Un modus operandi assurdo e certamente illegittimo anche in considerazione del fatto che l’organo medico ha anche applicato una direttiva tecnica totalmente inconferente, dichiarando l’inidoneità “per attribuzione del coefficiente 3 nella caratteristica LI del profilo sanitario, ai sensi del codice 220 della direttiva tecnica per delineare il profilo sanitario dei soggetti giudicati idonei al servizio militare di cui al decreto del Ministero della Difesa del 4 giugno 2014”. Tale direttiva non riguarda il concorso per cui il mio assistito ha partecipato e pur volendola considerare estensibile, comunque, la stessa indica le protrusioni quale causa di inidoneità soltanto “quando sono associate a segni clinici (o elettromiografici) di sofferenza radicolare”, circostanza esclusa dallo stesso organo medico nella motivazione del provvedimento!
L’Alllievo, successivamente effettuava nuova RM da cui emergeva: “lieve non significativa protrusione discale posteriore a livello di L4-L5. Non alterazioni di segnale del collo midollare”; “si conferma che il paziente…presenta minime protrusioni lombari senza implicazioni clinico-funzionali sulla vita sociale, lavorativa e sportiva anche di natura agonistica”.
Inoltre il ricorrente, si sottoponeva ad esame elettromioneurografico dal quale emergeva: “reperti elettrofisiologici studiati nella norma”, con ciò escludendo definitivamente qualsivoglia problematica o limitazione funzionale. Il perito di parte spiegava, nella relazione depositata in giudizio che: “la situazione dell’allievo era nella norma e che è molto frequente che, in età adolescenziale, si riscontrino delle protusioni che non comportano alcuna conseguenza di tipo funzionale.
Esaminati gli atti del giudizio, il giudice stabiliva il rientro dal servizio autorizzando l’allievo a sottoporsi all’ultima sessione d’esame in attesa della verificazione e del merito.!!!!!
Per consultazioni e pareri legali relative al diritto militare, inviate un messaggio vocale al 3494442639, oppure una e-mail a legale@studioavvocatolieggi.com, riceverete una pronta risposta.
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02 Maggio,2026
Tutti@it ... See MoreSee Less

Perdi tempo a indossare e dismettere la divisa da lavoro? Devi essere pagato
www.barinedita.it
Perdi tempo a indossare e dismettere la divisa da lavoro? Devi essere pagato02 Maggio,2026
Tutfi@it ... See MoreSee Less

Le molestie sessuali in divisa: :: studioavvocatolieggi
studioavvocatolieggi.webnode.it
Come in qualsiasi ambito lavorativo, anche il lavoro espletato con una divisa può essere occasione di molestie di tipo sessuale. L'ordine gerarchico e la soggezione legata ai differenti gradi possono...02 Maggio,2026
Tutti@.it ... See MoreSee Less

studioavvocatolieggi.webnode.it
Chi non vorrebbe arrotondare il proprio stipendio facendo qualche lavoretto in più! L'ordinamento militare però, prevede delle limitazioni in questo campo. Analizziamo il tutto: le norme operanti so...02 Maggio,2026
Tutti@.itINIDONEITA' E PROTUSIONI DISCALI - VINTA CAUTELARE
L’odierno ricorso trae origine da una triste vicenda che ha visto coinvolto il ricorrente, allievo/a del[] di appena 21 anni in servizio, che oggi corre il rischio di non poter proseguire la tanto desiderata carriera nelle forze armate.
Nello specifico il ricorrente, dopo aver vinto un primo concorso nel maggio 2021, lavorando proficuamente per due anni nella [] come VFP1, ed un secondo a maggio 2023 ne[] come VFP4, partecipava, vincendolo, al concorso indetto dal [] per il reclutamento di n. [] allievi []
Si tratta di un concorso certamente dispendioso a livello economico, dovendo sostenere i costi per raggiungere la sede delle prove ma, soprattutto, particolarmente arduo da superare, considerato il numero elevatissimo di partecipanti e le numerose fasi di selezione, tra cui la prova scritta preselettiva, gli accertamenti di idoneità attitudinale e, naturalmente, gli accertamenti di idoneità psico-fisica e le prove di efficienza fisica (salto in alto, corsa piana sui mille metri, corsa piana sui cento metri etc.).Inoltre, ai candidati è richiesto di effettuare la visita con un medico specializzato in medicina dello sport e di produrre il relativo certificato di idoneità all’attività sportiva agonistica, come avvenuto per il ricorrente. Ebbene, il ricorrente superava positivamente tutte le prove previste, compresi gli accertamenti di idoneità psico-fisica e le prove di efficienza fisica. Con Determinazione n. []del 2023, il ricorrente veniva quindi dichiarato vincitore e prendeva servizio presso la scuola allievi []
Senonché, nel mese di settembre di quest’anno, a causa di alcune semplicissime contratture muscolari, si recava presso l’infermeria presidiaria. Il medico dell’infermeria insisteva nel richiedere il referto di una risonanza magnetica lombare. L’allievo, essendo sprovvisto di esiti da risonanza magnetica lombare, per non disattendere l’ordine del superiore, presentava una risonanza di quasi due anni prima.
All’infermeria veniva fornito un referto medico del 2022, quindi precedente di quasi due anni, relativo ad una risonanza magnetica lombare cui si era sottoposta anni prima.
Nel referto erano state rilevate due “protrusioni discali in L3-L4 ed L4-L5. Canale vertebrale di ampiezza nei limiti. Nella norma il segnale del cono midollare”. Quindi agli inizi del 2022, le era stata diagnosticata una compressione dei dischi intervertebrali tra le vertebre L3-L4 ed L4-L5, sintomatologia comunissima nei soggetti di età adulta e certamente non in grado di causare limitazioni all’attività lavorativa, tant’è vero che non solo aveva conseguito l’idoneità fisica durante i vari concorsi sostenuti, compreso quello del 2023 per accedere al concorso, ma aveva anche superato brillantemente le prove di efficienza fisica.
L’infermeria presidiaria concludeva quindi con il seguente esito: “proposto alla commissione idoneo”, anche in considerazione che la contrattura muscolare accusata, nulla aveva a che vedere con la protusione lombare senza conseguenze funzionali. Successivamente, l’allievo veniva però convocata dalla Commissione medica di prima istanza presso il Dipartimento militare di medicina legale.
La Commissione non effettuava accertamenti strumentali ma solo una valutazione de visu, rilevandolo perfettamente nella norma.
Ciò nonostante, la Commissione medica faceva proprio il referto medico dei due anni precedenti e lo dichiarava inidoneo: “Assenza di segni radicolari in atto in pz con protrusioni discali in L3-L4, L4-L5, canale vertebrale di ampiezza nei limiti e segnale del cono midollare nella norma”.
La Commissione medica, quindi, anziché rilevare che il referto risaliva a quasi due anni prima e invece di chiedere al ricorrente di effettuare una nuova risonanza magnetica che accertasse l’attuale condizione clinica, sulla base del medesimo accertamento lo dichiarava non idonea al servizio.
Un modus operandi assurdo e certamente illegittimo anche in considerazione del fatto che l’organo medico ha anche applicato una direttiva tecnica totalmente inconferente, dichiarando l’inidoneità “per attribuzione del coefficiente 3 nella caratteristica LI del profilo sanitario, ai sensi del codice 220 della direttiva tecnica per delineare il profilo sanitario dei soggetti giudicati idonei al servizio militare di cui al decreto del Ministero della Difesa del 4 giugno 2014”. Tale direttiva non riguarda il concorso per cui il mio assistito ha partecipato e pur volendola considerare estensibile, comunque, la stessa indica le protrusioni quale causa di inidoneità soltanto “quando sono associate a segni clinici (o elettromiografici) di sofferenza radicolare”, circostanza esclusa dallo stesso organo medico nella motivazione del provvedimento!
L’Alllievo, successivamente effettuava nuova RM da cui emergeva: “lieve non significativa protrusione discale posteriore a livello di L4-L5. Non alterazioni di segnale del collo midollare”; “si conferma che il paziente…presenta minime protrusioni lombari senza implicazioni clinico-funzionali sulla vita sociale, lavorativa e sportiva anche di natura agonistica”.
Inoltre il ricorrente, si sottoponeva ad esame elettromioneurografico dal quale emergeva :“reperti elettrofisiologici studiati nella norma”, con ciò escludendo definitivamente qualsivoglia problematica o limitazione funzionale.Il perito di parte spiegava, nella relazione depositata in giudizio che: “la situazione dell’allievo era nella norma e che è molto frequente che, in età adolescenziale, si riscontrino delle protusioni che non comportano alcuna conseguenza di tipo funzionale.
Esaminati gli atti del giudizio, il giudice stabiliva il rientro dal servizio autorizzando l’allievo a sottoporsi all’ultima sessione d’esame in attesa della verificazione e del merito.!!!!!
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02 Maggio,2026
Tutti@.itIMPORTANTE PROCEDERE PRIMA DELLA SOTTOSCRIZIONE DEL CONTRATTO !!
condividi potrebbe aiutare qualcuno
Il Militare appartenente alla Marina Militare, chiedeva il transito nei ruoli civili a causa della inidoneità riscontrata per motivi psicologici. A causa degli effetti della circolare del 25 luglio 2023, gli veniva assegnata una sede a più di 500 km dall’ultima sede di servizio e dalla casa familiare. Lo studio Legale Lieggi promoveva azione cautelare nella quale metteva in evidenza le criticità legate ad un trasferimento troppo lontano rispetto alla città in cui negli anni il Militare aveva posto la residenza. Il Tar riconosceva la necessità di discutere la questione nel più breve tempo possibile. Vista l’urgenza in cui si verteva, CONCEDEVA LA SOSPENSIONE DEI TERMINI OBBLIGATORI PER LA SOTTOSCRIZIONE DEL CONTRATTO PRESSO LA CITTA’ DESIGNATA E FISSAVA UDIENZA ENTRO I 10 GIORNI.
Appare doveroso mettere in evidenza l’iniquità posta in essere dalla succitata circolare che arreca serio danno a chi ha vissuto la propria vita professionale in difesa dello Stato. Con questo provvedimento, si dimentica che i militari transitati, per la maggior parte in avanti con l’età, non possono affrontare l’onerosità e la gravosità di un così folle trasferimento. Altre a ciò appare opportuno evidenziare che l’integrazione della famiglia nel tessuto sociale cittadino e l’aiuto apportato dai parenti, sicuramente, complica il tutto. I Figli e il coniuge non vorranno lasciare la città di appartenenza.
Per info inviare messaggio vocale wa al 3494442639.
Se si vuole chiedere appuntamento (on line o in presenza) si scriva a legale@studioavvocatolieggi.com ... See MoreSee Less
02 Maggio,2026
Tutti@.itLA SEDE DI SERVIZIO LONTANA TROPPI KM DA CASA!
Questi giorni, presso il mio studio, ho ricevuto moltissimi militari in procinto di transitare nei ruoli civili. Grande è stato lo sconforto nel rilevare che, nonostante il lavoro svolto in moltissimi anni e le difficoltà derivanti dalla presenza di una patologia, l’esistenza di una famiglia di cui prendersi cura e le non esorbitanti possibilità economiche, l’Amministrazione abbia deciso di destinare queste persone in una sede di servizio così lontana rispetto alla propria casa familiare. Spesso, durante le innumerevoli cause che sostengo per aiutare militari che devono assistere un parente o che vogliono avvicinarsi ad un figlio di età inferiore ai tre anni, devo combattere con la circostanza, messa in evidenza dalla controparte, che il militare al momento della sottoscrizione del contratto, era ben consapevole che la sua vita lavorativa si sarebbe potuta svolgere in diverse città. Appare evidente che questa eccezione processuale, non possa essere sollevata nel caso dei militari transitati nei ruoli civili. Sin dall’insorgere della patologia che ha provocato il transito, e probabilmente dal momento in cui, ottenuto l’inidoneità, veniva fatta richiesta di transito, i militari facevano affidamento su una norma che stabiliva che il transito sarebbe avvenuto in una città della regione dell’ultima sede di servizio. Per quanto concerne l’impugnazione della sede, presso i Tribunali amministrativi, ai militari in procinto di transito che sto assistendo in questi giorni, dico che purtroppo questi sono accadimenti troppo recenti per far affidamento su pronunce che possano darci ragione o torto. Importante, in questo momento è studiare gli aspetti garantisti della norma giuridica, approfondire ciascuna situazione personale e argomentare sul concetto di organizzazione amministrativa. Sono moltissime le cause che ho già instaurato e le prime non mi hanno portato esiti negativi. Il Giudice Amministrativo mi ha accolto la richiesta di sospendere l’obbligo della sottoscrizione del contratto e in questi giorni discuterò sul resto lottando affinchè la circolare ministeriale del 25 luglio venga eliminata o modificata nella maniera più consona nel rispetto dei diritti di chi, per tanti anni ha lavorato con onore e dedizione anche, in taluni casi, dovendo affrontare cause di servizio.
Avv. Laura Lieggi
Per piccoli pareri mandate un messaggio vocale al numero 3494442639 solo dopo aver condiviso l’articolo in quanto potrebbe essere utile a qualcuno. ... See MoreSee Less
28 Aprile,2026
Tutti@itVittoria al TAR per lo Studio Legale Lieggi
La sede di servizio deve contemplare le esigenze del Transitato. Il Giudice Amministrativo ha finalmente stabilito che la sede di servizio deve essere assegnata in località che tengano conto della distanza e delle esigenze del Transitato.
#tar #transito #ruolocivile #ruoli #exmilitare #exmilitari #transitato #sededilavoro #sede #sedediservizio #personalecivile #civili #persociv #ministerodifesa #vincita #studiolegale #avvocato #legale #maisoli #passodopopasso #instalike #instagram #likeforfollow #likeforfollowers Laura Lieggi ... See MoreSee Less
28 Aprile,2026
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In questi casi, generalmente significa che il proprietario ha condiviso il contenuto solo con un gruppo ristretto di persone, ha modificato chi può vederlo oppure lo ha eliminato.28 Aprile,2026
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In questi casi, generalmente significa che il proprietario ha condiviso il contenuto solo con un gruppo ristretto di persone, ha modificato chi può vederlo oppure lo ha eliminato.28 Aprile,2026
Tutti@itMi chiedono di restituire le retribuzioni maturata durante l'aspettativa per malattia ...che faccio?
- Durante i primi dodici mesi di aspettativa, il personale militare beneficia di una retribuzione pari al 100%.
- Nei sei mesi successivi, la retribuzione è ridotta al 50%.
- A decorrere dal diciottesimo mese, la retribuzione è azzerata.
In presenza di una malattia, durante il periodo di aspettativa, si raccomanda (se vi sono i presupposti ed entro i sei mesi dalla scoperta) di considerare la possibilità di richiedere la causa di servizio, in quanto tale richiesta consente il mantenimento della retribuzione al 100%.
Qualora la malattia giunga a cessazione, la causa di servizio venga rigettata, o si proceda al transito nei ruoli civili, l’amministrazione potrebbe esercitare il diritto di richiedere la restituzione delle somme già erogate.
MA OCCORRE ATTENZIONARE!
1. Qual è la patologia di cui si soffre?
2. Si tratta di una patologia fisica?
3. La patologia è guaribile? (Sì/No)
4. Qual è la data di inizio dell'aspettativa per infermità di servizio?
5. Qual è la data della dichiarazione di inidoneità?
6. Qual è la data della domanda di transito?
7. Qual è la data di sottoscrizione del contratto da civile?
8. Qual è la data di chiusura della causa di servizio respinta?
Si invita a rispondere queste domande in maniera assolutamente anonima e a fornire le risposte sotto forma di commento. Questo ci permetterà di raccogliere informazioni utili per verificare la possibilità di bloccare i prelievi forzosi operati dall'amministrazione. Si precisa che l’operazione di blocco è consentita esclusivamente nel caso in cui non si sia già provveduto alla restituzione delle somme.
Per ulteriore informazioni non esitate a chiedere info con vocale Wa al 3494442639 la consulenza è gratuita. Nel caso vogliate degli approfondimenti la consulenza sarà a pagamento e in questo caso dovete chiedere un appuntamento allo 0805584348 o scrivere a legale@studioavvocatolieggi.com
#Militari #Aspettativa #Diritti #InformazioniLegali ... See MoreSee Less
28 Aprile,2026
Tutti@it ... See MoreSee Less
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Tutti@itUn'Ingiustizia Raddrizzata: Il Giudice Riammette il Candidato Escluso dal Concorso dei Vigili del Fuoco
In un episodio che ha tenuto col fiato sospeso il mondo del reclutamento dei Vigili del Fuoco, un candidato, impegnato in una procedura speciale di stabilizzazione riservata al personale volontario, ha visto il suo sogno infrangersi a causa di un infortunio durante la prova di acquaticità. Colpito da una distrazione muscolare alla coscia, il giovane aspirante vigile si è trovato di fronte a una clausola di esclusione automatica del bando di concorso, una norma che non ammetteva eccezioni nemmeno in caso di malattia improvvisa.
Tuttavia, la sua determinazione e il coraggio di battersi per i propri diritti non sono passati inosservati. Presentando un ricorso, il candidato ha messo in luce l'irragionevolezza e la sproporzione della norma, che sembrava ignorare la realtà delle circostanze straordinarie. Il giudice, accogliendo il ricorso, ha dichiarato la clausola contraria ai principi di buon andamento e imparzialità dell'azione amministrativa, sottolineando l’ingiustizia di una regola che non contemplava nemmeno la presenza di una certificazione medica.
La sentenza ha avuto un impatto significativo: il candidato, già un valoroso volontario del Corpo con anni di esperienza, è stato riammesso alla procedura. Non solo ha visto convalidati gli esiti delle prove già sostenute, ma è stato anche inserito a pieno titolo in graduatoria, con tutti i diritti ripristinati.
Questo caso stabilisce un principio fondamentale: l'amministrazione deve garantire la possibilità di recuperare le prove in situazioni di forza maggiore, proteggendo i diritti dei candidati da decisioni arbitrarie e ingiuste. Un trionfo della giustizia che risuona come un messaggio chiaro: la meritocrazia deve prevalere anche nei momenti di difficoltà. ... See MoreSee Less
28 Aprile,2026
Tutti@itTransitare in una sede fuori dalla regione dove era ubicata l'ultima sede di servizio, È UNA FOLLIA!
Nel corso degli ultimi mesi, ho ricevuto numerose segnalazioni da parte di appartenenti delle Forze Armate, in particolare della Marina Militare, riguardo a significative problematiche riscontrate durante il transito verso i ruoli civili. Non intendo insinuare che l'organizzazione amministrativa sia inadeguata; è fondamentale riconoscere l'importanza cruciale delle Forze Armate e delle Forze dell'Ordine. Tuttavia, esistono circostanze in cui l'interpretazione delle normative può apparire ambigua.
Con la circolare del 25 luglio 2023, è stato stabilito che l'amministrazione ha la facoltà di trasferire i militari in transito in qualsiasi località sia ritenuta necessaria, anche al di fuori della regione in cui si trovava l'ultima sede di servizio. Tale situazione può generare difficoltà per i militari che si trovano ad affrontare problematiche personali o familiari.
Pertanto, esorto a contattare il nostro studio legale per esaminare queste questioni e valutare eventuali possibilità di impugnazione. È di fondamentale importanza impugnare il provvedimento, poiché la firma del contratto nella nuova sede di servizio preclude ulteriori possibilità di contestazione.
Per un consulto gratuito, vi prego di inviare un messaggio vocale al numero 3494442639. Per una consulenza più approfondita, comprensiva della revisione della documentazione, è possibile fissare un appuntamento online o in presenza al numero 080 5584348.
Per ulteriori informazioni, vi invitiamo a visitare il nostro sito web all'indirizzo www.studioavvocatolieggi.com.
Grazie. ... See MoreSee Less
28 Aprile,2026
Tutti@itMAI SOTTOVALUTARE LE SANZIONI DI CORPO.
Buongiorno, vorrei parlare delle sanzioni disciplinari di corpo. Spesso, quando un militare si presenta nel mio studio, la prima affermazione che fa è: "Avvocato, si tratta solamente di una sanzione di corpo, non di una sanzione di Stato". Sebbene sia vero che le sanzioni di Stato possano suscitare maggiore apprensione, è fondamentale non sottovalutare le sanzioni di corpo, poiché queste possono avere ripercussioni significative non solo sull'attività professionale, ma anche dal punto di vista psicologico.
Le sanzioni di corpo possono variare e, per tale motivo, è essenziale impugnarle in modo efficace. Molti optano per un'impugnazione meno incisiva, come il ricorso gerarchico da presentare entro i 30 giorni previsti. Tuttavia, dalla mia esperienza nel campo del diritto militare, ho osservato che l'amministrazione tende spesso a confermare tali sanzioni, rendendo il ricorso gerarchico poco efficace.
Pertanto, raccomando vivamente di considerare un ricorso presso un organismo terzo, quale il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR). Questo tribunale possiede una visione più ampia e applica un controllo normativo più approfondito. Di conseguenza, a meno che non si tratti di sanzioni di lieve entità, è cruciale rivolgersi a professionisti competenti e specializzati nella materia.
Il diritto militare si caratterizza per la sua complessità e la sua differenza rispetto al diritto civile, pertanto è essenziale affidarsi a professionisti esperti. Grazie. Per un consulto gratuito, si prega di inviare un messaggio vocale al 3494442639. Per una consulenza più dettagliata, comprensiva di esame di documentazione, è possibile fissare un appuntamento online o in presenza al numero 080 5584348. Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.studioavvocatolieggi.com. ... See MoreSee Less
28 Aprile,2026
Tutt@Lo Studio Legale Lieggi è specializzato nel supporto legale degli appartenenti alle forze dell'ordine e alle forze armate, affrontando una vasta gamma di problematiche legate al Codice dell'Ordinamento Militare. Tra i temi trattati ci sono questioni relative alla Legge 104/92, trasferimenti, procedimenti disciplinari, sanzioni, molestie, malattie, indennità non corrisposte e tanto altro ancora. Se desideri porre un quesito, puoi lasciare un messaggio vocale al 349 444 26 39 e riceverai una risposta gratuita. Per approfondimenti o per inviare documentazione è possibile fissare un appuntamento utilizzando i contatti disponibili sul sito web dello studio: www.studioavvocatolieggi.com. ... See MoreSee Less
28 Aprile,2026
Tutti@itSono perfettamente sano ma mi dichiarano inidoneo....cosa devo fare?
Buongiorno, oggi ci concentreremo sulle situazioni di inidoneità al servizio derivanti dalla scoperta inattesa di carcinomi o tumori maligni. Ho avuto l'opportunità di esaminare casi di giovani militari e appartenenti alle forze dell'ordine che hanno ricevuto la diagnosi di carcinomi maligni, successivamente rimossi con successo, talvolta attraverso interventi chirurgici che hanno comportato l'asportazione parziale dell'organo interessato.
In linea generale, la risposta immediata da parte del comando è quella di dichiarare l'inidoneità al servizio. Tuttavia, qualora il tumore sia stato completamente estirpato e non si siano verificate conseguenze funzionali, il militare o l'appartenente alle forze dell'ordine è in grado di proseguire le proprie attività senza alcuna difficoltà.
Pertanto, se vi trovate a fronteggiare un'inidoneità al servizio a seguito di un intervento di questa natura, è fondamentale sapere che è possibile contestarla, soprattutto in assenza di effetti funzionali. Vi invitiamo a seguire scrupolosamente le procedure previste dalla normativa vigente e a procedere in modo tempestivo ed efficace.
Per ulteriori informazioni, non esitate a contattarmi.
Per un consulto gratuito, potete inviare un messaggio vocale al numero 3494442639. Se desiderate una consulenza più dettagliata, comprensiva della revisione della documentazione, vi invitiamo a fissare un appuntamento online o in presenza contattando il numero 080 5584348.
Per ulteriori dettagli, vi incoraggio a visitare il sito www.studioavvocatolieggi.com ... See MoreSee Less
28 Aprile,2026
Tutt@itLe inidoneità senza senso! RACCONTAMI LA TUA STORIA PUO SERVIRE AD AIUTARE QUALCUNO!
Spesso ricevo richieste di aiuto da parte di giovani studenti o personale più anziano che desiderano impugnare dichiarazioni di inidoneità. Le motivazioni più comuni includono protrusioni discali, problemi cardiaci e situazioni legate a tumori trattati con successo.
È fondamentale sapere che le indagini condotte dai comandi e dalle infermerie delle forze armate o dell'ordine possono essere superficiali. Sebbene l'amministrazione disponga di professionisti competenti, non sempre le valutazioni sono accurate, e alcuni vengono considerati inidonei nonostante non presentino conseguenze funzionali.
Ogni dichiarazione di inidoneità deve essere esaminata e, se non giustificata da problemi funzionali, può essere impugnata. Ho avuto casi di protrusioni discali senza conseguenze funzionali in cui i allievi, tramite, un ricorso efficace, sono riusciti a tornare a scuola o rientrare in servizio.
Non scoraggiatevi se ricevete una dichiarazione di inidoneità; contattateci per una consulenza. Insieme, possiamo valutare se ci siano margini per l'impugnazione. Grazie. Per un consulto gratuito, mandare un messaggio vocale al 3494442639.
Per una consulenza maggiormente strutturata con la visione di documentazioni, fissare un appuntamento online o in presenza allo 080 5584348.
Per ulteriori informazioni visitare il sito www.studioavvocatolieggi.com ... See MoreSee Less
20 Aprile,2026
Le “45” UCCISE dall’indifferenza Oggi voglio raccontarvi una storia, una storia di lotte e speranze in un quartiere dove il desolato panorama è caratterizzato da marciapiedi scrostati e strade disastrate. Qui, la mancanza di servizi è totale, e le sterpaglie crescono liberamente. I bambini, abituati a questa bruttura, non si meravigliano più nemmeno di fronte alla distruzione di ciò che potrebbe rappresentare un'opportunità: un parco, finalmente progettato per loro. Un piccolo angolo di verde, con attrezzature sportive e una casetta per ritrovarsi, stava per diventare realtà, ma qualcosa è andato storto.
Qualcuno, senza scrupoli, ha deciso di ridurre in macerie il sogno di una comunità. La devastazione è stata così totale che la ricostruzione sembra ora un'impresa impossibile. Ma vi chiedo: perché accaduto?
In un contesto così difficile, è essenziale che non ci limitiamo a reprimere la violenza e la distruzione, ma che ci impegniamo a *educare* e *far comprendere* ai bambini cosa è successo. Loro sono il futuro di questo quartiere, il suo spirito e la sua anima. Non possiamo permettere che crescano chiudendo gli occhi dinanzi alla violenza; devono imparare a dire "no". speranze in un quartiere dove il desolato panorama è caratterizzato da marciapiedi scrostati e strade disastrate. Qui, la mancanza di servizi è totale, e le sterpaglie crescono liberamente. I bambini, abituati a questa bruttura, non si meravigliano più nemmeno di fronte alla distruzione di ciò che potrebbe rappresentare un'opportunità: un parco, finalmente progettato per loro. Un piccolo angolo di verde, con attrezzature sportive e una casetta per ritrovarsi, stava per diventare realtà, ma qualcosa è andato storto.
Qualcuno, senza scrupoli, ha deciso di ridurre in macerie il sogno di una comunità. La devastazione è stata così totale che la ricostruzione sembra ora un'impresa impossibile. Ma vi chiedo: perché accaduto?
In un contesto così difficile, è essenziale che non ci limitiamo a reprimere la violenza e la distruzione, ma che ci impegniamo a *educare* e *far comprendere* ai bambini cosa è successo. Loro sono il futuro di questo quartiere, il suo spirito e la sua anima. Non possiamo permettere che crescano chiudendo gli occhi dinanzi alla violenza; devono imparare a dire "no". ... See MoreSee Less
18 Aprile,2026
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In questi casi, generalmente significa che il proprietario ha condiviso il contenuto solo con un gruppo ristretto di persone, ha modificato chi può vederlo oppure lo ha eliminato.18 Aprile,2026
"Vessato per anni dai colleghi": il caso Paolillo scuote il Ministero. Nordio risponde sull'agente morto suicida a Turi ... See MoreSee Less

www.baritoday.it
Dopo l’interrogazione parlamentare della deputata Ascari, il ministro Nordio conferma la collaborazione con la Procura di Bari per far luce sulla tragedia di Umberto Paolillo, assistente capo della ...18 Aprile,2026
HO UN’ALTRA BUONA NOTIZIA PER VOI:
Innocente ma perde l’alloggio di servizio:Una Prima Vittoria per la Dignità
In una vicenda che evidenzia le possibili storture dell'azione amministrativa di fronte a complesse situazioni umane e giudiziarie, lo Studio Lieggi ha ottenuto un'importante vittoria cautelare a favore di un appartenente alle forze dell'ordine, il quale si è visto revocare l'alloggio di servizio a seguito di una catena di eventi basati su presupposti poi rivelatisi infondati.
La storia ha inizio quando un servitore dello Stato, dopo anni di onorata carriera, viene ingiustamente coinvolto in procedimenti penali. Ancora prima di qualsiasi accertamento di merito, l'Amministrazione dispone il suo trasferimento d'autorità in un'altra provincia per "incompatibilità ambientale", un provvedimento che il militare ha immediatamente impugnato dinanzi alla giustizia amministrativa Successivamente, la giustizia penale fa il suo corso e scagiona completamente il militare, con un'archiviazione e un'assoluzione piena perché il fatto non sussiste. Nonostante l'esito favorevole e l'assenza di qualsiasi procedimento disciplinare a suo carico, l'Amministrazione, in un'azione successiva, utilizza proprio quel trasferimento (la cui legittimità era ormai minata dalle assoluzioni) come unica motivazione per revocargli l'assegnazione dell'alloggio di servizio. A questo decreto di revoca segue una perentoria diffida a liberare l'immobile entro 15 giorni, minacciando l'avvio di una procedura di sfratto per occupazione senza titolo
L'Intervento dello Studio Lieggi e le Ragioni del Ricorso
Di fronte a questa palese ingiustizia, lo Studio Lieggi ha presentato un ricorso d'urgenza al Tribunale Amministrativo Regionale, chiedendo l'annullamento dei provvedimenti. L'azione legale si è basata su due argomenti cardine:
1. L'illegittimità dell'atto per eccesso di potere: Il ricorso ha messo in luce la manifesta illogicità dell'azione amministrativa. La revoca dell'alloggio era fondata esclusivamente sul trasferimento, ma il trasferimento era a sua volta basato su accuse penali che si erano dissolte. Venendo meno il presupposto (le accuse), anche l'atto consequenziale (il trasferimento) risultava viziato, e di conseguenza lo era anche l'ulteriore atto derivato (la revoca dell'alloggio). Lo Studio Lieggi ha sostenuto che l'Amministrazione ha agito in modo contraddittorio e per finalità diverse da quelle di interesse pubblico, configurando un chiaro sviamento di potere, dato che nel provvedimento non si faceva menzione di alcuna necessità di riassegnare l'alloggio ad altri aventi diritto.
2. Il rischio di un danno grave e irreparabile (periculum in mora): Il ricorso ha evidenziato le drammatiche conseguenze umane che l'esecuzione dello sfratto avrebbe comportato. Il militare, padre divorziato, si sarebbe trovato nell'impossibilità materiale di ospitare i propri figli, come previsto dagli accordi di divorzio, minando il suo ruolo genitoriale. Inoltre, già provato dalle ingenti spese legali sostenute per difendere il proprio onore, si sarebbe trovato in una condizione di grave difficoltà economica, senza la possibilità di reperire un'altra abitazione a condizioni di mercato.
Accogliendo l'istanza presentata dallo Studio Lieggi, il Presidente del Tribunale Amministrativo ha emesso un decreto cautelare monocratico con cui ha sospeso immediatamente l'efficacia del provvedimento di revoca e della diffida di rilascio. Questa decisione rappresenta una prima, fondamentale vittoria, che ha bloccato lo sfratto e ha permesso a un servitore dello Stato e alla sua famiglia di non perdere la propria casa, riaffermando il principio che l'azione della Pubblica Amministrazione deve sempre essere guidata da logica, coerenza e dal rispetto dei diritti fondamentali della persona.
Per una consulenza manda SOLO un vocale al 3494442639 oppure chiama in studio allo 0805584348 ti risponderemo il più presto possibile. ... See MoreSee Less
18 Aprile,2026
Tutti@Il transito, reso necessario da patologie riscontrate dalla Cmo, ormai non è più una strada sicura che porta alla meritata conservazione della vita lavorativa. Ormai piena di insidie, trabocchetti e ingiusti ostacoli all'unione familiare e alla crescita professionale, la strada verso il transito pone troppi problemi all'ex militare. Lo studio legale Lieggi si occupa da tempo dei transitati, studiando i sistemi, i metodi, e le soluzioni per garantire un passaggio il più possibile sereno...se vuoi informazioni su problematiche che ti affliggono puoi mandare un messaggio vocale al 3494442639. Riceverai una risposta del tutto gratuita, non appena possibile. Se hai bisogno di una consulenza molto più approfondita in presenza o su teams, si richiedera' una piccola consulenza. In questo caso dovrai prenitarti ai numeri che troverai sul sito dello Studio Legale Lieggi www.studioavvocatolieggi.com ... See MoreSee Less
11 Aprile,2026
Ingiuste sanzioni disciplinari, illegittimi trasferimenti d’autorità, inopportuni abbassamenti di valutazione. Tutto questo può distruggere una vita per questo motivo Il controllore va controllato solo così i suicidi potranno essere fermati ... See MoreSee Less
11 Aprile,2026
Abbassamenti delle note ingiusti, sanzioni illegittime, trasferimenti d’autorità non meritati ….tutto questo può essere controllato ... See MoreSee Less
27 Marzo,2026
⚖ Il lavoratore non ha diritto alla NASpI in caso di un accordo transattivo di risoluzione consensuale del rapporto, firmato nell’ambito di una riorganizzazione datoriale per le riduzione del personale.
Lo stabilisce la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 6988/2026.
👨⚖ Quando il rapporto cessa per risoluzione consensuale e al di fuori del perimetro della procedura di licenziamento individuale, precisano i giudici, la NASpI non opera se la risoluzione avviene in un contesto di esuberi e il lavoratore ha siglato un accordo transattivo in sede protetta, con il pagamento di un incentivo all’esodo per la definizione di ogni pretesa.
📄 L'ordinanza completa 👉 ln.run/ordinanza-corte-cassazione-6988-2026
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20 Marzo,2026
... See MoreSee Less
Questo contenuto non è al momento disponibile
In questi casi, generalmente significa che il proprietario ha condiviso il contenuto solo con un gruppo ristretto di persone, ha modificato chi può vederlo oppure lo ha eliminato.20 Marzo,2026
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Questo contenuto non è al momento disponibile
In questi casi, generalmente significa che il proprietario ha condiviso il contenuto solo con un gruppo ristretto di persone, ha modificato chi può vederlo oppure lo ha eliminato.20 Marzo,2026
Le inidoneità senza senso! RACCONTAMI LA TUA STORIA PUO SERVIRE AD AIUTARE QUALCUNO!
Spesso ricevo richieste di aiuto da parte di giovani studenti o personale più anziano che desiderano impugnare dichiarazioni di inidoneità. Le motivazioni più comuni includono protrusioni discali, problemi cardiaci e situazioni legate a tumori trattati con successo.
È fondamentale sapere che le indagini condotte dai comandi e dalle infermerie delle forze armate o dell'ordine possono essere superficiali. Sebbene l'amministrazione disponga di professionisti competenti, non sempre le valutazioni sono accurate, e alcuni vengono considerati inidonei nonostante non presentino conseguenze funzionali.
Ogni dichiarazione di inidoneità deve essere esaminata e, se non giustificata da problemi funzionali, può essere impugnata. Ho avuto casi di protrusioni discali senza conseguenze funzionali in cui i allievi, tramite, un ricorso efficace, sono riusciti a tornare a scuola o rientrare in servizio.
Non scoraggiatevi se ricevete una dichiarazione di inidoneità; contattateci per una consulenza. Insieme, possiamo valutare se ci siano margini per l'impugnazione. Grazie. Per un consulto gratuito, mandare un messaggio vocale al 3494442639.
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20 Marzo,2026
ANCORA UNA VITTORIA DELL' AVVOCATO LIEGGI!
PUNITO PER AVER ADEMPIUTO CON SENSO DEL DOVERE
Mi è stato affidato il caso di un carabiniere che si è trovato di fronte a una situazione estremamente complessa e rischiosa. In una tranquilla cittadina, ha ricevuto una chiamata d'emergenza riguardante un uomo in preda a un delirio, che stava distruggendo la propria casa e minacciando di farla esplodere dopo aver danneggiato la tubazione del gas.
Nonostante sapesse di non avere a disposizione il casco in dotazione, il carabiniere ha sentito crescere dentro di sé un forte senso del dovere e ha deciso di intervenire utilizzando un caschetto da boxe come unica protezione. Ha affrontato la situazione con coraggio, riuscendo a immobilizzare l'aggressore e a prevenire una possibile tragedia. Il suo intervento è stato accolto con gratitudine dai vicini e lodato dai colleghi.
Tuttavia, contro ogni aspettativa, il suo comandante ha deciso di punirlo per aver utilizzato un casco non autorizzato. Sentendosi tradito, il carabiniere si è rivolto a me per cercare giustizia. Ho ascoltato attentamente la sua storia e ho deciso di utilizzare tutta la mia esperienza e competenza nel diritto del lavoro e militare per difenderlo.
Abbiamo portato il caso in tribunale, ma inizialmente il giudice non ha riconosciuto la gravità della situazione, mantenendo la sanzione. Non mi sono arresa e ho guidato il carabiniere nel presentare ricorso presso il Consiglio di Stato, dove la nostra argomentazione è stata finalmente riconosciuta come fondata e giusta. Il Consiglio di Stato ha annullato la sanzione, restituendo al carabiniere la dignità che meritava.
Questa vicenda dimostra che la ricerca della giustizia, seppur complessa, è fondamentale. Il coraggio del carabiniere, insieme al mio supporto legale, ha dimostrato che perseverare nella verità è cruciale per ottenere giustizia. Questo caso non solo ha difeso i diritti del carabiniere, ma ha anche riaffermato l'importanza di riconoscere il dovere e il coraggio di chi serve la comunità. ... See MoreSee Less
20 Marzo,2026
Sono perfettamente sano ma mi dichiarano inidoneo....cosa devo fare?
Buongiorno, oggi ci concentreremo sulle situazioni di inidoneità al servizio derivanti dalla scoperta inattesa di carcinomi o tumori maligni. Ho avuto l'opportunità di esaminare casi di giovani militari e appartenenti alle forze dell'ordine che hanno ricevuto la diagnosi di carcinomi maligni, successivamente rimossi con successo, talvolta attraverso interventi chirurgici che hanno comportato l'asportazione parziale dell'organo interessato.
In linea generale, la risposta immediata da parte del comando è quella di dichiarare l'inidoneità al servizio. Tuttavia, qualora il tumore sia stato completamente estirpato e non si siano verificate conseguenze funzionali, il militare o l'appartenente alle forze dell'ordine è in grado di proseguire le proprie attività senza alcuna difficoltà.
Pertanto, se vi trovate a fronteggiare un'inidoneità al servizio a seguito di un intervento di questa natura, è fondamentale sapere che è possibile contestarla, soprattutto in assenza di effetti funzionali. Vi invitiamo a seguire scrupolosamente le procedure previste dalla normativa vigente e a procedere in modo tempestivo ed efficace.
Per ulteriori informazioni, non esitate a contattarmi.
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Per ulteriori dettagli, vi incoraggio a visitare il sito www.studioavvocatolieggi.com ... See MoreSee Less
20 Marzo,2026
Il transito, reso necessario da patologie riscontrate dalla Cmo, ormai non è più una strada sicura che porta alla meritata conservazione della vita lavorativa. Ormai piena di insidie, trabocchetti e ingiusti ostacoli all'unione familiare e alla crescita professionale, la strada verso il transito pone troppi problemi all'ex militare. Lo studio legale Lieggi si occupa da tempo dei transitati, studiando i sistemi, i metodi, e le soluzioni per garantire un passaggio il più possibile sereno...se vuoi informazioni su problematiche che ti affliggono puoi mandare un messaggio vocale al 3494442639. Riceverai una risposta del tutto gratuita, non appena possibile. Se hai bisogno di una consulenza molto più approfondita in presenza o su teams, si richiedera' una piccola consulenza. In questo caso dovrai prenitarti ai numeri che troverai sul sito dello Studio Legale Lieggi www.studioavvocatolieggi.com ... See MoreSee Less
20 Marzo,2026
HO UNA BUONA NOTIZIA PER VOI: La Giustizia Oltre la Burocrazia: Annullata Sanzione a un Servitore dello Stato.
Una storia che inizia non tra le sirene e l'azione, ma nel silenzio di un'attesa medica, con un padre accanto a suo figlio. Un appartenente alle forze dell'ordine, in congedo parentale per assistere la sua famiglia, si trova a vivere un paradosso che ha del surreale. Durante uno di questi giorni dedicati alla cura del figlio, il destino gli riserva un imprevisto: un incidente stradale. Sebbene fosse fuori servizio e senza alcun obbligo di comunicazione, il suo senso del dovere, quello che non va mai in congedo, lo spinge a informare il proprio comando dell'accaduto. Un gesto di scrupolo e lealtà. Ma al suo rientro, ad attenderlo non trova una pacca sulla spalla, bensì il gelo di un procedimento disciplinare. L'accusa? Aver omesso di comunicare l'incidente. Un'accusa kafkiana, che trasforma un atto di responsabilità in una colpa. È qui che inizia la nostra battaglia, quella dello Studio Legale Lieggi. Una lotta non solo per cancellare una sanzione ingiusta, ma per difendere un principio: può un uomo, mentre non è in servizio, essere punito per un evento che non ha alcun impatto sul servizio stesso? La risposta della giustizia è stata forte e chiara. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha scritto la parola fine su questa vicenda surreale, accogliendo il nostro ricorso e annullando la sanzione. I giudici hanno riconosciuto l'evidenza: un evento accaduto durante un congedo legittimo non può avere "riflessi sul servizio" e, pertanto, non può essere oggetto di addebito disciplinare Questa non è solo la vittoria di un uomo contro un'assurda accusa. È un faro di speranza per tutti quei servitori dello Stato che, ogni giorno, si trovano a lottare contro una burocrazia cieca. È un monito per cui la forma non può mai prevalere sulla sostanza, e la logica non può essere calpestata da un'interpretazione rigida e irragionevole delle norme. Oggi celebriamo il trionfo del buon senso e della giustizia. per assistenza contattaci SOLO con un messaggio vocale al 349 444 2639 oppure per appuntamento in presenza o in line al 0805584348 ... See MoreSee Less
20 Marzo,2026
Ancora una VITTORIA!!! Contro una sanzione ingiusta!
Oltre il Dovere di Comunicazione: I Confini tra Vita Privata e Servizio
Nel cuore di un'istituzione retta da regole ferree, un servitore dello Stato con una lunga e onorata carriera si è trovato a combattere una battaglia inaspettata, non contro il crimine, ma contro la burocrazia.
Anni prima, sua moglie aveva dato vita a una piccola impresa familiare, un'attività nata più dalla passione che da un calcolo economico, tanto modesta da essere quasi invisibile al fisco L'uomo, fiero di sua moglie, ne aveva parlato informalmente con colleghi e superiori, un fatto di vita condiviso in un ambiente di lavoro stretto. Tuttavia, a distanza di anni, quella piccola iniziativa familiare è diventata il pretesto per un'azione disciplinare. L'accusa, fredda e formale: aver omesso di comunicare per iscritto un evento che, secondo l'Amministrazione, avrebbe potuto avere "riflessi sul servizio". Su questa base, una sanzione di "rimprovero" è stata inflitta, una macchia su uno stato di servizio fino ad allora impeccabile. È qui che entra in scena la difesa, orchestrata con acume e determinazione. Impugnando il provvedimento dinanzi al Tribunale Amministrativo, la linea difensiva ha sfidato il gigante amministrativo su un terreno di pura logica e diritto. La domanda posta ai giudici era semplice ma potente: come può un'attività così piccola, del tutto estranea alle mansioni del militare e priva di qualsiasi potenziale conflitto di interessi, essere considerata una minaccia per il servizio?.
La difesa ha magistralmente evidenziato che l'Amministrazione aveva applicato una norma in modo astratto e automatico, senza spiegare nel concreto quale fosse il pregiudizio, il rischio o l'interferenza che quella minuscola attività avrebbe potuto generare. Il Tribunale ha accolto questa visione, pronunciando una sentenza che è un faro di ragionevolezza. I giudici hanno stabilito che, di fronte a concetti ampi e indeterminati come i "riflessi sul servizio", l'Amministrazione ha il dovere di motivare in modo specifico e puntuale le sue decisioni. Non basta invocare una norma; occorre dimostrare perché un fatto, specie se di modesta entità, possa realmente incidere sull'integrità e l'imparzialità del servizio. La sanzione è stata annullata, l'onorabilità del militare pienamente ripristinata. Una vittoria che riafferma un principio fondamentale: la legge deve essere applicata con saggezza e proporzione, non trasformarsi in uno strumento cieco capace di punire senza una vera ragione.
Per una consulenza manda SOLO un vocale al 3494442639 oppure chiama in studio allo 0805584348 ti risponderemo il più presto possibile. ... See MoreSee Less
20 Marzo,2026
"ABBANDONA LA MOGLIE MALATA E PRETENDE L'AFFITTO"
⚖️ Vittoria!!!! Quando andarsene è una scelta (e non un diritto al risarcimento) 🏠
Casa coniugale, separazione e dignità umana: dove finisce il conflitto e inizia la legge.
Dietro questa storia non c’è solo una causa civile, ma una vicenda profondamente umana.
Una moglie colpita dalla SLA, una malattia neurodegenerativa grave che compromette progressivamente le funzioni motorie, senza intaccare la lucidità.
Un matrimonio che si spezza. Un giudice che, nella fase della separazione, non dispone nulla sulla casa coniugale. Nessuna assegnazione, nessun divieto: la casa resta di entrambi, al 50%.
Per un periodo continuano a vivere insieme. Poi è il marito ad andarsene.
Qualche mese dopo, la richiesta:
👉 Lei vive anche nella mia metà della casa. Voglio metà dell’affitto.
Una pretesa che, sulla carta, potrebbe sembrare logica. Ma il diritto non vive di apparenze.
La difesa ha ricondotto la vicenda al suo nucleo essenziale:
non c’è stato alcun comportamento ostativo, nessuna cacciata, nessuna preclusione.
La moglie non ha mai impedito l’accesso all’immobile.
La scelta di lasciare la casa è stata personale, autonoma, volontaria.
Il Tribunale ha accolto questa impostazione con una sentenza netta e lucida:
📌 il godimento esclusivo dell’immobile non è illecito se l’altro comproprietario ha scelto di non abitarvi;
📌 il conflitto, anche duro, non equivale a un divieto;
📌 non si può trasformare una decisione individuale in un credito economico.
La domanda viene respinta.
Nessuna indennità. Nessun affitto da pagare.
Una decisione che riafferma un principio fondamentale:
la legge tutela i diritti, non risarcisce le rinunce volontarie.
📈 #Casa #coniugale #SLA #separazione #indennità #di #occupazione #comproprietà #sentenza #diritto #civile #tribunale
📞 Per una consulenza manda SOLO un vocale al 349 4442639
oppure chiama in studio allo 080 5584348: ti risponderemo il prima possibile. ... See MoreSee Less
20 Marzo,2026
VITTORIA AL TAR DOPO L'ESPULSIONE DELLA CANDIDATA : La Storia di Anna e la Vittoria dello Studio Lieggi
Quando Anna si è presentata al nostro studio, il suo sogno di servire nell'Esercito Italiano era a un passo dal diventare realtà. Dopo aver superato le prove per il concorso VFP4 e aver ricevuto un certificato di idoneità all'attività sportiva agonistica, sembrava tutto in ordine. Tuttavia, durante la visita medica finale, la situazione cambiò drasticamente: fu dichiarata inidonea a causa di un PR corto e di un QRS stretto.
Anna si sentiva devastata. Sapeva di essere pronta e capace, ma quell'ingiusta esclusione minacciava di spezzare il suo sogno. È in quel momento che ci ha contattato, cercando supporto per lottare contro questa decisione. Siamo stati colpiti dalla sua determinazione e abbiamo deciso di aiutarla.
Abbiamo analizzato la sua situazione e compreso che le anomalie cardiache di Anna non erano necessariamente indicativi di un problema grave. La medicina militare, infatti, stabilisce che tali condizioni non giustificano automaticamente un giudizio di inidoneità, a meno che non siano associate a problemi più seri. Con questa consapevolezza, abbiamo lavorato per preparare il suo caso, raccogliendo informazioni e documentazione necessaria.
Durante l'udienza, Anna ha avuto l'opportunità di esprimere il suo punto di vista e raccontare la sua storia. La sua passione e il suo desiderio di servire hanno colpito il tribunale. Alla fine, il giudice ha emesso un verdetto favorevole, ordinando il suo reintegro.
Questa vittoria rappresenta un passo importante non solo per Anna, ma anche per tutti coloro che si trovano ad affrontare sfide simili. La sua storia dimostra che, con il giusto supporto e determinazione, è possibile combattere per il proprio sogno. Noi dello Studio Lieggi siamo stati felici di accompagnarla in questo percorso, contribuendo a far sì che il suo sogno di servire l'Esercito Italiano possa finalmente avverarsi. Per info 0795584348 oppure SOLO VOCALI AL 349 444 2639 ... See MoreSee Less
20 Marzo,2026
Trasferimenti militari: quando lo spostamento è illegittimo o mascherato da un' esigenza
Dietro l’apparente freddezza di un ordine scritto, si nascondono storie di vite stravolte, di famiglie separate e di diritti calpestati. Il TAR Campania ha acceso i riflettori su due vicende esemplari nel mondo della sicurezza, dove il trasferimento non sempre segue la via della giustizia.
1. Il carabiniere esiliato – Un ufficiale dell’Arma viene allontanato dalla Campania con la scusa dell’“incompatibilità ambientale”, dopo alcune contestazioni disciplinari. Ma il trasferimento appare subito come una punizione mascherata: sproporzionato, immotivato, incurante della sua famiglia e delle soluzioni alternative. Il TAR smaschera l’abuso e cancella il provvedimento.
2. L’ispettore dimenticato – Undici anni “distaccato” a Napoli, ma in realtà stabilmente trasferito senza alcun riconoscimento formale. Un lungo silenzio amministrativo che nega i diritti. Il TAR respinge l’indennità di missione – ormai incompatibile con la durata – ma riconosce quella da trasferimento, perché quel distacco era solo un inganno
In entrambe le storie il diritto ha fatto da scudo alla divisa, ricordando che il potere non può travolgere la persona. Trasferire un militare non è solo spostare un nome su una mappa: è toccare una vita. E questo deve avvenire sempre nel rispetto della legge, della dignità e dell’umanità. ... See MoreSee Less
20 Marzo,2026
Tutti@⚖️ Vittoria!!!! NOVITÀ PER LE VITTIME DEL DOVERE. ATTENZIONE!!!!! Quando il sacrificio non può essere tassato 🇮🇹
Pensioni, status e dignità
Dietro questa vicenda non c’è solo una questione fiscale,
ma una storia profondamente umana e istituzionale.
Uomini e donne che hanno servito lo Stato.
Nel contrasto alla criminalità.
Nel mantenimento dell’ordine pubblico.
Nel soccorso.
Nella tutela della collettività.
Anche a costo di un’invalidità permanente o della vita.
Familiari superstiti che portano avanti quel peso ogni giorno.
La legge riconosce lo status di Vittima del Dovere.
Ma per anni, sulle pensioni, l’esenzione IRPEF è stata applicata solo in parte.
Solo ad alcuni trattamenti.
Solo se collegati direttamente all’evento che ha causato il danno.
Una distinzione che, sulla carta, poteva sembrare sostenibile.
Ma il diritto non vive di frammenti.
La questione arriva davanti ai giudici.
E la Corte di Cassazione riporta tutto al suo nucleo essenziale: l’ESENZIONE IRPEF si applica a TUTTE le pensioni delle Vittime del Dovere;
📌 vale anche per i familiari superstiti e per i soggetti equiparati;
📌 riguarda tutti i trattamenti pensionistici obbligatori, anche se non legati all’evento lesivo.
Dal 1° gennaio 2017.
Con possibilità di recuperare quanto indebitamente trattenuto.
Per consulenza manda SOLO un vocale al 349 4442639 oppure chiama in studio allo 080 5584348: ti risponderemo il prima possibile. ... See MoreSee Less
20 Marzo,2026
Tutti@HO UN’ALTRA BUONA NOTIZIA PER VOI:
Innocente ma perde l’alloggio di servizio:Una Prima Vittoria per la Dignità
In una vicenda che evidenzia le possibili storture dell'azione amministrativa di fronte a complesse situazioni umane e giudiziarie, lo Studio Lieggi ha ottenuto un'importante vittoria cautelare a favore di un appartenente alle forze dell'ordine, il quale si è visto revocare l'alloggio di servizio a seguito di una catena di eventi basati su presupposti poi rivelatisi infondati.
La storia ha inizio quando un servitore dello Stato, dopo anni di onorata carriera, viene ingiustamente coinvolto in procedimenti penali. Ancora prima di qualsiasi accertamento di merito, l'Amministrazione dispone il suo trasferimento d'autorità in un'altra provincia per "incompatibilità ambientale", un provvedimento che il militare ha immediatamente impugnato dinanzi alla giustizia amministrativa Successivamente, la giustizia penale fa il suo corso e scagiona completamente il militare, con un'archiviazione e un'assoluzione piena perché il fatto non sussiste. Nonostante l'esito favorevole e l'assenza di qualsiasi procedimento disciplinare a suo carico, l'Amministrazione, in un'azione successiva, utilizza proprio quel trasferimento (la cui legittimità era ormai minata dalle assoluzioni) come unica motivazione per revocargli l'assegnazione dell'alloggio di servizio. A questo decreto di revoca segue una perentoria diffida a liberare l'immobile entro 15 giorni, minacciando l'avvio di una procedura di sfratto per occupazione senza titolo
L'Intervento dello Studio Lieggi e le Ragioni del Ricorso
Di fronte a questa palese ingiustizia, lo Studio Lieggi ha presentato un ricorso d'urgenza al Tribunale Amministrativo Regionale, chiedendo l'annullamento dei provvedimenti. L'azione legale si è basata su due argomenti cardine:
1. L'illegittimità dell'atto per eccesso di potere: Il ricorso ha messo in luce la manifesta illogicità dell'azione amministrativa. La revoca dell'alloggio era fondata esclusivamente sul trasferimento, ma il trasferimento era a sua volta basato su accuse penali che si erano dissolte. Venendo meno il presupposto (le accuse), anche l'atto consequenziale (il trasferimento) risultava viziato, e di conseguenza lo era anche l'ulteriore atto derivato (la revoca dell'alloggio). Lo Studio Lieggi ha sostenuto che l'Amministrazione ha agito in modo contraddittorio e per finalità diverse da quelle di interesse pubblico, configurando un chiaro sviamento di potere, dato che nel provvedimento non si faceva menzione di alcuna necessità di riassegnare l'alloggio ad altri aventi diritto.
2. Il rischio di un danno grave e irreparabile (periculum in mora): Il ricorso ha evidenziato le drammatiche conseguenze umane che l'esecuzione dello sfratto avrebbe comportato. Il militare, padre divorziato, si sarebbe trovato nell'impossibilità materiale di ospitare i propri figli, come previsto dagli accordi di divorzio, minando il suo ruolo genitoriale. Inoltre, già provato dalle ingenti spese legali sostenute per difendere il proprio onore, si sarebbe trovato in una condizione di grave difficoltà economica, senza la possibilità di reperire un'altra abitazione a condizioni di mercato.
Accogliendo l'istanza presentata dallo Studio Lieggi, il Presidente del Tribunale Amministrativo ha emesso un decreto cautelare monocratico con cui ha sospeso immediatamente l'efficacia del provvedimento di revoca e della diffida di rilascio. Questa decisione rappresenta una prima, fondamentale vittoria, che ha bloccato lo sfratto e ha permesso a un servitore dello Stato e alla sua famiglia di non perdere la propria casa, riaffermando il principio che l'azione della Pubblica Amministrazione deve sempre essere guidata da logica, coerenza e dal rispetto dei diritti fondamentali della persona.
Per una consulenza manda SOLO un vocale al 3494442639 oppure chiama in studio allo 0805584348 ti risponderemo il più presto possibile. ... See MoreSee Less
20 Marzo,2026
Tutti@“CAMBIA STRADA PER SALVARSI LA VITA. VIENE SOSPESO DAL LAVORO.”
⚖️ Vittoria!!!! Quando difendersi non è colpa, ma dovere 🚨
Portavalori. Fine mese.
Autostrada vuota. Carico importante.
Due auto sospette che non mollano.
L’autista fa quello che chiunque farebbe per proteggere sé e i colleghi:
avvisa la centrale, cambia percorso, esce dall’autostrada.
Pochi minuti dopo:
👉 spari
👉 tentativo di rapina
👉 ferite, ospedale, infortunio sul lavoro
Potrebbe sembrare la fine dell’incubo.
E invece no.
📩 Qualche settimana dopo arriva la contestazione disciplinare:
– perché ha cambiato itinerario
Risultato?
👉 6 giorni di sospensione dal lavoro e dalla retribuzione.
Ma il diritto non vive di automatismi. Vive di prove.
La difesa riporta la vicenda al suo posto
il cambio di percorso è prassi consentita in caso di pericolo
la centrale operativa era stata avvisata
il pericolo era reale (e infatti la rapina c’è stata)
Davanti al Tribunale di Bari – Sezione Lavoro, emerge una verità chiara:
📌 nessuna regola violata
📌 nessuna negligenza
📌 nessuna colpa del lavoratore
La decisione è netta:
❌ sanzione illegittima
✔ sospensione annullata
✔ retribuzione restituita
✔ spese legali a carico dell’azienda
Una sentenza che riafferma un principio fondamentale:
non si può punire chi sceglie la sicurezza.
Non si può accusare senza dimostrare.
📞 Per una consulenza manda SOLO un vocale al 349 4442639
oppure chiama in studio allo 080 5584348: ti risponderemo il prima possibile. ... See MoreSee Less
06 Marzo,2026
"Vessato per anni dai colleghi": il caso Paolillo scuote il Ministero. Nordio risponde sull'agente morto suicida a Turi ... See MoreSee Less

www.baritoday.it
Dopo l’interrogazione parlamentare della deputata Ascari, il ministro Nordio conferma la collaborazione con la Procura di Bari per far luce sulla tragedia di Umberto Paolillo, assistente capo della ...22 Febbraio,2026
Dieta mediterranea scudo contro i tumori del cavo orale: lo studio sulle leucoplachie a Bari ... See MoreSee Less

Dieta mediterranea scudo contro i tumori del cavo orale: lo studio sulle leucoplachie a Bari
bari.repubblica.it
A certificarlo è una ricerca italiana appena pubblicata sull'International Dental Journal, una delle riviste scientifiche più autorevoli del settore odontoiatr…11 Febbraio,2026
Tutti i gruppi@com ... See MoreSee Less
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In questi casi, generalmente significa che il proprietario ha condiviso il contenuto solo con un gruppo ristretto di persone, ha modificato chi può vederlo oppure lo ha eliminato.11 Febbraio,2026
Oggi uniti per le forze dell’ordine e le forze armate siamo alla camera per proporre un’azione forte contro i suicidi delle forze dell’ordine !!!!!AVANTI TUTTA!!! ... See MoreSee Less
Questo contenuto non è al momento disponibile
In questi casi, generalmente significa che il proprietario ha condiviso il contenuto solo con un gruppo ristretto di persone, ha modificato chi può vederlo oppure lo ha eliminato.01 Febbraio,2026
🛡️ **
Ieri, abbiamo assistito all’ennesimo episodio di vile e inaccettabile aggressione nei confronti di un agente di polizia, un episodio che ci ricorda quanto siano vulnerabili e fondamentali le nostre forze dell'ordine. Questi professionisti non solo dedicano la loro vita a proteggere la nostra sicurezza, ma affrontano quotidianamente situazioni estremamente pericolose. Il nostro governo deve sostenere e tutelare chi rischia tutto per noi. Le forze armate e le forze dell'ordine meritano il nostro rispetto e la nostra gratitudine, ma anche una riforma concreta delle condizioni in cui operano.
Il codice dell'ordinamento militare è ormai obsoleto e necessita di una revisione urgente per riflettere le reali esigenze del nostro tempo. Inoltre, gli stipendi e le indennità per questi lavoratori sono spesso poco remunerativi rispetto alla grande responsabilità che affrontano.È tempo di agire per garantire che chi ci protegge abbia le risorse e il supporto di cui necessitano ... See MoreSee Less
30 Gennaio,2026
“VALUTATO ‘SUPERIORE ALLA MEDIA’.
MA IL GIUDICE HA DETTO DI NO.
”Vittoria!!!! Quando una carriera non si giudica a caso 🎖️
Valutazioni militari, discrezionalità amministrativa e diritto alla correttezza:
dove finisce il potere dell’Amministrazione e inizia il controllo del giudice.
Dietro questa sentenza non c’è solo un ricorso amministrativo,
ma una storia professionale fatta di servizio, impegno e responsabilità.
Un sottufficiale dell’Esercito.
Una carriera lineare, sempre valutata positivamente.
Un rapporto informativo che, improvvisamente, lo descrive come impiegato in
“mansioni generiche”, con un giudizio finale inferiore alle reali attività svolte.
Quel rapporto viene annullato.
Poi riscritto.
Poi annullato di nuovo.
E riscritto ancora una volta, sempre nello stesso modo.
👉 Il problema?
La valutazione non nasce da un’istruttoria seria, ma da apprezzamenti parziali,
senza considerare tutti gli incarichi svolti e senza acquisire informazioni
dai superiori effettivamente competenti.
Il TAR Puglia mette ordine, con una sentenza chiara e severa:
📌 il giudizio sul militare deve basarsi su un rapporto di servizio reale e diretto;
📌 chi valuta deve conoscere le attività svolte, o acquisire elementi istruttori;
📌 la discrezionalità non copre arbitrii, superficialità o scorciatoie;
📌 una valutazione incoerente e mal motivata è illegittima.
Il risultato?
✔️ rapporto informativo annullato
✔️ valutazione da rifare
✔️ spese legali a carico del Ministero
Una decisione che ribadisce un principio fondamentale:
la carriera si costruisce sul servizio, non sulle etichette.
📈 #sentenza #dirittoamministrativo #militari #valutazione #TAR #difesa #carriera #giudizi #pubblicaamministrazione #giustizia
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oppure chiama in studio allo 080 5584348: ti risponderemo il prima possibile. ... See MoreSee Less
Grazie
Complimenti!!! 👏👏👏
26 Gennaio,2026
“CAMBIA STRADA PER SALVARSI LA VITA. VIENE SOSPESO DAL LAVORO.”
⚖️ Vittoria!!!! Quando difendersi non è colpa, ma dovere 🚨
Portavalori. Fine mese.
Autostrada vuota. Carico importante.
Due auto sospette che non mollano.
L’autista fa quello che chiunque farebbe per proteggere sé e i colleghi:
avvisa la centrale, cambia percorso, esce dall’autostrada.
Pochi minuti dopo:
👉 spari
👉 tentativo di rapina
👉 ferite, ospedale, infortunio sul lavoro
Potrebbe sembrare la fine dell’incubo.
E invece no.
📩 Qualche settimana dopo arriva la contestazione disciplinare:
– perché ha cambiato itinerario
Risultato?
👉 6 giorni di sospensione dal lavoro e dalla retribuzione.
Ma il diritto non vive di automatismi. Vive di prove.
La difesa riporta la vicenda al suo posto
il cambio di percorso è prassi consentita in caso di pericolo
la centrale operativa era stata avvisata
il pericolo era reale (e infatti la rapina c’è stata)
Davanti al Tribunale di Bari – Sezione Lavoro, emerge una verità chiara:
📌 nessuna regola violata
📌 nessuna negligenza
📌 nessuna colpa del lavoratore
La decisione è netta:
❌ sanzione illegittima
✔ sospensione annullata
✔ retribuzione restituita
✔ spese legali a carico dell’azienda
Una sentenza che riafferma un principio fondamentale:
non si può punire chi sceglie la sicurezza.
Non si può accusare senza dimostrare.
📞 Per una consulenza manda SOLO un vocale al 349 4442639
oppure chiama in studio allo 080 5584348: ti risponderemo il prima possibile. ... See MoreSee Less
14 Gennaio,2026
HO UN’ALTRA BUONA NOTIZIA PER VOI:
Innocente ma perde l’alloggio di servizio:Una Prima Vittoria per la Dignità
In una vicenda che evidenzia le possibili storture dell'azione amministrativa di fronte a complesse situazioni umane e giudiziarie, lo Studio Lieggi ha ottenuto un'importante vittoria cautelare a favore di un appartenente alle forze dell'ordine, il quale si è visto revocare l'alloggio di servizio a seguito di una catena di eventi basati su presupposti poi rivelatisi infondati.
La storia ha inizio quando un servitore dello Stato, dopo anni di onorata carriera, viene ingiustamente coinvolto in procedimenti penali. Ancora prima di qualsiasi accertamento di merito, l'Amministrazione dispone il suo trasferimento d'autorità in un'altra provincia per "incompatibilità ambientale", un provvedimento che il militare ha immediatamente impugnato dinanzi alla giustizia amministrativa Successivamente, la giustizia penale fa il suo corso e scagiona completamente il militare, con un'archiviazione e un'assoluzione piena perché il fatto non sussiste. Nonostante l'esito favorevole e l'assenza di qualsiasi procedimento disciplinare a suo carico, l'Amministrazione, in un'azione successiva, utilizza proprio quel trasferimento (la cui legittimità era ormai minata dalle assoluzioni) come unica motivazione per revocargli l'assegnazione dell'alloggio di servizio. A questo decreto di revoca segue una perentoria diffida a liberare l'immobile entro 15 giorni, minacciando l'avvio di una procedura di sfratto per occupazione senza titolo
L'Intervento dello Studio Lieggi e le Ragioni del Ricorso
Di fronte a questa palese ingiustizia, lo Studio Lieggi ha presentato un ricorso d'urgenza al Tribunale Amministrativo Regionale, chiedendo l'annullamento dei provvedimenti. L'azione legale si è basata su due argomenti cardine:
1. L'illegittimità dell'atto per eccesso di potere: Il ricorso ha messo in luce la manifesta illogicità dell'azione amministrativa. La revoca dell'alloggio era fondata esclusivamente sul trasferimento, ma il trasferimento era a sua volta basato su accuse penali che si erano dissolte. Venendo meno il presupposto (le accuse), anche l'atto consequenziale (il trasferimento) risultava viziato, e di conseguenza lo era anche l'ulteriore atto derivato (la revoca dell'alloggio). Lo Studio Lieggi ha sostenuto che l'Amministrazione ha agito in modo contraddittorio e per finalità diverse da quelle di interesse pubblico, configurando un chiaro sviamento di potere, dato che nel provvedimento non si faceva menzione di alcuna necessità di riassegnare l'alloggio ad altri aventi diritto.
2. Il rischio di un danno grave e irreparabile (periculum in mora): Il ricorso ha evidenziato le drammatiche conseguenze umane che l'esecuzione dello sfratto avrebbe comportato. Il militare, padre divorziato, si sarebbe trovato nell'impossibilità materiale di ospitare i propri figli, come previsto dagli accordi di divorzio, minando il suo ruolo genitoriale. Inoltre, già provato dalle ingenti spese legali sostenute per difendere il proprio onore, si sarebbe trovato in una condizione di grave difficoltà economica, senza la possibilità di reperire un'altra abitazione a condizioni di mercato.
Accogliendo l'istanza presentata dallo Studio Lieggi, il Presidente del Tribunale Amministrativo ha emesso un decreto cautelare monocratico con cui ha sospeso immediatamente l'efficacia del provvedimento di revoca e della diffida di rilascio. Questa decisione rappresenta una prima, fondamentale vittoria, che ha bloccato lo sfratto e ha permesso a un servitore dello Stato e alla sua famiglia di non perdere la propria casa, riaffermando il principio che l'azione della Pubblica Amministrazione deve sempre essere guidata da logica, coerenza e dal rispetto dei diritti fondamentali della persona.
Per una consulenza manda SOLO un vocale al 3494442639 oppure chiama in studio allo 0805584348 ti risponderemo il più presto possibile. ... See MoreSee Less
Ottimo
12 Gennaio,2026
👨⚖ È violato l’obbligo di repechage se il datore di lavoro ricopre una diversa posizione affidabile al dipendente licenziato con un contratto di lavoro autonomo. Lo sottolinea la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 31312/2025.
I giudici rilevano che, ai fini del repechage, conta l’esistenza di una posizione lavorativa concretamente attribuibile al dipendente altrimenti licenziato. È una circostanza del tutto irrilevante che la posizione in questione sia ricoperta con un successo contratto di lavoro autonomo, sulla base dell’insindacabile scelta datoriale.
L’ordinanza infatti afferma che sarebbe altrimenti fin troppo agevole per il datore eludere il limite del repechage, soddisfando le sue esigenze con il ricorso a figure contrattuali diverse dal lavoro subordinato.
📄 L'ordinanza completa 👉 ln.run/ordinanza-corte-cassazione-31312-2025
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bit.ly/sito-agi-sentenze-alte-corti ... See MoreSee Less
04 Gennaio,2026
⚖️ Vittoria!!!! NOVITÀ PER LE VITTIME DEL DOVERE. ATTENZIONE!!!!! Quando il sacrificio non può essere tassato 🇮🇹
Pensioni, status e dignità
Dietro questa vicenda non c’è solo una questione fiscale,
ma una storia profondamente umana e istituzionale.
Uomini e donne che hanno servito lo Stato.
Nel contrasto alla criminalità.
Nel mantenimento dell’ordine pubblico.
Nel soccorso.
Nella tutela della collettività.
Anche a costo di un’invalidità permanente o della vita.
Familiari superstiti che portano avanti quel peso ogni giorno.
La legge riconosce lo status di Vittima del Dovere.
Ma per anni, sulle pensioni, l’esenzione IRPEF è stata applicata solo in parte.
Solo ad alcuni trattamenti.
Solo se collegati direttamente all’evento che ha causato il danno.
Una distinzione che, sulla carta, poteva sembrare sostenibile.
Ma il diritto non vive di frammenti.
La questione arriva davanti ai giudici.
E la Corte di Cassazione riporta tutto al suo nucleo essenziale: l’ESENZIONE IRPEF si applica a TUTTE le pensioni delle Vittime del Dovere;
📌 vale anche per i familiari superstiti e per i soggetti equiparati;
📌 riguarda tutti i trattamenti pensionistici obbligatori, anche se non legati all’evento lesivo.
Dal 1° gennaio 2017.
Con possibilità di recuperare quanto indebitamente trattenuto.
Per consulenza manda SOLO un vocale al 349 4442639 oppure chiama in studio allo 080 5584348: ti risponderemo il prima possibile. ... See MoreSee Less
02 Gennaio,2026
Studiolegalelieggi@followers ... See MoreSee Less
Questo contenuto non è al momento disponibile
In questi casi, generalmente significa che il proprietario ha condiviso il contenuto solo con un gruppo ristretto di persone, ha modificato chi può vederlo oppure lo ha eliminato.29 Dicembre,2025
Studiolegalelieggi@tuttiHO UN’ALTRA BUONA NOTIZIA PER VOI:
Innocente ma perde l’alloggio di servizio:Una Prima Vittoria per la Dignità
In una vicenda che evidenzia le possibili storture dell'azione amministrativa di fronte a complesse situazioni umane e giudiziarie, lo Studio Lieggi ha ottenuto un'importante vittoria cautelare a favore di un appartenente alle forze dell'ordine, il quale si è visto revocare l'alloggio di servizio a seguito di una catena di eventi basati su presupposti poi rivelatisi infondati.
La storia ha inizio quando un servitore dello Stato, dopo anni di onorata carriera, viene ingiustamente coinvolto in procedimenti penali. Ancora prima di qualsiasi accertamento di merito, l'Amministrazione dispone il suo trasferimento d'autorità in un'altra provincia per "incompatibilità ambientale", un provvedimento che il militare ha immediatamente impugnato dinanzi alla giustizia amministrativa Successivamente, la giustizia penale fa il suo corso e scagiona completamente il militare, con un'archiviazione e un'assoluzione piena perché il fatto non sussiste. Nonostante l'esito favorevole e l'assenza di qualsiasi procedimento disciplinare a suo carico, l'Amministrazione, in un'azione successiva, utilizza proprio quel trasferimento (la cui legittimità era ormai minata dalle assoluzioni) come unica motivazione per revocargli l'assegnazione dell'alloggio di servizio. A questo decreto di revoca segue una perentoria diffida a liberare l'immobile entro 15 giorni, minacciando l'avvio di una procedura di sfratto per occupazione senza titolo
L'Intervento dello Studio Lieggi e le Ragioni del Ricorso
Di fronte a questa palese ingiustizia, lo Studio Lieggi ha presentato un ricorso d'urgenza al Tribunale Amministrativo Regionale, chiedendo l'annullamento dei provvedimenti. L'azione legale si è basata su due argomenti cardine:
1. L'illegittimità dell'atto per eccesso di potere: Il ricorso ha messo in luce la manifesta illogicità dell'azione amministrativa. La revoca dell'alloggio era fondata esclusivamente sul trasferimento, ma il trasferimento era a sua volta basato su accuse penali che si erano dissolte. Venendo meno il presupposto (le accuse), anche l'atto consequenziale (il trasferimento) risultava viziato, e di conseguenza lo era anche l'ulteriore atto derivato (la revoca dell'alloggio). Lo Studio Lieggi ha sostenuto che l'Amministrazione ha agito in modo contraddittorio e per finalità diverse da quelle di interesse pubblico, configurando un chiaro sviamento di potere, dato che nel provvedimento non si faceva menzione di alcuna necessità di riassegnare l'alloggio ad altri aventi diritto.
2. Il rischio di un danno grave e irreparabile (periculum in mora): Il ricorso ha evidenziato le drammatiche conseguenze umane che l'esecuzione dello sfratto avrebbe comportato. Il militare, padre divorziato, si sarebbe trovato nell'impossibilità materiale di ospitare i propri figli, come previsto dagli accordi di divorzio, minando il suo ruolo genitoriale. Inoltre, già provato dalle ingenti spese legali sostenute per difendere il proprio onore, si sarebbe trovato in una condizione di grave difficoltà economica, senza la possibilità di reperire un'altra abitazione a condizioni di mercato.
Accogliendo l'istanza presentata dallo Studio Lieggi, il Presidente del Tribunale Amministrativo ha emesso un decreto cautelare monocratico con cui ha sospeso immediatamente l'efficacia del provvedimento di revoca e della diffida di rilascio. Questa decisione rappresenta una prima, fondamentale vittoria, che ha bloccato lo sfratto e ha permesso a un servitore dello Stato e alla sua famiglia di non perdere la propria casa, riaffermando il principio che l'azione della Pubblica Amministrazione deve sempre essere guidata da logica, coerenza e dal rispetto dei diritti fondamentali della persona.
Per una consulenza manda SOLO un vocale al 3494442639 oppure chiama in studio allo 0805584348 ti risponderemo il più presto possibile. ... See MoreSee Less
27 Dicembre,2025
Studiolegalelieggi@tuttiTrasferimenti militari: quando lo spostamento è illegittimo o mascherato da un' esigenza
Dietro l’apparente freddezza di un ordine scritto, si nascondono storie di vite stravolte, di famiglie separate e di diritti calpestati. Il TAR Campania ha acceso i riflettori su due vicende esemplari nel mondo della sicurezza, dove il trasferimento non sempre segue la via della giustizia.
1. Il carabiniere esiliato – Un ufficiale dell’Arma viene allontanato dalla Campania con la scusa dell’“incompatibilità ambientale”, dopo alcune contestazioni disciplinari. Ma il trasferimento appare subito come una punizione mascherata: sproporzionato, immotivato, incurante della sua famiglia e delle soluzioni alternative. Il TAR smaschera l’abuso e cancella il provvedimento.
2. L’ispettore dimenticato – Undici anni “distaccato” a Napoli, ma in realtà stabilmente trasferito senza alcun riconoscimento formale. Un lungo silenzio amministrativo che nega i diritti. Il TAR respinge l’indennità di missione – ormai incompatibile con la durata – ma riconosce quella da trasferimento, perché quel distacco era solo un inganno
In entrambe le storie il diritto ha fatto da scudo alla divisa, ricordando che il potere non può travolgere la persona. Trasferire un militare non è solo spostare un nome su una mappa: è toccare una vita. E questo deve avvenire sempre nel rispetto della legge, della dignità e dell’umanità. ... See MoreSee Less
27 Dicembre,2025
Studiolegalelieggi@TuttiVITTORIA AL TAR DOPO L'ESPULSIONE DELLA CANDIDATA : La Storia di Anna e la Vittoria dello Studio Lieggi
Quando Anna si è presentata al nostro studio, il suo sogno di servire nell'Esercito Italiano era a un passo dal diventare realtà. Dopo aver superato le prove per il concorso VFP4 e aver ricevuto un certificato di idoneità all'attività sportiva agonistica, sembrava tutto in ordine. Tuttavia, durante la visita medica finale, la situazione cambiò drasticamente: fu dichiarata inidonea a causa di un PR corto e di un QRS stretto.
Anna si sentiva devastata. Sapeva di essere pronta e capace, ma quell'ingiusta esclusione minacciava di spezzare il suo sogno. È in quel momento che ci ha contattato, cercando supporto per lottare contro questa decisione. Siamo stati colpiti dalla sua determinazione e abbiamo deciso di aiutarla.
Abbiamo analizzato la sua situazione e compreso che le anomalie cardiache di Anna non erano necessariamente indicativi di un problema grave. La medicina militare, infatti, stabilisce che tali condizioni non giustificano automaticamente un giudizio di inidoneità, a meno che non siano associate a problemi più seri. Con questa consapevolezza, abbiamo lavorato per preparare il suo caso, raccogliendo informazioni e documentazione necessaria.
Durante l'udienza, Anna ha avuto l'opportunità di esprimere il suo punto di vista e raccontare la sua storia. La sua passione e il suo desiderio di servire hanno colpito il tribunale. Alla fine, il giudice ha emesso un verdetto favorevole, ordinando il suo reintegro.
Questa vittoria rappresenta un passo importante non solo per Anna, ma anche per tutti coloro che si trovano ad affrontare sfide simili. La sua storia dimostra che, con il giusto supporto e determinazione, è possibile combattere per il proprio sogno. Noi dello Studio Lieggi siamo stati felici di accompagnarla in questo percorso, contribuendo a far sì che il suo sogno di servire l'Esercito Italiano possa finalmente avverarsi. Per info 0795584348 oppure SOLO VOCALI AL 349 444 2639 ... See MoreSee Less
19 Dicembre,2025
"ABBANDONA LA MOGLIE MALATA E PRETENDE L'AFFITTO"
⚖️ Vittoria!!!! Quando andarsene è una scelta (e non un diritto al risarcimento) 🏠
Casa coniugale, separazione e dignità umana: dove finisce il conflitto e inizia la legge.
Dietro questa storia non c’è solo una causa civile, ma una vicenda profondamente umana.
Una moglie colpita dalla SLA, una malattia neurodegenerativa grave che compromette progressivamente le funzioni motorie, senza intaccare la lucidità.
Un matrimonio che si spezza. Un giudice che, nella fase della separazione, non dispone nulla sulla casa coniugale. Nessuna assegnazione, nessun divieto: la casa resta di entrambi, al 50%.
Per un periodo continuano a vivere insieme. Poi è il marito ad andarsene.
Qualche mese dopo, la richiesta:
👉 Lei vive anche nella mia metà della casa. Voglio metà dell’affitto.
Una pretesa che, sulla carta, potrebbe sembrare logica. Ma il diritto non vive di apparenze.
La difesa ha ricondotto la vicenda al suo nucleo essenziale:
non c’è stato alcun comportamento ostativo, nessuna cacciata, nessuna preclusione.
La moglie non ha mai impedito l’accesso all’immobile.
La scelta di lasciare la casa è stata personale, autonoma, volontaria.
Il Tribunale ha accolto questa impostazione con una sentenza netta e lucida:
📌 il godimento esclusivo dell’immobile non è illecito se l’altro comproprietario ha scelto di non abitarvi;
📌 il conflitto, anche duro, non equivale a un divieto;
📌 non si può trasformare una decisione individuale in un credito economico.
La domanda viene respinta.
Nessuna indennità. Nessun affitto da pagare.
Una decisione che riafferma un principio fondamentale:
la legge tutela i diritti, non risarcisce le rinunce volontarie.
📈 #Casa #coniugale #SLA #separazione #indennità #di #occupazione #comproprietà #sentenza #diritto #civile #tribunale
📞 Per una consulenza manda SOLO un vocale al 349 4442639
oppure chiama in studio allo 080 5584348: ti risponderemo il prima possibile. ... See MoreSee Less
19 Dicembre,2025
"ABBANDONA LA MOGLIE MALATA E PRETENDE L'AFFITTO"
⚖️ Vittoria!!!! Quando andarsene è una scelta (e non un diritto al risarcimento) 🏠
Casa coniugale, separazione e dignità umana: dove finisce il conflitto e inizia la legge.
Dietro questa storia non c’è solo una causa civile, ma una vicenda profondamente umana.
Una moglie colpita dalla SLA, una malattia neurodegenerativa grave che compromette progressivamente le funzioni motorie, senza intaccare la lucidità.
Un matrimonio che si spezza. Un giudice che, nella fase della separazione, non dispone nulla sulla casa coniugale. Nessuna assegnazione, nessun divieto: la casa resta di entrambi, al 50%.
Per un periodo continuano a vivere insieme. Poi è il marito ad andarsene.
Qualche mese dopo, la richiesta:
👉 Lei vive anche nella mia metà della casa. Voglio metà dell’affitto.
Una pretesa che, sulla carta, potrebbe sembrare logica. Ma il diritto non vive di apparenze.
La difesa ha ricondotto la vicenda al suo nucleo essenziale:
non c’è stato alcun comportamento ostativo, nessuna cacciata, nessuna preclusione.
La moglie non ha mai impedito l’accesso all’immobile.
La scelta di lasciare la casa è stata personale, autonoma, volontaria.
Il Tribunale ha accolto questa impostazione con una sentenza netta e lucida:
📌 il godimento esclusivo dell’immobile non è illecito se l’altro comproprietario ha scelto di non abitarvi;
📌 il conflitto, anche duro, non equivale a un divieto;
📌 non si può trasformare una decisione individuale in un credito economico.
La domanda viene respinta.
Nessuna indennità. Nessun affitto da pagare.
Una decisione che riafferma un principio fondamentale:
la legge tutela i diritti, non risarcisce le rinunce volontarie.
📈 #Casa #coniugale #SLA #separazione #indennità #di #occupazione #comproprietà #sentenza #diritto #civile #tribunale
📞 Per una consulenza manda SOLO un vocale al 349 4442639
oppure chiama in studio allo 080 5584348: ti risponderemo il prima possibile. ... See MoreSee Less
11 Dicembre,2025
📸 Ancora una VITTORIA!!! Dello studio LIEGGI Contro una sanzione ingiusta!🎉
Nel cuore delle forze dell'ordine e delle forze armate, dove rigore e disciplina sono la norma, una storia di coraggio e determinazione merita di essere raccontata. Oggi celebriamo un servitore dello Stato che ha affrontato una battaglia inaspettata: non contro il crimine, ma contro la burocrazia.
Anni fa, la moglie di questo uomo ha avviato una piccola impresa familiare, un'iniziativa nata dalla passione piuttosto che da scelte economiche. Fiero di lei, il nostro protagonista ne ha parlato informalmente con colleghi e superiori. Eppure, dopo anni, questa piccola attività è diventata il pretesto per un'azione disciplinare: un rimprovero per non aver comunicato per iscritto un evento che, secondo l'Amministrazione, avrebbe potuto avere “riflessi sul servizio”.
La difesa è entrata in gioco, impugnando il provvedimento davanti al Tribunale Amministrativo. La domanda era chiara: come può un'attività così modesta, estranea alle mansioni del militare, essere considerata una minaccia per il servizio?
Con grande abilità, è stato dimostrato che l'Amministrazione aveva applicato una norma in modo automatico, senza spiegare il perché di tale sanzione. Il Tribunale ha accolto questa visione, stabilendo che l'Amministrazione deve motivare le proprie decisioni in modo specifico, soprattutto quando si tratta di piccole attività.
Oggi, la sanzione è stata annullata e l'onorabilità del militare è stata ripristinata. Questa vittoria non è solo per lui, ma per tutti noi: un richiamo alla saggezza e alla proporzione nell'applicazione della legge.
Per chi desidera consigli o ha bisogno di assistenza, non esitate a contattarci. Manda un vocale al 3494442639 o chiama in studio allo 0805584348. Siamo qui per voi!“Mancano 9 mila unità. Il personale è allo stremo.” ⚓
Turni infiniti, missioni senza sosta, logistica insufficiente e giovani che abbandonano la Marina per mancanza di prospettive.
Un quadro che tocca sicurezza nazionale, futuro del personale e credibilità del Paese. 🇮🇹
👉 Continua a leggere
infodifesa.it/mancano-9-mila-unita-personale-allo-stremo-lallarme-della-marina-militare-arriva-al... ... See MoreSee Less
10 Dicembre,2025
Ancora una VITTORIA!!! Contro una sanzione ingiusta!
Oltre il Dovere di Comunicazione: I Confini tra Vita Privata e Servizio
Nel cuore di un'istituzione retta da regole ferree, un servitore dello Stato con una lunga e onorata carriera si è trovato a combattere una battaglia inaspettata, non contro il crimine, ma contro la burocrazia.
Anni prima, sua moglie aveva dato vita a una piccola impresa familiare, un'attività nata più dalla passione che da un calcolo economico, tanto modesta da essere quasi invisibile al fisco L'uomo, fiero di sua moglie, ne aveva parlato informalmente con colleghi e superiori, un fatto di vita condiviso in un ambiente di lavoro stretto. Tuttavia, a distanza di anni, quella piccola iniziativa familiare è diventata il pretesto per un'azione disciplinare. L'accusa, fredda e formale: aver omesso di comunicare per iscritto un evento che, secondo l'Amministrazione, avrebbe potuto avere "riflessi sul servizio". Su questa base, una sanzione di "rimprovero" è stata inflitta, una macchia su uno stato di servizio fino ad allora impeccabile. È qui che entra in scena la difesa, orchestrata con acume e determinazione. Impugnando il provvedimento dinanzi al Tribunale Amministrativo, la linea difensiva ha sfidato il gigante amministrativo su un terreno di pura logica e diritto. La domanda posta ai giudici era semplice ma potente: come può un'attività così piccola, del tutto estranea alle mansioni del militare e priva di qualsiasi potenziale conflitto di interessi, essere considerata una minaccia per il servizio?.
La difesa ha magistralmente evidenziato che l'Amministrazione aveva applicato una norma in modo astratto e automatico, senza spiegare nel concreto quale fosse il pregiudizio, il rischio o l'interferenza che quella minuscola attività avrebbe potuto generare. Il Tribunale ha accolto questa visione, pronunciando una sentenza che è un faro di ragionevolezza. I giudici hanno stabilito che, di fronte a concetti ampi e indeterminati come i "riflessi sul servizio", l'Amministrazione ha il dovere di motivare in modo specifico e puntuale le sue decisioni. Non basta invocare una norma; occorre dimostrare perché un fatto, specie se di modesta entità, possa realmente incidere sull'integrità e l'imparzialità del servizio. La sanzione è stata annullata, l'onorabilità del militare pienamente ripristinata. Una vittoria che riafferma un principio fondamentale: la legge deve essere applicata con saggezza e proporzione, non trasformarsi in uno strumento cieco capace di punire senza una vera ragione.
Per una consulenza manda SOLO un vocale al 3494442639 oppure chiama in studio allo 0805584348 ti risponderemo il più presto possibile. ... See MoreSee Less
09 Dicembre,2025
HO UN’ALTRA BUONA NOTIZIA PER VOI:
Innocente ma Sfrattato: Una Prima Vittoria per la Dignità
In una vicenda che evidenzia le possibili storture dell'azione amministrativa di fronte a complesse situazioni umane e giudiziarie, lo Studio Lieggi ha ottenuto un'importante vittoria cautelare a favore di un appartenente alle forze dell'ordine, il quale si è visto revocare l'alloggio di servizio a seguito di una catena di eventi basati su presupposti poi rivelatisi infondati.
La storia ha inizio quando un servitore dello Stato, dopo anni di onorata carriera, viene ingiustamente coinvolto in procedimenti penali. Ancora prima di qualsiasi accertamento di merito, l'Amministrazione dispone il suo trasferimento d'autorità in un'altra provincia per "incompatibilità ambientale", un provvedimento che il militare ha immediatamente impugnato dinanzi alla giustizia amministrativa Successivamente, la giustizia penale fa il suo corso e scagiona completamente il militare, con un'archiviazione e un'assoluzione piena perché il fatto non sussiste. Nonostante l'esito favorevole e l'assenza di qualsiasi procedimento disciplinare a suo carico, l'Amministrazione, in un'azione successiva, utilizza proprio quel trasferimento (la cui legittimità era ormai minata dalle assoluzioni) come unica motivazione per revocargli l'assegnazione dell'alloggio di servizio. A questo decreto di revoca segue una perentoria diffida a liberare l'immobile entro 15 giorni, minacciando l'avvio di una procedura di sfratto per occupazione senza titolo
L'Intervento dello Studio Lieggi e le Ragioni del Ricorso
Di fronte a questa palese ingiustizia, lo Studio Lieggi ha presentato un ricorso d'urgenza al Tribunale Amministrativo Regionale, chiedendo l'annullamento dei provvedimenti. L'azione legale si è basata su due argomenti cardine:
1. L'illegittimità dell'atto per eccesso di potere: Il ricorso ha messo in luce la manifesta illogicità dell'azione amministrativa. La revoca dell'alloggio era fondata esclusivamente sul trasferimento, ma il trasferimento era a sua volta basato su accuse penali che si erano dissolte. Venendo meno il presupposto (le accuse), anche l'atto consequenziale (il trasferimento) risultava viziato, e di conseguenza lo era anche l'ulteriore atto derivato (la revoca dell'alloggio). Lo Studio Lieggi ha sostenuto che l'Amministrazione ha agito in modo contraddittorio e per finalità diverse da quelle di interesse pubblico, configurando un chiaro sviamento di potere, dato che nel provvedimento non si faceva menzione di alcuna necessità di riassegnare l'alloggio ad altri aventi diritto.
2. Il rischio di un danno grave e irreparabile (periculum in mora): Il ricorso ha evidenziato le drammatiche conseguenze umane che l'esecuzione dello sfratto avrebbe comportato. Il militare, padre divorziato, si sarebbe trovato nell'impossibilità materiale di ospitare i propri figli, come previsto dagli accordi di divorzio, minando il suo ruolo genitoriale. Inoltre, già provato dalle ingenti spese legali sostenute per difendere il proprio onore, si sarebbe trovato in una condizione di grave difficoltà economica, senza la possibilità di reperire un'altra abitazione a condizioni di mercato.
Accogliendo l'istanza presentata dallo Studio Lieggi, il Presidente del Tribunale Amministrativo ha emesso un decreto cautelare monocratico con cui ha sospeso immediatamente l'efficacia del provvedimento di revoca e della diffida di rilascio. Questa decisione rappresenta una prima, fondamentale vittoria, che ha bloccato lo sfratto e ha permesso a un servitore dello Stato e alla sua famiglia di non perdere la propria casa, riaffermando il principio che l'azione della Pubblica Amministrazione deve sempre essere guidata da logica, coerenza e dal rispetto dei diritti fondamentali della persona.
Per una consulenza manda SOLO un vocale al 3494442639 oppure chiama in studio allo 0805584348 ti risponderemo il più presto possibile. ... See MoreSee Less
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In questi casi, generalmente significa che il proprietario ha condiviso il contenuto solo con un gruppo ristretto di persone, ha modificato chi può vederlo oppure lo ha eliminato.09 Dicembre,2025
HO UN’ALTRA BUONA NOTIZIA PER VOI:
Innocente ma perde l’alloggio di servizio:Una Prima Vittoria per la Dignità
In una vicenda che evidenzia le possibili storture dell'azione amministrativa di fronte a complesse situazioni umane e giudiziarie, lo Studio Lieggi ha ottenuto un'importante vittoria cautelare a favore di un appartenente alle forze dell'ordine, il quale si è visto revocare l'alloggio di servizio a seguito di una catena di eventi basati su presupposti poi rivelatisi infondati.
La storia ha inizio quando un servitore dello Stato, dopo anni di onorata carriera, viene ingiustamente coinvolto in procedimenti penali. Ancora prima di qualsiasi accertamento di merito, l'Amministrazione dispone il suo trasferimento d'autorità in un'altra provincia per "incompatibilità ambientale", un provvedimento che il militare ha immediatamente impugnato dinanzi alla giustizia amministrativa Successivamente, la giustizia penale fa il suo corso e scagiona completamente il militare, con un'archiviazione e un'assoluzione piena perché il fatto non sussiste. Nonostante l'esito favorevole e l'assenza di qualsiasi procedimento disciplinare a suo carico, l'Amministrazione, in un'azione successiva, utilizza proprio quel trasferimento (la cui legittimità era ormai minata dalle assoluzioni) come unica motivazione per revocargli l'assegnazione dell'alloggio di servizio. A questo decreto di revoca segue una perentoria diffida a liberare l'immobile entro 15 giorni, minacciando l'avvio di una procedura di sfratto per occupazione senza titolo
L'Intervento dello Studio Lieggi e le Ragioni del Ricorso
Di fronte a questa palese ingiustizia, lo Studio Lieggi ha presentato un ricorso d'urgenza al Tribunale Amministrativo Regionale, chiedendo l'annullamento dei provvedimenti. L'azione legale si è basata su due argomenti cardine:
1. L'illegittimità dell'atto per eccesso di potere: Il ricorso ha messo in luce la manifesta illogicità dell'azione amministrativa. La revoca dell'alloggio era fondata esclusivamente sul trasferimento, ma il trasferimento era a sua volta basato su accuse penali che si erano dissolte. Venendo meno il presupposto (le accuse), anche l'atto consequenziale (il trasferimento) risultava viziato, e di conseguenza lo era anche l'ulteriore atto derivato (la revoca dell'alloggio). Lo Studio Lieggi ha sostenuto che l'Amministrazione ha agito in modo contraddittorio e per finalità diverse da quelle di interesse pubblico, configurando un chiaro sviamento di potere, dato che nel provvedimento non si faceva menzione di alcuna necessità di riassegnare l'alloggio ad altri aventi diritto.
2. Il rischio di un danno grave e irreparabile (periculum in mora): Il ricorso ha evidenziato le drammatiche conseguenze umane che l'esecuzione dello sfratto avrebbe comportato. Il militare, padre divorziato, si sarebbe trovato nell'impossibilità materiale di ospitare i propri figli, come previsto dagli accordi di divorzio, minando il suo ruolo genitoriale. Inoltre, già provato dalle ingenti spese legali sostenute per difendere il proprio onore, si sarebbe trovato in una condizione di grave difficoltà economica, senza la possibilità di reperire un'altra abitazione a condizioni di mercato.
Accogliendo l'istanza presentata dallo Studio Lieggi, il Presidente del Tribunale Amministrativo ha emesso un decreto cautelare monocratico con cui ha sospeso immediatamente l'efficacia del provvedimento di revoca e della diffida di rilascio. Questa decisione rappresenta una prima, fondamentale vittoria, che ha bloccato lo sfratto e ha permesso a un servitore dello Stato e alla sua famiglia di non perdere la propria casa, riaffermando il principio che l'azione della Pubblica Amministrazione deve sempre essere guidata da logica, coerenza e dal rispetto dei diritti fondamentali della persona.
Per una consulenza manda SOLO un vocale al 3494442639 oppure chiama in studio allo 0805584348 ti risponderemo il più presto possibile. ... See MoreSee Less
08 Dicembre,2025
HO UNA BUONA NOTIZIA PER VOI: La Giustizia Oltre la Burocrazia: Annullata Sanzione a un Servitore dello Stato.
Una storia che inizia non tra le sirene e l'azione, ma nel silenzio di un'attesa medica, con un padre accanto a suo figlio. Un appartenente alle forze dell'ordine, in congedo parentale per assistere la sua famiglia, si trova a vivere un paradosso che ha del surreale. Durante uno di questi giorni dedicati alla cura del figlio, il destino gli riserva un imprevisto: un incidente stradale. Sebbene fosse fuori servizio e senza alcun obbligo di comunicazione, il suo senso del dovere, quello che non va mai in congedo, lo spinge a informare il proprio comando dell'accaduto. Un gesto di scrupolo e lealtà. Ma al suo rientro, ad attenderlo non trova una pacca sulla spalla, bensì il gelo di un procedimento disciplinare. L'accusa? Aver omesso di comunicare l'incidente. Un'accusa kafkiana, che trasforma un atto di responsabilità in una colpa. È qui che inizia la nostra battaglia, quella dello Studio Legale Lieggi. Una lotta non solo per cancellare una sanzione ingiusta, ma per difendere un principio: può un uomo, mentre non è in servizio, essere punito per un evento che non ha alcun impatto sul servizio stesso? La risposta della giustizia è stata forte e chiara. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha scritto la parola fine su questa vicenda surreale, accogliendo il nostro ricorso e annullando la sanzione. I giudici hanno riconosciuto l'evidenza: un evento accaduto durante un congedo legittimo non può avere "riflessi sul servizio" e, pertanto, non può essere oggetto di addebito disciplinare Questa non è solo la vittoria di un uomo contro un'assurda accusa. È un faro di speranza per tutti quei servitori dello Stato che, ogni giorno, si trovano a lottare contro una burocrazia cieca. È un monito per cui la forma non può mai prevalere sulla sostanza, e la logica non può essere calpestata da un'interpretazione rigida e irragionevole delle norme. Oggi celebriamo il trionfo del buon senso e della giustizia. per assistenza contattaci SOLO con un messaggio vocale al 349 444 2639 oppure per appuntamento in presenza o in line al 0805584348 ... See MoreSee Less
02 Dicembre,2025
La Sentenza che Sminuisce il Rischio degli Agenti di Sicurezza
A tal proposito Una recente sentenza ha ridotto le pene per chi aggredisce un appartenente alle forze dell’ordine con uno schiaffo, generando un acceso dibattito sulla tutela di chi rischia la vita per la nostra sicurezza. Questo gesto di violenza non è solo un attacco personale, ma un colpo alla credibilità delle istituzioni.
Minimizzare l'aggressione a un agente sembra inviare un messaggio preoccupante: che tali atti siano tollerabili. È fondamentale che la legge riconosca l'importanza del lavoro delle forze dell'ordine, non solo proteggendo la loro integrità fisica, ma anche quella delle istituzioni che rappresentano.
In un'epoca in cui la sicurezza è cruciale, è essenziale che le leggi tutelino adeguatamente chi lavora per il bene della collettività. La sfida è trovare un giusto equilibrio tra giustizia e rispetto per chi si impegna quotidianamente per la nostra protezione. ... See MoreSee Less
Questo contenuto non è al momento disponibile
In questi casi, generalmente significa che il proprietario ha condiviso il contenuto solo con un gruppo ristretto di persone, ha modificato chi può vederlo oppure lo ha eliminato.02 Dicembre,2025
La Sentenza che Sminuisce il Rischio degli Agenti di Sicurezza
A tal proposito Una recente sentenza ha ridotto le pene per chi aggredisce un appartenente alle forze dell’ordine con uno schiaffo, generando un acceso dibattito sulla tutela di chi rischia la vita per la nostra sicurezza. Questo gesto di violenza non è solo un attacco personale, ma un colpo alla credibilità delle istituzioni.
Minimizzare l'aggressione a un agente sembra inviare un messaggio preoccupante: che tali atti siano tollerabili. È fondamentale che la legge riconosca l'importanza del lavoro delle forze dell'ordine, non solo proteggendo la loro integrità fisica, ma anche quella delle istituzioni che rappresentano.
In un'epoca in cui la sicurezza è cruciale, è essenziale che le leggi tutelino adeguatamente chi lavora per il bene della collettività. La sfida è trovare un giusto equilibrio tra giustizia e rispetto per chi si impegna quotidianamente per la nostra protezione. ... See MoreSee Less
27 Novembre,2025
Il transito, reso necessario da patologie riscontrate dalla Cmo, ormai non è più una strada sicura che porta alla meritata conservazione della vita lavorativa. Ormai piena di insidie, trabocchetti e ingiusti ostacoli all'unione familiare e alla crescita professionale, la strada verso il transito pone troppi problemi all'ex militare. Lo studio legale Lieggi si occupa da tempo dei transitati, studiando i sistemi, i metodi, e le soluzioni per garantire un passaggio il più possibile sereno...se vuoi informazioni su problematiche che ti affliggono puoi mandare un messaggio vocale al 3494442639. Riceverai una risposta del tutto gratuita, non appena possibile. Se hai bisogno di una consulenza molto più approfondita in presenza o su teams, si richiedera' una piccola consulenza. In questo caso dovrai prenitarti ai numeri che troverai sul sito dello Studio Legale Lieggi www.studioavvocatolieggi.com ... See MoreSee Less
27 Novembre,2025
Lo Studio Legale Lieggi è specializzato nel supporto legale degli appartenenti alle forze dell'ordine e alle forze armate, affrontando una vasta gamma di problematiche legate al Codice dell'Ordinamento Militare. Tra i temi trattati ci sono questioni relative alla Legge 104/92, trasferimenti, procedimenti disciplinari, sanzioni, molestie, malattie, indennità non corrisposte e tanto altro ancora. Se desideri porre un quesito, puoi lasciare un messaggio vocale al 349 444 26 39 e riceverai una risposta gratuita. Per approfondimenti o per inviare documentazione è possibile fissare un appuntamento utilizzando i contatti disponibili sul sito web dello studio: www.studioavvocatolieggi.com. ... See MoreSee Less

